Il momento di confronto è promosso da Confagricoltura Siena
SIENA. La DOP economy è uno dei pilastri del sistema agroalimentare italiano. Un modello che unisce qualità, identità e territorio e che rappresenta, almeno sulla carta, una leva di crescita per le filiere e per i sistemi locali.
Ma quanto questo potenziale si traduce davvero in valore per le imprese?
Accanto a realtà strutturate e competitive, esistono filiere che faticano a trovare un equilibrio economico sostenibile. Il mercato non sempre riconosce il valore delle produzioni, i costi aumentano, e la capacità di posizionamento diventa sempre più determinante.
Il nodo resta uno: come trasformare il valore delle produzioni DOP in valore economico reale, a partire dagli agricoltori?
A questo interrogativo prova a rispondere “Detto e Fatto – Filiere DOP economy: equilibrio instabile?”, il momento di confronto promosso da Confagricoltura Siena.
IL PROGRAMMA
Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali di Simone Lorenzo Signorini, Presidente Confagricoltura Siena
e Mauro Rosati, Presidente Qualivita.
Costruire valore: la cassetta degli attrezzi delle filiere DOP
- Emanuele Blasi – Università della Tuscia
- Vanni Marchioni – Pitti Taste
- Roberto Lodovichi – Federazione Italiana Cuochi Arezzo
Raccontare e vendere: creare valore sul mercato
- Corrado Corsini – Consorzio Pane Toscano DOP
- Angela Saba – Confagricoltura, FNP Ovicaprino
- Luigi Fanciulli – Consorzio Olio DOP Terre di Siena
- Andrea Marrucci – Sindaco di San Gimignano
Modera Gianluca Cavicchioli, Direttore Unione Provinciale Agricoltori di Siena
Un’occasione di confronto per entrare nel merito delle dinamiche economiche, delle criticità e delle prospettive delle filiere DOP.
Per capire se la DOP economy rappresenta oggi un equilibrio instabile
o una leva ancora tutta da esprimere.




