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Inaugurato il “Cenacolo delle donne” collettiva itinerante

Donne d’arte protagoniste al Siena Experience Italiana Hub con il progetto di Annalisa Sacchetti

di Letizia Pini

SIENA. Inaugurata venerdì 19 giugno l’edizione senese de “Il Cenacolo delle Donne”, progetto internazionale dell’autrice e storica dell’arte Annalisa Puntelli Sacchetti. Partito nel 2022 al Museo MACI di Imperia, per passare nel 2023 al Palazzo della Cultura Pasquino Crupi a Reggio Calabria, approdare nel 2024 al Refettorio Monastico dell’Abbazia di Polirone a San Benedetto Po, tornare nel 2025 nelle Stanze del Teatro della Rosa a Pontremoli durante i giorni del Premio Bancarella

La collettiva nasce dalla studiosa toscana, autrice per l’Editoriale Giorgio Mondadori del libro Terre di Luna, già presentato agli incontri pontremolesi prima del Premio Bancarella 2021 e dei volumi Archè, Logos e Psiche, una proposta di storia dell’arte contemporanea già presentata in prestigiosi contesti istituzionali e museali.

La curatrice Annalisa Puntelli Sacchetti in questa mostra mette in evidenza la capacità tutta femminile di interpretare l’universo pittorico, plastico e concettuale con una sensibilità e una creatività sorprendenti. La scelta culturale ha previsto una stretta selezione: sedici sono le artiste donne per l’evento.

Dal 19 giugno al 5 luglio, dal martedì alla domenica dalle 16 alle 19, saranno in mostra nelle sale espositive di Siena Experience Italian Hub opere e installazioni di: Elisa Aiassa, Erika Anoardi, Antonella Bertoni, Elena Borboni, Silvia Caimi, Margherita Casadei, Emanuela Corbellini, Ornella De Rosa DRO, Gina Fortunato, Federica Marin, Alessandra Marsura, Enrica Mazzucchin, Monica Peltrera, Liala Polato Lia-Code, Claudia Salvadori, Jucci Ugolotti.

Ingresso libero.

Ad ognuna di esse la curatrice ha dedicato una nota personale.

Elisa Aiassa, prosperità, nuovi linguaggi di rinascita e di risveglio creano nuovi codici dell’arte.

Erika Anoardi, mani e colore diventano una dichiarazione di esistenza, consapevolezza e libertà espressiva.

Antonella Bertoni, geometrie essenziali e tensioni cromatiche raccontano movimento come principio vitale.

Elena Borboni, attraverso colori intensi e vibranti, il racconto di un abbraccio fecondatore di felicità, simbolo di energia, condivisione e rinascita emotiva.

Silvia Caimi, il jump come simbolo di elevazione e trasformazione, raccontando il percorso dell’anima verso nuove possibilità dell’essere.

Margherita Casadei, la contemplazione della luna e delle stelle diventata un racconto poetico fatto di sogno, silenzio e meraviglia.

Emanuela Corbellini, toni accesi e delicati si intrecciano, evocando energia e possibilità del viaggio della creatività.

Ornella De Rosa, il volto femminile come racconto di vita, di forza, di sensibilità e di straordinaria ricchezza di emozioni.

Gina Fortunato, il fuoco interiore si trasforma in un luminoso orizzonte di energia, di sentimento e di speranza.

Federica Marin, le percezioni esplorate attraverso il linguaggio del colore, in uno spazio di dialogo tra emozione, psicologia e interpretazione della realtà.

Alessandra Marsura il tema dell’umana illusione invita lo spettatore a interrogarsi sul sottile confine tra realtà, desiderio e percezione.

Enrica Mazzuchin, l’estate come stagione della luce e del ricordo, il colore è un inno alla bellezza della vita.

Monica Peltrera, la forza rivoluzionale di una donna come simbolo e icona del passato, del presente e del futuro.

Liala Polato Lia-Code, Lady D vive come icona, storia di sensibilità, forza e umanità tutta femminile in un alfabeto unico.

Claudia Salvadori, la rilettura del mito in chiave contemporanea in una riflessione sull’identità fra ciò che appare e ciò che siamo realmente.

Jucci Ugolotti, la figura femminile diventa simbolo di cura, generazione e bellezza, tra gesto universale e della maternità e la dedicata forza evocativa del fiore.

