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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Mercati – Milano resta in cima al Vecchio Continente

Piazza Affari continua a sovraperformare le altre borse europee, con il Ftse Mib in progresso del 2,0% in area 22.500 punti, sostenuta dalla prospettiva di Mario Draghi come presidente del Consiglio. L’ex governatore della Bce ha accettato, con riserva, l’incarico di formare il governo, alla fine del suo colloquio con Mattarella in Quirinale.

In ordine sparso l’Ibex 35 di Madrid (+0,7%), il Dax di Francoforte (+0,4%), il Ftse 100 di Londra (-0,1%) e il Cac 40 di Parigi (+0,2%), mentre a Wall Street hanno aperto contrastati Dow Jones (-0,1%), S&P500 (+0,2%) e Nasdaq (+0,4%), con il listino tecnologico sostenuto dai conti di Alphabet (+5,4%). Poco mossa Amazon nonostante i risultati positivi, dopo che Jeff Bezos ha lasciato a sorpresa la carica di Ad per diventare presidente esecutivo. Il nuovo Ceo sarà Andy Jassy.

A sostenere il sentiment contribuiscono i progressi sul fronte del piano di stimoli da 1.900 miliardi di dollari negli Usa, mentre si affievoliscono le preoccupazioni legate alla retail mania.

Dall’agenda macroeconomica sono giunti i dati Adp sull’occupazione del settore privato Usa, che hanno evidenziato la creazione di 174 mila nuovi posti di lavoro a gennaio, superiori ai 70 mila del consensus, dopo la perdita di 78 mila impieghi nel mese precedente.

Nell’eurozona, gli indici Pmi servizi e composito di gennaio hanno evidenziato un difficile inizio di 2021, con il terziario (45,4 punti) al quinto calo mensile dell’attività e ad un tasso più sostenuto di dicembre.

Sul Forex l’euro/dollaro arretra a 1,203 mentre il cambio tra biglietto verde e yen staziona in area 105.

Tra le materie prime accelerano le quotazioni del greggio con il Brent (+1%) a 58,3 dollari e il Wti (+1,6%) a 55,6 dollari, in attesa dei dati settimanali dell’Energy Information Administration sulle scorte statunitensi.

Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si contrae di 9 punti base a 105 bp, con il rendimento del decennale italiano allo 0,58%, in scia alla prospettiva di Mario Draghi come nuovo premier.

Pioggia di acquisti sui titoli del Ftse Mib, tra cui si distinguono Poste italiane (+6,8%), Banca Mediolanum (+5,5%) e A2A (+4,8%). Ben intonate banche e servizi finanziari, oltre ad Atlantia (+4,5%), spinta dalla possibilità di una risoluzione del dossier Aspi con Draghi e dalla richiesta del fondo Tci (azionista al 10%) di una valutazione più adeguata per la controllata autostradale. In evidenza Cnh (+4%) dopo i conti, in controtendenza Ferrari (-3%) dopo i risultati non del tutto soddisfacenti di ieri e Tenaris (-1%).

Fonte MarketInsight

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