Partenza incerta a Wall Street, con i mercati che monitorano la possibilità di un tapering e la recrudescenza del virus. Dopo pochi minuti di scambi, Il Nasdaq avanza dello 0,2%, il Dow Jones cede lo 0,15% e lo S&P 500 lo 0,1%.
Gli operatori sono intenti a valutare se i dati più forti del previsto diffusi venerdì sul mercato del lavoro americano spingeranno la Federal Reserve a ritirare i propri stimoli monetari.
Il Job Report di luglio ha infatti alimentato le aspettative che la banca centrale statunitense comincerà a ridurre le misure a sostegno dell’economia, in un contesto che vede l’inflazione oltre il proprio target ma con la diffusione della variante Delta del Covid che minaccia di rallentare la ripresa.
L’appuntamento chiave di questa settimana sarà con il report dei prezzi al consumo Usa per avere ulteriori indicazioni sulle pressioni inflazionistiche e sull’outlook della politica monetaria, in attesa del consueto simposio annuale di Jackson Hole in programma a fine mese.
Intanto, le maggiori prospettive di un rialzo dei tassi di interesse hanno portato a un sell-off dei metalli preziosi, con l’oro che nella mattinata asiatica ha toccato i minimi da marzo, salvo poi risalire in area 1.745 dollari l’oncia.
Tra le materie prime, prosegue inoltre il crollo delle quotazioni del greggio con il Brent (-2,6%) a 68,9 dollari e il Wti (-2,6%) a 66,4 dollari, estendendo le perdite della scorsa settimana, la peggiore da ottobre, sui timori circa l’impatto della recrudescenza del virus sulla domanda di petrolio.
Sul Forex il biglietto verde consolida i recenti guadagni innescati dall’aumento superiore alle attese dei non farm payroll Usa, con il cambio euro/dollaro in prossimità dei minimi da quattro mesi a 1,176 e il dollaro/yen poco oltre quota 110.
Nel comparto obbligazionario, infine, il rendimento del decennale americano torna sotto la soglia dell’1,30% all’1,28%, mentre il tasso sul biennale si mantiene allo 0,20%.
Fonte MarketInsight




