La Porta di Campansi ed il suo monastero

Il toponimo forse significa "davanti ai campi"

di Augusto Codogno

SIENA. La Porta di Campansi, lega da sempre il suo nome a quello dell’antico convento che ancora oggi, se pur trasformato in ospizio, si trova in questi paraggi. Il toponimo “Campansi” potrebbe essere di origine longobarda, ma ne abbiamo traccia solo agli inizi del 1200 e potrebbe più semplicemente significare “davanti ai campi”. Non ci scordiamo che questa zona, era ed è ancora oggi, in parte, una zona verde dove giardini ed orti sono ancora presenti a ridosso delle mura.

IL MONASTERO DI CAMPANSI

Quella che ai nostri tempi risulta adibita a “Casa di Riposo”, era un tempo un vero e proprio monastero, una struttura cioè con un apparato protettivo fatto di mura e due torri di protezione, quindi fortificato. Intitolato a San Girolamo era di pertinenza di monache francescane ed ebbe origine nel XIII/XIV secolo. Ma la storia di queste monache nasce fin dal 1221, quando alcune donne vestirono l’abito del terzo ordine di San Francesco e usavano adunarsi nella chiesa titolata al patrono d’Italia. La loro superiora era detta “Ministra” ed loro “Mantellate”. Non erano suore di clausura e vivevano nelle proprie case cercando sussistenza nelle elemosine. In Campansi erano invece, probabilmente nel luogo che solo successivamente divenne delle monache, un gruppo di Frati Predicatori. Nelle pergamene di S. Agostino (Badia all’Arco) infatti risulta che nel 1261 (5 Gennaio) vi abitavano questi frati e, nell’occasione di un lascito testamentario, compare come loro “Sindico”, tal frà Amerigo.

Solo più tardi Suor Bartolomea da Pisa e Suor Margherita da Siena decisero di formare una comunità e la Repubblica di Siena donò loro alcune case in Campansi, zona peraltro non di buona fama perché ad alta densità di prostituzione. Non erano in verità vere e proprie religiose in quanto non avevano i tre voti e il loro girovagare a chiedere elemosina le portò col tempo l’appellativo di “Povere di Campansi”. Una struttura monasteriale vera e propria , sembra però aver avuto fondazione solo nel 1420 (cit. Ettore Romagnoli), e solo nel 1613 queste suore ottennero dal Cardinale Metello Bichi il riconoscimento ufficiale e si consacrarono alla sua presenza. Il Convento divenne ben presto uno degli Istituti di “Clausura di Nobili Vergini”, prediletti dalle famiglie più importanti di Siena.

In questo monastero ad esempio, vestì l’abito di clarissa, con il nome di suor Teresa Vittoria anche Berenice Chigi, nata nel 1667 da Maria Virginia Borghese e Agostino Chigi. Questa, prese i voti nel 1683 ed è proprio in quest’anno che si cominciarono i lavori di rifacimento della Chiesa. Ma altre suore di importanti casate vennero in questo convento, contribuendo a farlo diventare uno dei più ricchi della città con donazione grandiose. Oltre alla già citata, vi furono anche la figlia di Antonio Bichi, tale Eustachia, suor Innocenza Guelfi ed anche le sorelle di Suor Teresa Chigi, tali Francesca Serafina e Maria Gaetana, anch’esse figlie del Principe Don Agostino Chigi, nipote del Pontefice Alessandro VII.

LA PORTA DI CAMPANSI

Citata fin dal 1230, dove dai libri della Biccherna si scopre aver già avuto ai tempi, un restauro ed un rinforzamento, essa si apriva nelle mura esterne così come ce lo indica anche Teofilo Gallacini: “…indi si parte voltandosi con tortuosa linea verso Ponente, longo il Convento delle Monache di San Lorenzo: e fattavi una porta appresso a quello delle monache di Campansi…”. Sempre dai libri della Biccherna emerge che nel 1252 il Comune pagava due custodi, come si registra dai pagamenti di un “portonarius de porta intus Campansi” e un altro per la “Portas de foris”. Se ne deduce quindi che questa entrata aveva anche un antiporto, così come altre porte della cinta muraria che oggi sono visibili ad un solo ingresso, ma che in realtà erano a doppia entrata (vedi Porta Fontebranda, Porta S. Marco). I cronisti senesi ci dicono che, per motivi di sicurezza, questa porta fu chiusa nel 1327 “E poi del mese di decembre fero serare la porta di Canpansi e poi fu murata”. In realtà sappiamo che un secolo dopo questo ingresso fu riaperto e nel 1500 era di nuovo chiuso. Come accadde per altre porte di Siena, a seconda delle esigenze, questi ingressi vennero, nel corso della storia, chiusi e riaperti per motivi strategici e militari ed anche porta Campansi subì probabilmente la stessa sorte.

Ad oggi, la possiamo ancora vedere, pur tamponata, sul tratto di mura che va da Camollia alla barriera di San Lorenzo, non lontano dalla Torre di guardia detta “Torre di Campansi”, o dall’interno delle mura, entrando nella Casa di Riposo e dirigendosi nei giardini della stessa.

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