La Diana ha lavorato al recupero dei reperti
di Aurora Mascagni
SIENA L’associazione culturale ‘La Diana’ ancora una volta protagonista nella conservazione e valorizzazione del patrimonio storico della città. Lunedì (5 Dicembre), durante la conferenza stampa che si è tenuta presso la Sala San Galgano del Santa Maria della Scala, sono stati presentati i reperti recuperati dai volontari dell’associazione all’interno del Pozzo del Rettore dell’antico Spedale. Insieme al Presidente Piero Ligabue anche l’Ing. Florio Faccendi, Presidente della Banca Cras, la Cassa di Risparmio che ha finanziato il restauro degli oggetti. Si tratta di manufatti ceramici da cucina e da mensa, oltre che di utensili in bronzo, osso e vetro, che facevano parte del ‘corredo’ dell’abitazione del Rettore. Tutti gli oggetti sono collocati cronologicamente tra XIV e XV secolo e rappresentano un’importante testimonianza di ‘cultura materiale’ di epoca medievale: una scoperta che va ad affiancare gli studi sulla ceramica senese intrapresi a partire dagli anni ’80 e dei quali il Prof.Riccardo Francovich è stato capostipite.
La conferenza stampa è stata introdotta da Enrico Toti, curatore del Complesso Museale del Santa Maria della Scala, che ha messo in luce l’importanza del contributo dei volontari de ‘La Diana’. Il Presidente della Cras ha voluto ricordare la collaborazione ormai pluriennale della banca con l’associazione culturale, un impegno iniziato dieci anni fa con il finanziamento della pubblicazione ‘L’acqua di Siena’, un libro a fumetti dedicato ai più giovani e uno strumento utilissimo per far conoscere la storia della città ai ragazzi delle scuole: tra gli impegni de ‘La Diana’, uno dei più importanti è infatti proprio la sensibilizzazione delle giovani generazioni alla storia dei bottini e delle fonti di Siena e quindi al rispetto del patrimonio idrico in generale.
Gianni Maccherini, referente per il Santa Maria della Scala dell’associazione ‘La Diana’ e cultore dell’archeologia senese, ha brevemente presentato gli oggetti recuperati all’interno del Pozzo del Rettore. Tra le maioliche e le invetriate sono state ricostruite integralmente una ciotola decorata con un uccello e una scodella dove è raffigurato un leone con testa antropomorfa; per le forme chiuse sono state restaurate una brocca con lo stemma dello Spedale, realizzato in manganese, una brocca in zaffera a rilievo ed un boccale smaltato in blu.
In conclusione della conferenza è stata messa in evidenza l’intenzione del polo museale senese del Santa Maria della Scala di curare a breve una pubblicazione dei numerosi reperti portati alla luce nel corso degli ultimi anni all’interno dell’antico complesso. L’augurio è che questo progetto possa essere presto realizzato, al fine di offrire a tutti gli appassionati della materia ulteriori spunti di analisi e di ricerca.




