SIENA. Di seguito i comunicati relativi all’attività odierna del Consiglio comunale
Aliquote Imu 2026, rettificato l’allegato alla delibera consiliare
Durante la seduta di oggi, giovedì 21 maggio, il Consiglio comunale ha approvato la rettifica per mero errore materiale della delibera numero 223 del 2025, discussa nella seduta consiliare dello scorso 18 dicembre, relativa all’approvazione delle aliquote Imu 2026. L’atto, illustrato dall’assessore al bilancio e ai tributi, Riccardo Pagni, ha ricevuto ventuno voti favorevoli e tre astensioni da parte dei ventiquattro consiglieri presenti.
In fase di predisposizione della documentazione allegata, per un mero errore materiale era stato inserito il prospetto ministeriale riferito al Comune di Monticiano, anziché quello corretto relativo al Comune di Siena. L’errore è riconducibile al Servizio unico associato di gestione dei servizi finanziari costituito tra i due enti a partire dal 1 luglio 2024.
La proposta all’esame del Consiglio comunale prevede, quindi, esclusivamente la sostituzione dell’allegato errato con il corretto “Prospetto aliquote Imu – Comune di Siena”, che diventa parte integrante e sostanziale della deliberazione, sostituendo integralmente il documento precedentemente allegato, senza alcuna modifica ai contenuti sostanziali già approvati dal Consiglio. Restano pertanto confermate le aliquote Imu 2026 già deliberate dal Comune di Siena, tra cui lo 0,6% per le abitazioni principali di categoria catastale A/1, A/8 e A/9, lo 0,1% per i fabbricati rurali ad uso strumentale, l’1,12% per aree fabbricabili e altri fabbricati, e l’1,06% per immobili locati a canone concordato o in specifiche fattispecie previste dal prospetto ministeriale.
La rettifica si configura come atto dovuto di correzione formale, finalizzato a garantire piena corrispondenza tra deliberazione approvata e documentazione allegata, nel rispetto della normativa vigente e della corretta trasparenza amministrativa.
Il Consiglio approva la legittimità di alcuni debiti fuori bilancio
Il Consiglio comunale ha approvato la delibera relativa al riconoscimento della legittimità di debiti fuori bilancio. L’atto, illustrato dall’assessore al bilancio, Riccardo Pagni, ha ricevuto diciannove voti favorevoli, tre contrari e un’astensione da parte dei ventitré consiglieri presenti.
Il provvedimento si è reso necessario a seguito di due sentenze esecutive emesse dal Giudice di Pace di Siena, relative a contenziosi derivanti da verbali della Polizia Locale. Nello specifico, gli importi riconosciuti ammontano a un totale complessivo di 471,11 euro.
La copertura finanziaria è già prevista nel bilancio di previsione 2026-2028, esercizio 2026, senza necessità di ulteriori variazioni di bilancio.
Comunità Energetica Rinnovabile di Siena: approvati atto costitutivo e statuto
È stata formalmente costituita la “Fondazione di Partecipazione per la Comunità Energetica Rinnovabile (Cer) di Siena”. Lo ha deciso il Consiglio comunale, approvando la delibera relativa all’approvazione dell’atto costitutivo e dello statuto della comunità energetica. L’atto, che ha ricevuto venti voti favorevoli dei ventitré consiglieri presenti, con tre consiglieri astenuti, è stato illustrato dall’assessore all’ambiente del Comune di Siena, Barbara Magi.
“Oggi non approviamo solo un documento burocratico – ha spiegato Magi – ma firmiamo un patto per il futuro: mettiamo a disposizione del territorio un vero e proprio motore di sviluppo sociale che trasforma la transizione ecologica in un risparmio immediato per le tasche dei senesi. Abbiamo costruito una struttura pubblico-privata stabile e no-profit, capace di garantire una governance trasparente e di lungo periodo. Siena non subisce il cambiamento, lo guida: grazie ai trentasei siti idonei individuati sul patrimonio comunale, produrremo 4.800.000 kWh di energia pulita ogni anno. Una ricchezza che non fuggirà altrove, ma resterà qui, condivisa con i cittadini e le imprese che sceglieranno di essere parte attiva di questa rivoluzione”.
