La fantastica storia di Certano: la chiesa ed il borgo

di Augusto Codogno

(prima puntata)

SIENA. Prenderemo, per cominciare la nostra storia su Certano, le parole scritte da Emanuele Repetti nel suo celebre Dizionario: Casale che fu comunello con parrocchia di San Michele aggregata a quella di San Lorenzo a Terenzano, nella comunità delle Masse di Città, Giurisdizione Diocesi di Siena di cui è tre miglia a libeccio. Risiede sull’altopiano della Costa al Pino presso la strada provinciale di Val di Rosia, fra le fonti del torrente Rigo confluente del Serpenna, che va nel fiume merse e le scaturigini del torrente Sorra tributario del fiume Arbia”.

Certano fu dunque un antico borgo nella campagna senese, nato intorno alla sua chiesa intitolata fin dalla notte dei tempi a San Michele Arcangelo. Esso vanta da sempre un enorme quantità di citazioni in antichi “privilegi imperiali”, “Bolle papali”, contratti di usufrutto, permute, documenti di ogni genere che ci raccontano anche del paesaggio intorno ad esso fatto di tanti vigneti, boschi, ma anche di una importante via di comunicazione che lo attraversava.

Le notizie più antiche però sono quelle relative alla sua chiesa che ci portano indietro di secoli ed addirittura millenni.

LA CHIESA DI S. MICHELE ARCANGELO

Nel periodo Longobardo infatti, fu fondato dal “Gastaldo” senese Warnefrit il Monastero di S. Eugenio in Pilosiano, tra la località detta “Pian delle Fornaci” e “Costafabbri”, ad un chilometro da Certano. Lo stesso reggente longobardo, dotò questa nuova abbazia di molti beni, terre, gioielli, chiese e casali.

Era l’anno del Signore 730 e con molta probabilità tra le varie donazioni c’era anche la chiesa di Certano, poiché tutte quelle della zona finirono come regalo al detto monastero.

Manca la matematica certezza (tuttavia) in quanto alcune parti della pergamena originale sono lacerate o rese illeggibili dall’erosione del tempo, ma, poiché nei numerosi atti successivi (bolle e privilegi), emanati per riconfermare gli antichi beni sottoposti al Monastero di S. Eugenio, la chiesa di Certano compare assieme a tutte quelle già indicate nel più antico documento, le possibilità della sua esistenza fin dall’anno 730 sono altissime.

La prima conferma proviene addirittura da un Privilegio di Arrigo IV del 1081, dove compare la nostra chiesa con l’indicazione di “Sancti Angeli in Certano”: “Henrici IV. Germaniae ac Italiae Regis Privilegium Petro Abbati concessum pro Monasterio Sancti Eugenii in Comitatu Senensi

Si tratta di un raro documento emanato dall’Imperatore in favore dell’Abate Pietro, priore di S. Eugenio, a conferma di quanto avevano fatto in passato i suoi predecessori. Un successivo “Privilegio” fu inviato dall’Imperatore Federigo I nel 1185 all’Abate Oddone del medesimo monastero di Sant’Eugenio, al tempo che era Vescovo di Siena tal Gunterano ed anche qui abbiamo la “ecclesiam S. Angeli in Certano”. Anche due Pontefici saranno protagonisti di due “Bolle” nelle quali si confermano i medesimi beni: Papa Alessandro III, nel 1171 e Papa Innocenzo III nel 1207.

Queste sono le notizie più antiche riguardanti la chiesa di Certano, intitolata a San Michele Arcangelo, poi successivamente abbreviata soltanto in S. Angelo. D’altronde l’antichità di questo edificio di culto è facilmente rilevabile da qualsiasi occhio esperto che conosca un minimo di storia dell’architettura. Basti guardare le pietre della chiesa, il basamento della stessa, la navata unica con alcuni residui di finestre tamponate e soprattutto l’abside rotondeggiante (Figura 2).

Nelle Decime della Diocesi Senese degli anni 1275-1276, sotto le chiese dipendenti dalla pieve di San Giusto di Casciano, compare la nostra “Ecclesia S. Michaelis de Certano” che pagò in questo anno “Libre II et Soldi X” per la propria quota. Quasi la stessa cifra pagata l’anno successivo (1276-1277) nel quale le decime corrisposte furono di “Libre II et Soldi VIII”.

Sempre nei libri delle decime scopriamo che pochi decenni dopo (1302-1303), la nostra chiesa non viene indicata più come “S. Michealis”, ma come “Ecclesiae S. Angeli de Certano”. Stessa cosa e stesso importo anche per quelle del 1317, mentre nell’elenco delle chiese della diocesi senese del 1409 compare la titolazione completa: “ecclesiae S. Michaelis Angeli de Certano”.

