Ma se va in porto previsti problemi di concorrenza e desertificazione bancaria
ROMA. Il ministro Giorgetti ribadisce che il Governo è neutrale nell’operazione Intesa-Mps. “Però il Golden Power valuterà e in astratto può anche capitare di dover valutare, se in quelle condizioni ci sono delle prescrizioni da fare”. Come a dire che un fumus di irregolarità potrebbe intravedersi nell’operazione da 30 miliardi di Intesa San Paolo che, se andasse in porto rivoluzionerebbe gli equilibri bancari italiani, taglierebbe definitivamente il rapporto tra Mps e il suo territorio di riferimento. Ma soprattutto farebbe di Mps uno spezzatino, diviso tra Intesa e Bper.
“Le prescrizioni ci possono essere, soprattutto per garantire la concorrenzialità, l’assistenza alle Pmi, e a livello territoriale la presenza di una competizione”.
“Concentrazione o concorrenza?”
“Si tratta di un’offerta di mercato. Il tema però è la concentrazione che dà stabilità al sistema, lo consolida, però noi dobbiano garantire concorrenza sui territori: è un tema di antitrust, che nelle situazioni di aggregazione è ‘sempre stato curato’.
Il ministro ha spiegato di non sapere se la competenza sarà dell’Antitrust europea o italiana, ma in ogni caso si tratta di un aspetto importante. Il ministro dimentica che, al momento, all’Antitrust italiana è vacante la posizione di presidente. E che Elisabetta Iossa dal 5 maggio scorso è presidente facente funzioni, in attesa che venga nominato il nuovo presidente.
L’audizione del ministro si conclude con una riflessione: “Io mi metto nei panni di chi chiede il mutuo ipotecario o il prestito e non possa non avere alternative sul territorio”.




