Per Martinelli sono in atto "manovre a destra e a sinistra"
di Enzo Martinelli
SIENA. Il dato più significativo nella recente consultazione referendaria riguardante l’ordinamento giudiziario, è stato il ritorno al voto di una rilevante massa di cittadini, che da tempo non frequentava i seggi elettorali. Quando la posta in gioco è chiara la voglia di partecipare alle scelte politiche sollecita l’interesse degli elettori, che, in modo trasversale, ambiscono a manifestare le loro opinioni. Sembra che i partiti abbiano colto il positivo segnale scaturito dalla vicenda referendaria e con buon anticipo si preparino alla consultazione politica del prossimo anno. Nel 2028 a Siena si voterà anche per il rinnovo dell‘Amministrazione Comunale.
A tal fine è utile il riferimento agli ultimi risultati relativi alle votazioni per il Consiglio Regionale della Toscana (ottobre 2025) che hanno registrato un’affluenza alla urne del 51,64% rispetto al 65,83% del 2020. Nello scorso autunno il Partito Democratico da solo ha conseguito il 37,28% dei voti, una percentuale superiore a quella (36,69%) dei sei partiti che sostengono il sindaco Nicoletta Fabio (FdI 26,13%, Forza Italia UDC e NPS 6,57%, Lega 3,02%, Moderati 0,97%). Il candidato alla presidenza regionale del centro destra Tommasi (con la propria lista 3,18%) complessivamente ha raggiunto il 40,64%. Mentre Eugenio Giani, con la sua lista personale, ha avuto l’8,83% dei voti che, uniti a quelli del PD, della Sinistra e Verdi (7,72%) e del M5S (8,83%) lo hanno portato ad ottenere a Siena il 55,73% dei voti. Toscana rossa è stata votata dal 3,03% degli elettori. Il forte orientamento a sinistra dell’elettorato è stato successivamente confermato nel referendum (il NO al 58,30%, il SI al 41,70%) anche con un’affluenza al voto pari al 71,15%.
Gli esiti citati dimostrano che a Siena ai fini del risultato è irrilevante che alle urne si presentino pochi o tanti elettori. Il primato pende sempre in modo netto a favore della sinistra. Dunque per la Nicoletta Fabio, eventuale ricandidata a sindaco, non c’è voto civico o pseudo civico in grado di ribaltare un risultato che oggi appare a lei sfavorevole. Fare però pronostici negativi a distanza di due primavere è improprio, atteso che il vento della politica, in queste stagioni, cambia velocemente direzione come nel Rinascimento fiorentino, quando la legge della sera mutava al mattino.
Sta di fatto che la vicenda referendaria, anche a Siena ha dato la sveglia ai partiti e alle loro succursali civiche o/e autonome. Queste ultime nella competizione sulla “giustizia”, hanno dovuto scegliere tra il Sì e il NO, manifestando così il proprio orientamento di fondo ed evidenziando quanto il loro scarso peso politico non alteri, almeno per la sinistra, i risultati finali.
E’ auspicabile che il rinnovato dibattito innescato nei diversi organismi politici non si esaurisca nella reciproca delegittimazione o nella competizione personale interna alle varie strutture associative. Sarebbe opportuno inoltre che dalle coalizioni contendenti non venisse di nuovo scritta la lunga lista delle “cose sperate” e mai realizzate da decenni. Occorre promettere poco e conseguire però effettivi risultati sugli obiettivi fissati. Una medicina questa che cura meglio di ogni altra la credibilità del metodo democratico e la serietà politica delle persone che la rappresentano.




