L'ad di Mps è preoccupato anche per l'eccessiva concentrazione bancaria
SIENA. Il passo indietro di Bpm sulla spinta dell’azionista di riferimento Credit Agricole spiana la strada ad Intesa?
L’ad Luigi Lovaglio difende l’autonomia e l’identità del Monte dei Paschi, mentre Carlo Messina (Intesa) vuole fare tutto il possibile per prendersi la banca senese.
Lovaglio spiega la situazione in una intervista concessa al New York Times, ma non rivela le mosse della difesa.
Non gli va giù che l’opa possa smembrare la banca senese ed è quasi accorata la domanda “Come si può avanzare un’offerta per smantellare la banca più antica del mondo, una banca che era nel pieno di una fase di risanamento?”.
La preoccupazione del manager è anche per un’eccessiva concentrazione bancaria, che, riducendo la concorrenza, rischia di ridurre il sostegno alle piccole e medie imprese.
Mps ha ribadito di voler proseguire sul proprio piano di crescita e con l’integrazione con Mediobanca, senza escludere altre “opzioni strategiche”.
Giovedì 6 agosto, il cda di Mps approverà la semestrale e il 7 Lovaglio presenterà i risultati al mercato e con l’occasione potrebbe fornire qualche notizia sulla linea che la banca intende seguire e le mosse applicabili per rispondere all’offerta di Intesa.