“Le comunità energetiche – ha spiegato ancora Magi – sono uno strumento fondamentale per promuovere lo sviluppo sostenibile a livello locale: hanno grande importanza, sia per il loro contributo alla sostenibilità ambientale sia per la capacità di favorire processi collaborativi tra ente pubblico e cittadini. La nostra sfida è ambiziosa: vogliamo eradicare la povertà energetica e restituire competitività al nostro tessuto economico con costi dell’energia abbattuti fino al 25 per cento. Il Comune di Siena agisce come facilitatore, semplificando gli ostacoli normativi e mettendo a disposizione impianti pubblici per sostenere i soggetti più deboli. Siamo di fronte a un cambio di paradigma culturale: con la nascita di questa Fondazione e il consolidamento del brand ‘Siena Carbon Neutral’, la nostra città si posiziona come avanguardia europea, capace di attrarre talenti e investimenti in un distretto energetico verde, inclusivo e resiliente”.
Statuto e atto costitutivo. Il documento approvato dal Consiglio comunale di Siena prevede un totale di trentuno articoli. Come si legge nello Statuto, la Fondazione di partecipazione denominata “Comunità Energetica Rinnovabile (Cer) di Siena” è un soggetto giuridico autonomo nato per promuovere la produzione, la condivisione e il consumo di energia da fonti rinnovabili a livello locale, in coerenza con la normativa nazionale ed europea. L’obiettivo principale è favorire la sostenibilità ambientale, ridurre i costi energetici per cittadini e imprese e generare benefici economici e sociali per il territorio, contribuendo anche al contrasto della povertà energetica e alla diffusione di modelli collaborativi tra pubblico e privato. Alla Cer possono aderire cittadini, imprese, enti pubblici e altri soggetti del territorio, partecipando come consumatori, produttori o entrambe le cose. La partecipazione per i soci ordinari è totalmente gratuita e l’uscita dalla configurazione è libera e senza costi, garantendo sempre i diritti del cliente finale. Il funzionamento si basa sulla condivisione dell’energia prodotta da impianti rinnovabili, con vantaggi che derivano sia dal risparmio in bolletta sia dagli incentivi previsti, oltre che da meccanismi di compensazione tra energia prodotta e consumata. Il Comune svolge il ruolo di socio fondatore costituente e promotore, mettendo a disposizione superfici pubbliche e facilitando lo sviluppo del sistema. La gestione avviene secondo principi democratici, con la partecipazione dei membri alle decisioni e con una finalità che non è orientata al profitto, ma al beneficio collettivo. La comunità opera a livello locale e può prevedere la realizzazione di impianti anche al di fuori del centro urbano, purché funzionali al fabbisogno della comunità stessa. In una prospettiva più ampia, la Cer rappresenta uno strumento strategico per costruire un modello energetico sostenibile e condiviso, rafforzare l’autonomia del territorio e favorire la nascita di ulteriori progettualità a beneficio della collettività.
Il Consiglio comunale ha approvato anche l’atto costitutivo, che sancisce la nascita formale della “Comunità Energetica Rinnovabile” attraverso l’accordo tra i soggetti fondatori, che ne condividono finalità, principi e modalità di funzionamento. Con questo atto viene definita la volontà di costituire un soggetto giuridico autonomo, senza scopo di lucro, orientato alla produzione e condivisione di energia da fonti rinnovabili a beneficio della comunità locale. L’atto individua i soci fondatori, stabilisce la sede, la durata e il riferimento allo statuto che disciplina nel dettaglio l’organizzazione e la gestione della Cer. L’atto sancisce inoltre la nascita di un ente con autonomia patrimoniale perfetta, tutelando i bilanci degli enti pubblici partecipanti e orientando ogni avanzo di gestione esclusivamente a finalità sociali e alla riqualificazione del patrimonio locale. Vengono inoltre definiti i primi organi di governance e conferiti i poteri necessari per l’avvio operativo, inclusi gli adempimenti amministrativi e le eventuali iscrizioni richieste dalla normativa. Attraverso l’atto costitutivo, i membri si impegnano a collaborare per il raggiungimento degli obiettivi comuni, promuovendo un modello energetico sostenibile, partecipato e orientato al beneficio ambientale, economico e sociale del territorio.
