SIENA. Si è svolta nel reparto di Psichiatria dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese la commemorazione della professoressa Arianna Goracci, psichiatra, docente e collega molto amata, scomparsa un anno fa. Nel corso della cerimonia è stata scoperta una targa in sua memoria, dedicata alla sua umanità, al suo entusiasmo, alla sua disponibilità, alla sua forza vitale e alla sua capacità di cercare sempre la parte migliore negli altri. Alla commemorazione erano presenti il figlio, la madre e i familiari della professoressa Goracci, insieme ai colleghi, agli specializzandi, agli infermieri e ai collaboratori che hanno condiviso con lei anni di lavoro clinico, formazione e vita di reparto.
Sono intervenuti il professor Andrea Fagiolini, direttore della Psichiatria e del Dipartimento di Salute Mentale e Organi di Senso dell’Aou Senese, il direttore generale e la direttrice sanitaria dell’Aou Senese, il professor Antonio Barretta e la dottoressa Maria De Marco, e gli specializzandi della scuola di Psichiatria, che hanno ricordato Arianna Goracci non solo come professionista competente e appassionata, ma anche come presenza profondamente umana, capace di lasciare un segno duraturo nei pazienti, negli studenti e nei colleghi. Dalle parole condivise durante la cerimonia è emerso un ricordo collettivo, nato dalla memoria quotidiana di chi l’ha conosciuta nei corridoi, nelle stanze del reparto, nelle aule universitarie e nei momenti più semplici della vita professionale. Arianna Goracci è stata ricordata come una docente capace di trasmettere amore per la psichiatria, una clinica attenta e rigorosa, una collega generosa e una persona capace di far sentire ciascuno accolto, ascoltato e valorizzato.
«Particolarmente intenso è stato il ricordo degli specializzandi, molti dei quali l’avevano incontrata prima da studenti e poi durante il percorso di formazione specialistica – ha detto il professor Andrea Fagiolini -. Di lei hanno ricordato la voce inconfondibile, piena di energia e vicinanza, il sorriso accogliente, la cura per i pazienti, l’attenzione quasi materna verso i più giovani, la precisione nel lavoro, ma anche tanti piccoli gesti quotidiani che ne restituivano la vitalità e l’affetto per la famiglia, in particolare per il figlio. Entusiasta, dolce, materna, tenace: queste alcune delle parole scelte dagli specializzandi per descriverla – ha aggiunto ancora il professor Fagiolini -. Parole che, insieme, raccontano una figura professionale e umana capace di coniugare competenza, passione, fermezza e gentilezza. Nel corso della commemorazione è stato sottolineato anche l’insegnamento più profondo lasciato dalla professoressa Goracci: la capacità di affrontare la malattia e i momenti più difficili con dignità, forza e attenzione verso gli altri, continuando a lavorare, insegnare, sorridere e interessarsi ai progetti dei colleghi e degli allievi. La targa, collocata in reparto, vuole essere non solo un segno di ricordo, ma anche un invito a custodire e proseguire il suo esempio. Arianna Goracci ha lasciato un’eredità che continuerà a vivere nella cura dei pazienti, nella formazione dei giovani medici e nel modo di intendere la psichiatria come ascolto, relazione, presenza e umanità. La commemorazione si è conclusa con un saluto affettuoso e condiviso – ha concluso Fagiolini -: un grazie ad Arianna per aver insegnato la psichiatria, ma soprattutto per aver insegnato come stare accanto alle persone, come stare vicino ai pazienti e come rimanere in piedi anche quando la vita mette alla prova».




