Leaderboards
Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
Skyscraper 1
Skyscraper 1
Skyscraper 2
Skyscraper 2

Calligrafia e Human Library al Liceo Piccolomini: la scrittura tra passato e presente

SIENA. C’è qualcosa di profondamente controcorrente, oggi, nello scegliere di fermarsi a scrivere a mano. In un mondo veloce, competitivo e dominato dall’immediatezza, dove tutto sembra dover essere rapido e perfetto, la calligrafia diventa un gesto quasi rivoluzionario: un invito a rallentare, ad ascoltarsi, a dare valore al tempo e alla cura. È con questa consapevolezza che si è svolta al Liceo Piccolomini l’attività di calligrafia, inserita nel programma della linea di orientamento PEZ scolastico 2025-2026 della zona senese, con l’obiettivo di valorizzare le pratiche di lettura e scrittura. Più che una semplice lezione tecnica, l’incontro si è rivelato una vera esperienza umana e culturale, una sorta di human library in cui storie personali, conoscenze storiche, riflessioni artistiche e vissuti interiori si intrecciano continuamente.

Protagonista dell’incontro, svolto nella classe 1C del Liceo Classico, è stata la calligrafa Adele Boriosi, invitata dalla professoressa Stefania Giosa, con cui condivide da tempo la convinzione che il lavoro – quando nasce dalla passione – possa diventare uno strumento di crescita autentica. Il laboratorio ha proposto la scrittura non come semplice abilità tecnica, ma come forma di pensiero, identità ed espressione artistica. Per la professoressa Giosa, infatti, “la scrittura è un’arte totale, capace di creare collegamenti tra storia, arte, musica, lingue antiche e molte altre discipline”. È proprio questa visione interdisciplinare ad aver guidato l’intero percorso, mostrando agli studenti come la calligrafia sia molto più di una pratica estetica: è cultura, memoria, educazione alla bellezza e consapevolezza del gesto.
 
Boriosi ha raccontato anche il proprio percorso personale, tutt’altro che convenzionale. Prima di dedicarsi completamente alla calligrafia, ha lavorato in banca, in un ambiente scandito da “budget, competizione e scadenze”. Un’esperienza importante che, però, l’ha portata a sentire il bisogno di cercare una dimensione più autentica, lenta e umana. “La calligrafia, come la fotografia o la lettura, è un modo per ritrovare il contatto con il momento presente. È sentire il qui e ora, è un modo per ritrovarsi”, ha spiegato agli studenti, invitandoli a non avere paura di sbagliare, perché “solo provando e riprovando si riesce a migliorare”.
 
Al centro dell’incontro è emersa così la scrittura come forma di identità personale. “La calligrafia è la nostra impronta, il nostro segno, la nostra traccia”, ha affermato la calligrafa. Ogni grafia racconta qualcosa di noi, di ciò che siamo stati e di ciò che stiamo diventando, proprio come accade quando rileggiamo i quaderni dell’infanzia. Anche la capacità di memorizzare, ha sottolineato Boriosi, si costruisce in modo diverso attraverso la scrittura manuale: “Scrivere a mano attiva una memoria più profonda rispetto alla tastiera”.
Un pensiero condiviso anche dalla professoressa Giosa, che ha invitato gli studenti a non perdere il valore della scrittura manuale. Per la docente, infatti, l’armonia della calligrafia non è soltanto estetica: “Il nostro occhio percepisce quando qualcosa è in equilibrio, e questo rende la lettura più fluida”.
 
La parte teorica del laboratorio ha accompagnato gli studenti in un breve viaggio nella storia della scrittura e dei suoi materiali: dal papiro alla pergamena, dall’arrivo della carta in Occidente all’uso del calamo e della penna d’oca, fino all’evoluzione degli antichi inchiostri naturali, perfezionati con il ferrogallico, l’inchiostro dei monaci.
Particolare attenzione è stata dedicata anche al lavoro dei copisti e dei miniatori medievali, custodi di una tradizione fatta di precisione, pazienza e rispetto per il libro, la cui formazione richiedeva competenze molteplici e rendeva ogni manoscritto un oggetto prezioso.
Durante la parte pratica, invece, gli studenti si sono messi alla prova con esercizi di “bella scrittura”, sperimentando la difficoltà del gesto e la precisione richiesta dalla costruzione delle lettere. Hanno scoperto che ogni carattere possiede un proprio peso, una propria altezza e proporzioni precise, come accade nelle Capitali Monumentalis, fondate su rigorose regole geometriche.
Gli studenti hanno inoltre approfondito la distinzione tra “scritture posate” e “scritture corsive”, comprendendo come il corsivo – nato dalla rapidità della “corsa” del segno – segua comunque criteri estetici e proporzioni rigorose.
 
Una parte dell’incontro è stata dedicata anche al rapporto tra scrittura e corpo. “La postura è fondamentale”, ha spiegato Boriosi, sottolineando come dolore e tensione trasmettano al cervello segnali negativi. Scrivere bene significa quindi anche trovare equilibrio fisico e armonia nel movimento. La calligrafia diventa così un esercizio insieme di disciplina e libertà, in cui il gesto lento si trasforma in forma di espressione personale, attenzione e consapevolezza. In fondo, come è emerso più volte durante il laboratorio, “la calligrafia è la nostra impronta”: un segno unico e irripetibile che custodisce memoria, identità e umanità.
 
L’esperienza del Liceo Piccolomini ha dimostrato come la calligrafia non sia soltanto un’arte del passato, ma una pratica ancora profondamente educativa e attuale. In un’epoca dominata dalla velocità e dalla comunicazione digitale immediata, questo incontro ha offerto agli studenti qualcosa di raro: la possibilità di riscoprire il valore del tempo lento, dell’attenzione e della cura.
Forse è proprio questo il significato più profondo della human library: non soltanto trasmettere nozioni, ma condividere esperienze, passioni e frammenti di vita capaci di lasciare un segno negli altri. Perché quando il sapere incontra l’umanità e il lavoro nasce da una passione autentica, ogni incontro diventa memoria viva”.
[banner_mobile]