La banca ha perso la scorsa settimana il 13 per cento di valore ed il trend...
di Red
SIENA. Sotto il segno del rosso, ancora una volta, il Monte dei Paschi di Siena, che aveva terminato la scorsa settimana con un calo del 13% e lunedì ha continuato a scendere del 4.1% a 1,162 euro. Oggi (15 dicembre), invece, spinto dal rimbalzo della Borsa alla vigilia della decisione che in giornata la Fed ha annunciato di prendere sui tassi di interesse Usa, il titolo di Rocca Salimbeni, alle 11:39, vale 1,185 euro +2,69. Non accenna, nel lungo periodo, a diminuire l’effetto negativo delle scelte che ha fatto Alessandro Profumo in questi anni, alla faccia delle buone intenzioni sue e dei suoi defensores fidei che ne facevano un caso di astio personale (?) di questa testata nei confronti del manager genovese. I numeri sono impietosi e le giustificazioni improponibili ma quando spunta il nome dell’ex presidente di Unicredit c’è ancora qualcuno a Siena che si scappella. Salvati dalla galera? Ma non ci si preoccupi per il futuro di Profumo: Antonio Patuelli concluderà il suo mandato prima della prossima primavera 2016, lasciando libera la poltrona riservata ai più meritevoli. Quale? Quella di presidente dell’ABI…
Niente di personale, naturalmente, contro il presidente della Cassa di Risparmio di Ravenna, che fu chiamato di gran corsa a sostituire il princeps dei presidenti banchieri Giuseppe Mussari, per il quale era stato fatto un cambiamento di statuto per tenerlo lì all’Abi strappandolo, si diceva una volta con grevi sottolineature, allo Ior e alla poltrona di Ministro dell’Economia. Patuelli è stato un ripiego, ma si sta dimostrando anch9egli bravo a nascondere le responsabilità del sistema bancario, azionista forte della Banca d’Italia attraverso i suoi associati, bravo a occultare la portata delle malefatte dei suoi associati quando vendono titoli spazzatura ai clienti e a intortare dipendenti e sindacati che utilizzano il Tfr per comprare azioni con i famigerati aumenti di capitale.
Come abbiamo riportato ieri, secondo quanto ha scritto Il Sole24Ore domenica scorsa, BTP Pactual avrebbe praticamente azzerato la partecipazione detenuta nel capitale del Monte dei Paschi. Fintech, al contrario, non avrebbe apportato alcuna modifica alla quota del 4,5% detenuta nell’istituto di credito senese, anche se non esclude la possibilità di una riduzione. Il Sole24Ore ha ricordato che prima della fine del 2015 scadrà il lock-up del Tesoro sul 4,02% del capitale, quota ricevuta a saldo dei Monti Bond.
Probabile che il Governo – che dai primi di gennaio 2016 potrebbe cedere sul mercato le azioni in suo possesso – sia davanti a un bivio pericoloso. Vendere significa monetizzare ma potrebbe essere interpretato dagli operatori finanziari come un chiaro segnale che l’esecutivo non crede nel futuro della banca. Manifestare la volontà di procedere all’incasso servirebbe solo a deprimere ulteriormente il titolo: chi dovrà comprare vorrà farlo a prezzi di saldo e l’operazione potrebbe evaporare in una pesante rimessa. Ma d’altra parte da un socio importante con il 4% del capitale sociale ci si attenderebbe la volontà di entrare a piedi uniti sulla gestione dell’istituto. La Corte dei Conti è sempre lì in attesa di chiamare in causa gli amministratori pubblici per danno erariale.