"Diminuiscono la dimensione abitativa ed il peso della popolazione residente"
SIENA. Chi legge i programmi edilizi esposti dai dirigenti delle 17 Contrade in occasione del Palio del 16 agosto u.s., rimane letteralmente sbalordito dall’energia, la passione, la determinazione e la concretezza con la quale vengono governate le grandi protagoniste del Palio. Tutti i Priori hanno illustrato precisi progetti di intervento per migliorare gli spazi vitali delle rispettive Contrade e delle società ad esse annesse. Oltre a riqualificare alcune aree verdi comprese nel territorio di competenza, quasi tutte le idee progettuali tendono a cambiare destinazione ad alcuni immobili per sviluppare le parti museali e rendere ulteriormente accoglienti ed ospitali i locali delle “società”.
I volumi immobiliari già occupati da tutte le 17 Contrade sono rilevanti e sono in massima parte di gran pregio. In passato sono state consolidate le vecchie sedi, recuperate strutture limitrofe, talvolta fatiscenti e abbandonate, con interventi di grande spessore qualitativo, elaborati da professionisti locali, che hanno sempre dimostrato amore e cura dell’assetto urbano della città.
Poiché nel centro storico non possono essere attivate nuove costruzioni, è naturale che ulteriori lavori da porre in essere presuppongono il cambio di destinazione dei volumi edilizi esistenti che verrebbero ad aggiungersi all’uso collettivo degli spazi delle singole Contrade. Il mondo vitale di esse pone dunque un difficile problema di ordine urbanistico, che interpella il Governo politico della città e la vita quotidiana delle Consorelle. Continua infatti a crescere tra le mura urbane, il volume strutturale delle Contrade e diminuisce la dimensione abitativa e, soprattutto, il peso della popolazione residente, atteso che il Centro storico accoglie ormai neppure il 18 per cento dei senesi. Un distorsivo fenomeno quest’ultimo che da tempo assilla la Municipalità e che finora non solo non ha trovato alcun freno, ma continua ad aggravarsi anche per effetto dell’alta età media della popolazione residente.
La quotidiana vitalità delle singole Contrade paga un prezzo altissimo allo squilibrio demografico che penalizza la feconda funzione comunitaria e mina il fondamentale equilibrato rapporto popolazione-territorio. Occorre dunque riflettere, proporre e forse sperimentare qualche rimedio. I naturali cambiamenti che si determinano nel contesto urbano o si governano o si rischia di esserne travolti.
Enzo Martinelli




