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IlCittadinoOnline a confronto con i candidati. Parla Elena Golini

Nella seconda intervista ha risposto alle nostre domande la rappresentante di Potere al Popolo

a cura di Augusto Mattioli

SIENA. Per conoscere meglio i candidati alle elezioni suppletive di ottobre il nostro quotidiano ha deciso di stilare un elenco di domande (uguali per tutti i candidati) ed inviarle agli interessati, chiedendo loro di rendere chiara la loro posizione. Oggi è il turno di Elena Golini di Poterer al Popolo.

Perché ha deciso di candidarsi alle suppletive?

Arriva un momento in cui ti accorgi che non riesci più ad essere solo uno spettatore di una competizione politica, che non solo è lontana, ma spesso nemica degli interessi delle persone. Diventa quindi naturale impegnarsi in prima persona per rendere sempre più numerosa, forte e quindi in grado di incidere maggiormente, la comunità di Potere al Popolo. Quindi la mia voce, in queste elezioni suppletiva, sarà la voce degli esclusi dalla politica, la voce di chi vive sulla propria pelle condizioni di sfruttamento, precariato, disoccupazione, mancanza di servizi essenziali. 

In sintesi, qual è il suo programma elettorale e come pensa di svilupparlo?

Il nostro programma è un programma per il controllo popolare del territorio e lo sviluppo sostenibile. Un programma che si basa su punti chiari e precisi. Non facile da sintetizzare. Una sanità e un’istruzione pubblica, vera e potenziata, un rilancio della cultura e del turismo, una gestione sostenibile del territorio con attenzione alla tutela dell’ambiente, una vera transizione ecologica ed energetica, l’applicazione dei diritti civili, un no fermo alla guerra e alle spese militari, un coinvolgimento totale delle persone nella gestione della politica e dei beni comuni.

Qual è la sua “ricetta” per il Monte dei Paschi?

Sul Monte dei Parchi ribadiamo con forza l’importanza del mantenimento dell’unità della banca, una banca la cui gestione e direzione dovrebbe essere affidata all’autoritå pubblica nell’interesse collettivo, perché possa tornare ad essere la banca del territorio concorrendo allo sviluppo della città. E ci preoccupano i licenziamenti paventati con la chiusura di molte filiali. I posti di lavoro vanno garantiti.

E per la infrastrutture?

Il problema delle infrastrutture ė strettamente connesso con quello del lavoro e dell’ambiente. Quando si parla di infrastrutture ci deve essere una capacitå di leggere il territorio, di intervenire in maniera preventiva, sui tutti i piccoli disastri o potenziali disastri che le attuali infrastrutture vecchie e logore possono determinare. Attenzione alla viabilità, ai mezzi di comunicazione tra le varie comunità, in un territorio dove ci sono moltissime zone periferiche e marginali, scarsamente collegate. Con progetti ancora incompiuti da decenni. Diciamo no a grandi opere che non tengano conto dell’ambiente, che hanno spesso enormi costi e risultano spesso inutili.

Quali sono i suoi punti di forza?

I miei,  i nostri punti di forza, sono la coerenza, la trasparenza, la chiarezza sul modo di fare politica, l’essersi da sempre collocati da una parte con convinzione, anche quando questa collocazione va contro un sistema capitalistico e patriarcale che sembra essere inarrestabile, disumano e distruttivo per la vita delle persone e dell’ambiente. La passione che mi contraddistingue nel fare politica spero che tocchi i cittadini, ai quali dico di mettersi in marcia con noi, per scrollarsi di dosso il senso di sconfitta, di resa, di rassegnazione che dominano e riprendersi tutto quello che ci hanno e ci stanno togliendo, in termini di diritti.

Quali sono le debolezze dei suoi avversari?

Le debolezze sono la cosa più evidente che sembra nessuno veda. Gente, come Letta, che viene direttamente catapultata dalle segreterie e che non è mai stata sul territorio, se non come comparsa in questa campagna elettorale, e vengono ad insegnare alla popolazione come e cosa fare, quando sono i primi responsabili della situazione da cui ci vorrebbero salvare. Oppure chi come Rizzo si pone come forza antagonista ma finisce per esssere funzionale ai partiti di potere perche agisce con le stesse logiche, senza un coinvolgimento dei cittadini e senza mai stare in piazza a fianco del popolo. Infine, Marrocchesi Marzi, che appare sì, come una figura imprenditoriale del territorio, ma che ha alle spalle la destra più becera e reazionaria, che non fa che gli interessi del capitale. Inoltre, ed è la debolezza maggiore, la destra ed il Pd si presentano in una finta competizione sul territorio, quando poi a livello di governo centrale sono insieme a sostenere il governo Draghi.

Realisticamente, qual è la percentuale di successo della sua candidatura?

Realisticamente la percentuale di successo non la sappiamo e non la vogliamo prevedere. Certo ci interessa molto, sappiamo che sopra o sotto una certa soglia sarà successo o fallimento, ma questo lo vedremo ad elezioni finite. Al momento è già stato per noi un successo essere riusciti a presentarci alle elezioni suppletiva, di averlo fatto con le nostre forze, con l’aiuto dei 470 sottoscrittori della mia candidatura, con l’aiuto economico dei tanti sostenitori che hanno donato per la nostra campagna. Siamo un movimento dal basso, fatto di singoli cittadini, che non hanno sponsor, non hanno grandi finanziatori, che vanno avanti con le proprie forze. Esserci è già un successo, e nel nostro esserci possiamo e lo stiamo facendo, dar voce a chi vuole che la politica si occupi del popolo e non degli interessi. 

 
 
 
 
 
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