Particolari fatti avvennero nel 1492, ai tempi in cui era rettore di S. Angelo tale prete Stefano Coppi di san Gimignano che, non si sa per quale motivo, venne scomunicato dall’Abate di un convento senese detto “della Rosa”, appena fuori porta la Porta S. Agata di Siena (oggi Piazza S. Agostino)

In data 5 aprile di quest’anno infatti, egli cedette il governo e il diritto spirituale dei suoi fedeli all’Abate di S. Eugenio essendo incorso nella predetta scomunica. Il 10 aprile, fu direttamente il Vicario dell’Arcivescovo di Siena a nominare tale Cesare di Francesco di Turello al suo posto, ma nel luglio successivo il papa annullò tale scomunica.

Con Bolla del 3 luglio 1492 diretta all’Abate della Rosa fuori delle mura di Siena infatti, Papa Innocenzo VIII ordinò che egli sciogliesse immediatamente dall’interdetto la chiesa di S. Michele Arcangelo di Certano sottoposta senza giusta causa a tale privazione dal Vicario Generale dell’Arcivescovo di Siena. La parrocchia di Certano fu poi riunita nel 1568 a quella di Terenzano, per decreto dell’Arcivescovo Bandini, con obbligo che si celebrassero a vicenda i divini uffizi nei giorni festivi.

Tra le poche notizie sulle opere d’arte presenti nella chiesa di Certano, un bel “Coro ligneo” che fu poi spostato in altro luogo. L’autore di quest’opera fu il maestro Teseo da Pienza, nato nel 1507 e morto nel 1574. Famoso scultore ed intagliatore, tra le tante sue opere, risulta aver collaborato anche al “Coro” del Duomo di Siena. Tale opera fu trasportata, non ne sappiamo il motivo, nella chiesa dei Monaci Olivetani fuori dalla Porta Tufi. Il lavoro andò disperso con la distruzione di quel monastero.

IL BORGO DI CERTANO

Per quanto riguarda il suo borgo, esso fu uno dei “comunelli” delle “Masse di Siena” (Terzo di Città), già a partire dagli anni 1263/1270. Il borgo di Certano fu particolarmente attivo fin dai primi anni del Duecento, come testimoniano numerosissime pergamene di cui la più antica (anno 1221) riguarda un contratto di prestito intercorso tra un noto “prestatore” di Grotti (località vicina a Ville di Corsano-Monteroni d’Arbia), tale Orlandino di Azzo da Grotti e tre individui tra cui due fratelli “Azzolini”. Anche la sua collocazione geografica lungo la strada che portava verso Frosini e la maremma (allora la strada passava da Certano mentre oggi a 500 metri) ebbe la sua importanza. Vi si giungeva passando dalla località di “Fornaci”, oggi detta Pian delle Fornaci e dalla “Costa al Pino”, oggi Costalpino, e poco prima di giungere al borgo venivano anche toccate le località di San Galganello e Agazzaia.

A partire dal XIII secolo troviamo diverse notizie riguardanti interventi stradali da parte dei “Domini Viarii”, cioè di coloro che per conto del Comune di Siena si occupavano del mantenimento della viabilità, ma anche di ponti, fiumi e fonti.

In particolare, appartengono al periodo 1270-1290 alcune decisioni riguardanti la strada che passava per Certano. La più antica, riguarda la Via per la quale si andava ai Bagni di Sorra che, secondo la delibera, andava sistemata ed ampliata in modo che potessero transitarvi in modo sicuro uomini e bestie con carico o senza carico. Questa strada “qua itur a Balneum de Sorra. bene e sufficienter sicut trahit a capite Coste de Pallaio usque ad pedem Benciucchi vinaiuoli de contrada Certani, que est obviam poderi Arrighi de Terrençano…”.

Un’altra conferma della importanza della nostra località dal punto di vista stradale appare da un’altra pergamena dei Viarii risalente agli anni 1275-1285, dove si parla di sistemare un ponte sul torrente Sorra ai piedi di Costalpino: “item statuimus et ordinamus…ponte Sorre, qui est in pede coste de Pino, usque ad viam que est capite Vallis Lame in contrata Certani”.

Ed ancora nel 1290, in occasione del rifacimento della strada proveniente dal monastero di S. Eugenio i ordina che alle spese concorrano gli uomini e le persone dei comunelli vicini e cioè di “Munisterio, de Casale, de Petriolo prope Montecchium, de Montecchium et de Certano”.

In un borgo che ebbe una sua importanza, su di una strada non affatto secondaria, non poteva mancare un’osteria. Ed ecco che un documento degli anni 1445-1449 ci conferma a Certano l’esistenza dell’hostaria di proprietà degli eredi di Antonio Mazzei.

Nel territorio di Certano ebbero possessi, oltre al grande Monastero di S. Eugenio, diverse famiglie nobili senesi ed enti laici ed ecclesiastici della nostra città come l’Ospedale Santa Maria della Scala e il Monastero di Santa Maria degli Angeli.

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