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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Mps: Caltagirone offre il calumet della pace in nome della concordia

In cambio chiede la presidenza del board e il monitoraggio della strategie bancarie

SIENA. Francesco Gaetano Caltagirone, dopo l’assemblea dei soci Mps, si ritrova con Lovaglio alla guida operativa della banca. Ma in nome della concordia tra le “fazioni” per il bene supremo del Monte, con una mossa che coniuga Realpolitik e visione strategica,  chiede una presidenza di “garanzia”.

L’imprenditore romano, che aveva puntato su una lista alternativa per scardinare gli equilibri precedenti, si è trovato davanti a un fronte compatto guidato dalla famiglia Del Vecchio (Delfin), capace di raccogliere i voti necessari per confermare la stabilità del management. Una sorta di sconfitta che con volpina astuzia cerca di tramutare in controllo delle strategie della banca.

Secondo fonti vicine al dossier riportate dall’HuffPost, l’obiettivo punta al riconoscimento del peso azionario (ricordiamo che Caltagirone aveva alzato la partecipazione azionaria a oltre il 13 per cento) tradotto in peso politico all’interno del board. Oltre a ciò, una presidenza autorevole servirebbe a bilanciare l’azione dell’AD, garantendo trasparenza sulle future operazioni  per il cosiddetto “Terzo Polo” bancario.

La proposta di Caltagirone mette il governo davanti a un bivio: assecondare la richiesta per evitare una guerriglia interna permanente o mantenere l’attuale assetto per non alterare i fragili equilibri raggiunti con Delfin.

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