Pratiche compositive, produzione discografica e nuove prospettive di ricerca. Appuntamento martedì 5 maggio, nell’Aula Magna storica del palazzo del Rettorato
SIENA. Martedì 5 maggio 2026 alle ore 16, l’Aula Magna storica del Rettorato dell’Università di Siena ospiterà la presentazione del libro di Vera Vecchiarelli “Riunire le teste dell’idra. Il processo creativo di Fabrizio De André tra parole, suoni e produzione discografica” (Roma, Neoclassica, 2025). L’iniziativa, organizzata dal Centro Studi Fabrizio De André dell’Università di Siena, ha il patrocinio morale della Fondazione Fabrizio De André ETS.
La presentazione del volume sarà anticipata da un saluto di Chiara Mocenni, delegata del Rettore alla Terza Missione. Seguiranno interventi di Giulia Giovani, direttrice del Centro Studi Fabrizio De André, di Giovanni Giuriati, etnomusicologo, di Mark Baldwin Harris, musicista, produttore e arrangiatore, di Vera Vecchiarelli, autrice del libro. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.
“Riunire le teste dell’idra” esplora il laboratorio creativo di Fabrizio De André, svelando il percorso complesso e affascinante che dà vita alle sue canzoni. Dalla scelta dei temi alla scrittura dei versi, dalla composizione musicale agli arrangiamenti, fino al lavoro in studio e alla produzione: il volume ricostruisce, passo dopo passo, l’intricata rete di relazioni alla base della produzione discografica. Frutto di una lunga e approfondita ricerca, il lavoro è nato nell’ambito delle attività del Centro Studi Fabrizio De André, che da oltre vent’anni si occupa della valorizzazione dei materiali autografi del cantautore conservati all’Università di Siena; si è quindi sviluppato presso il Dottorato in “Storia e analisi delle culture musicali” dell’Università Sapienza di Roma, che ne ha sostenuto la pubblicazione presso l’editore Neoclassica nel 2025.
Patrocinato dal Centro Studi Fabrizio De André, il volume propone uno sguardo originale e interdisciplinare, intrecciando popular music studies, analisi musicologica ed etnomusicologia. Grazie all’uso di documenti autografi e testimonianze inedite, l’indagine illumina dall’interno il processo creativo di uno dei più influenti cantautori italiani del Novecento, offrendo nuove chiavi di lettura per comprenderne l’eredità artistica.
Dal libro di Vera Vecchiarelli:
Il processo creativo si svela come un percorso articolato, caratterizzato da una certa organicità. Le metafore dell’idra e del mosaico, suggerite dallo stesso De André […], hanno rappresentato in modo efficace la rete di significati, pratiche e condizionamenti che alimenta il lavoro sulla canzone: l’esistenza di quest’ultima è resa possibile dalla coesione di diversi tasselli, ben sintonizzati alla realizzazione dell’insieme, oltre che dalla collaborazione di un nutrito gruppo di lavoro, nel quale ciascuno coopera al raggiungimento di obiettivi comuni.
Da un’intervista a Mark B. Harris:
Ho sempre pensato che il valore di Fabrizio fosse come regista, sceglieva bene i suoi collaboratori e poi lui seguiva da vicino tutte le operazioni.




