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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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La Borsa in altalena, poi chiude in positivo

Si riprendono i bancari. Il Monte sale a +3,34%

MILANO. La Borsa parte bene, ma poi l’ottimismo ha ceduto alla paura di un rapido contagio della crisi dei debiti sovrani e di un possibile default della Grecia, con conseguente svalutazione delle obbligazioni greche. Klaas Knot, numero uno della Banca Centrale olandese, ha detto che “il default della Grecia è uno degli scenari. Sono meno sicuro di poterlo escludere rispetto a due mesi fa”. E così, nel primo pomeriggio, il listino milanese si è inabissato, per poi “risorgere” fino all’1,36% a 13.664 punti, mentre il Ftse All Share è avanzato dell’1,02% a quota 14.466.

La Banca Popolare di Milano (+6,98% a 1,38 euro) è sempre il top del settore. Gli analisti di Intermonte hanno alzato la raccomandazione sull’istituto a neutral da underperform “alla luce di potenziali risvolti dal cambio della governance. Riteniamo che l’esito dell’aumento di capitale rappresenti ancora un rischio per il titolo ma i possibili miglioramenti operativi debbano essere prezzati”. Rialzi sensibili anche per Intesa SanPaolo (+6,14% a 1,011 euro), Unicredit (+4,38% a 0,679 euro), Ubi Banca (+4,11% a 2,484 euro) e Monte dei Paschi (+3,34% a 0,383 euro). Il Banco Popolare, invece, ha ceduto il 3,04% a 1,116 euro a causa di un articolo del Financial Times che ha rilanciato l’ipotesi di una nuova ricapitalizzazione, smentita ufficialmente nel pomeriggio dalla banca di Saviotti.

Brillante Finmeccanica (+4,30% a 5,21 euro) in scia alle indiscrezioni riportate da Il Mondo secondo cui Eads potrebbe essere interessata a rilevare le attività di Drs dal colosso della Difesa.

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