Dichiara Barbara Latini, direttrice del Siena Experience Italian Hub: ”Il Siena Experience Italian Hub ospita oggi fino al 5 luglio questa mostra “Il cenacolo delle donne”. Ancora una volta questo spazio espositivo affacciato su Piazza del Campo ha aperto i propri locali a una mostra creativa che mette in qualche modo al centro la volontà di esprimere la propria originalità le proprie idee. Il Siena Experience si è sempre contraddistinto in questi anni come un punto e luogo di riferimento per creare apertura, collaborazione, fare rete. Con la mia socia Eva Pratesi siamo veramente orgogliose di aver portato questa parte contemporanea di artiste italiane su Piazza del Campo”.

 

La curatrice della mostra Annalisa Pontelli Sacchetti afferma: “Sono curatrice e storica dell’arte. Il cenacolo delle donne è un progetto internazionale che da diversi anni viene ospitato in una location prestigiosa, sempre diversa, in Italia. Quest’anno siamo nel Siena Experience Italian Hub in Piazza del Campo a Siena. La mostra raccoglie un gruppo di artiste ognuna con la sua ricerca ben conosciuta a livello nazionale e internazionale. Sono tutte autrici molto brave con ottimi riscontri sia a livello istituzionale che di pubblico, con linguaggi diversi che comunicano dalla figurazione all’informale, dall’arte plastica all’arte digitale, la fotografia e anche l’arte concettuale”.

 

MONICA PELTRERA

Questo quadro nasce da un libro su Siena che mi hanno regalato dove si narravano le conce dei macelli di Fontebranda. Mi sono appassionata molto essendo contradaiola della Contrada dell’Oca. Ad un certo punto appare questa donna, un volto in una foto vecchia, lei già in tarda età: rimango affascinata da questa Valentina Pelatora Tancredi che è vissuta la metà ottocento, un’Ocaiola come me, appassionata e anche una patriota. Mi immergo in ricerche trovando molto materiale di studio su di lei e sento ad un certo punto di doverla omaggiare ritraendola. Una donna forte che lavorava duramente, orgogliosa del suo mestiere ai macelli. E io, che calpestavo le stesse pietre 200 anni dopo, non potevo non dare dignità a questa popolana fiera del suo – nostro – territorio.

 

JUCCI UGOLOTTI

Vengo da Parma e opero nel campo della scultura da molti anni. La mia prima personale era degli anni ’80. Generalmente opero nelle grandi dimensioni ma qua ho portato due piccole cose. Lavoro il marmo, la terracotta facendo tutto da sola, e anche i bronzi. Spesso su committenza di opere pubbliche di grandi dimensioni. Mi piace molto realizzare da sola e condurre a termine l’opera senza le interferenze delle fonderie e di altri collaboratori.

Quest’opera fa parte del ciclo dei miti. E’ un’interpretazione del mito in un ciclo di 21 opere che verrà presentato in varie location.

MARGHERITA CASADEI

Il quadro si intitola “di notte con Chopin”. C’è una figura femminile che è veicolo di un significato profondo di riflessione, di un’emozione, di un ritrovato contatto con se stessa e con la natura. Tramite la musica, la poesia, la pittura cerco di fondere tutto assieme e il mio messaggio è quello di elevare l’anima. Un messaggio, una nobilitazione della figura umana, figure eteree staccate dalla materialità che però si fanno veicolo di profondi significati poetici, quelli che ci rendono veramente umani.

ELISA AIASSA

L’opera è “Prosperità”: è un’auto portante che rappresenta il sole e la luna nuova quindi la prosperità è il nuovo nascere a livello simbolico.

ERIKA ANOARDI

Questa mia opera parla della condizione del valore che rimane di noi stessi quando lasciamo dei ruoli o delle definizioni esterne. Quello che rimane è la sostanza, la materia colorata e luminosa che è trattenuta dalle mani, letta come energia creativa, anima o umanità, che lascia lo spazio poi allo spettatore di completarne il significato. Parlo di identità, di fragilità e della trasformazione: punto di trasformazione di una esperienza personale verso un’esperienza universale.

ALESSANDRA MARSURA

L’umana illusione vuole semplicemente dire che l’uomo non può impossessarsi della natura e trasformarla a sua immagine e somiglianza, quindi in materia per cui io ho disegnato un’ape e una foglia che sembrano d’oro che vogliono ricordare l’oro per dire all’uomo che non si può togliere il valore intrinseco alla natura delle cose.

 

 

 

Il logo “Il Cenacolo delle donne” è realizzato dal direttore artistico Alessandro Grazi.

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