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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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18 maggio: Bulls alla “bella” contro Montecatini

Dopo le due sconfitte al PalaTerme, la San Giobbe vince entrambe le partite all’Estra Forum annullando i due match Point e portando la serie a Gara 5. In palio un posto in semifinale con la vincente di un’altra serie allungata alla bella, quella tra Latina e Treviglio. La sfida, con palla a due alle ore 20:30 di lunedì 18 maggio, sarà arbitrata da Chiara Corrias di Corovado (PN), Andrea Andretta di Udine (UD), Chiara Bettini di Faenza (RA). A presentarla, in conferenza stampa, il capo allenatore biancorosso Nicolas Zanco.

Indisponibili: Chapelli (lesione crociato, stagione finita), Moreno (stagione finita).

Vigilia della bella di questa serie. Già è stata fatta un’impresa, c’è la possibilità di farne una ancora più grande.

“Abbiamo meritato di arrivare a Gara 5 e di giocarci il tutto per tutto in una partita che si preannuncia bella, tesa e tosta come lo sono state tutte in questa serie. Siamo due squadre che fanno della fisicità il loro punto di forza e quando questi corpi si scontrano in partite con questa posta in palio, nervosismo e giocate sporche aumentano esponenzialmente. Ci sarà una bellissima cornice di pubblico, penso da parte di entrambe le squadre. Noi vogliamo che sia da un lato una festa, ma pur essendo arrivati a questo punto senza nulla da perdere, dobbiamo pensare di avere di fronte a noi la possibilità di fare qualcosa che sarebbe un sogno, qualcosa di straordinario”.

Quanto hanno inciso fino a questo momento la spensieratezza ma anche la consapevolezza perché poi le partite si vincono essendo consapevoli dei propri mezzi da una parte e dall’altra forse una eccessiva pressione di dover dimostrare a tutti di essere la favorita?

“Io non la vedo da questo punto di vista. Sicuramente la T Gema è una squadra costruita per grandi obiettivi, però dobbiamo ricordarci che hanno perso prima dei playoff un giocatore chiave come Francesco Fratto. Pedina importante non solo da un punto di vista del ruolo in campo ma anche un leader di spogliatoio, un leader tecnico, un leader emotivo. Secondo me, in alcuni momenti, questa sua assenza può aver pesato e aver tolto la sicurezza al gruppo nelle difficoltà. Questa assenza va senza dubbio messa sul piatto. Poi c’è da dire che forse, purtroppo per loro, hanno trovato una squadra come la nostra che arrivava dalla doppia vittoria ai Play-in e che aveva ed ha grande fiducia addosso”.

È giusto dire che nel finale di partita di Gara 4 ci sia stato il momento di massima compattezza tra campo e spalti. Tutti andavano dritti verso una sola direzione.

“Credo di sì (sorride), nel senso che non l’ho vissuta direttamente perché ero in ufficio a guardare la partita dal computer dopo l’espulsione. Comunque da quello che ho sentito dall’ufficio e che ho visto dal video la mia espulsione ha dato una fiammata prima di tutto al pubblico che si è compattato e ha dato una mano ai ragazzi. Eravamo ad un bivio tra rischiare di prendere venti punti o avere l’ultima chiamata per tornare in partita. Questa urgenza e il senso di appartenenza alla maglia hanno unito il pubblico alla squadra. Siamo un paese piccolo, una comunità piccola, pochi tifosi, una squadra che non ha le ambizioni delle primissime. Ma nei momenti importanti Chiusi ha sempre dimostrato di tenerci e di stare vicino alla squadra. Che siano cinquanta oppure cinquecento hanno sempre fatto sentire il loro calore, il loro apporto e il loro supporto alla squadra. E questo accade maggiormente quando vedono che la squadra lotta e ci tiene. Da quel momento in poi anche i ragazzi hanno capito di doversi svegliare e di dover aumentare il ritmo per cambiare la partita. Sono contento che lo scossone abbia creato questa unità di intenti tra la squadra in campo e il pubblico fuori e so che i tifosi saranno abbastanza numerosi anche domani sera”.

Domanda scontata sarà una finale. Che tipo di partita dobbiamo aspettarci?

“Sono state tutte partite molto simili. Fisiche, nervose, con una posta in palio alta che è aumentata ogni partita. Quando le squadre sono spalle al muro, come lo siamo stati noi, aumentano ulteriormente il nervosismo, i contatti, e le proteste. Dovremo essere bravi a rimanere con la testa sul pezzo senza perdere la bussola. Siamo due squadre che si conoscono quasi a memoria, probabilmente saranno più le giocate dei singoli a risolvere la partita rispetto ai dettami tattici che proveremo a mettere in campo sia noi che La T Gema”.

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