Consulta Giovanile: il Consiglio approva il Regolamento
Il Consiglio comunale ha approvato la delibera relativa al Regolamento della Consulta Giovanile del Comune di Siena. L’atto, approvato all’unanimità dai diciotto consiglieri presenti, è stato illustrato dall’assessore alle politiche giovanili del Comune di Siena, Micaela Papi.
“La Consulta Giovanile – ha commentato l’assessore alle politiche giovanili del Comune di Siena, Micaela Papi – rappresenta uno strumento concreto di partecipazione e cittadinanza attiva attraverso cui i giovani possono contribuire in maniera diretta alla vita pubblica della città. Con l’approvazione del Regolamento si completa un percorso importante iniziato con lo Statuto e si fornisce alla Consulta una struttura organizzativa chiara, condivisa e funzionale. Desidero sottolineare in modo particolare il grande lavoro svolto dai ragazzi e dalle ragazze della Consulta nella redazione del regolamento. Hanno affrontato questo percorso con serietà, senso delle istituzioni, spirito di collaborazione e forte senso di responsabilità, dimostrando quanto le nuove generazioni siano capaci di partecipare attivamente quando vengono realmente coinvolte nei processi decisionali”.
“Il Regolamento – ha aggiunto – disciplina il funzionamento dell’assemblea, le modalità di partecipazione, le votazioni, la trasparenza delle attività e il lavoro delle commissioni tematiche, che rappresentano il vero motore operativo della Consulta. Saranno infatti le commissioni dedicate a cultura, eventi, sport, ambiente, politiche sociali, comunicazione, innovazione, lavoro e formazione a trasformare le idee in proposte e progetti concreti per la città. La Consulta vuole essere un luogo stabile di confronto, dialogo e progettualità tra giovani e amministrazione comunale, capace di raccogliere bisogni, stimolare partecipazione e costruire proposte utili per Siena e per le nuove generazioni. Come amministrazione continueremo a sostenere questo percorso, convinti che investire nella partecipazione giovanile significhi investire nel futuro della nostra comunità”.
Nel complesso, il Regolamento definisce un’organizzazione strutturata, orientata al confronto, alla responsabilità e alla collaborazione tra i membri della Consulta in coerenza con quanto previsto dallo Statuto già approvato dal Consiglio comunale.
“Ottanta anni di voto: il ritorno alle urne e la rinascita della democrazia”. L’evento annunciato dal presidente Davide Ciacci
“1946-2026 80 anni di voto, il ritorno alle urne e la rinascita della democrazia”: è il titolo dell’evento previsto nella sala del Capitano del Popolo di Palazzo Pubblico a Siena per martedì 9 giugno e annunciato dal Presidente del Consiglio comunale, Davide Ciacci, durante i lavori della seduta odierna, giovedì 21 maggio. “All’evento – ha detto Ciacci durante le comunicazioni previste all’ordine del giorno – interverranno, oltre ai rappresentanti istituzionali, Gerardo Nicolosi, professore ordinario di storia contemporanea dell’Università degli Studi di Siena e Riccardo Nocentini, responsabile ufficio di gabinetto del presidente della Regione Toscana”.
INTERROGAZIONI
Criticità al day hospital oncologico dell’Aous, Giordano: “Attenzione al mantenimento dell’efficacia e dell’efficienza delle cure”
“L’amministrazione comunale ha e continuerà ad avere una particolare attenzione nei confronti dei servizi prestati dal Dipartimento e sulle risorse e gli investimenti che l’Aous metterà a disposizione della struttura per mantenerne alti il prestigio e, quello che più ci interessa, l’efficacia e l’efficienza delle cure”. Con queste parole l’assessore alla sanità e al diritto alla salute, Giuseppe Giordano, ha risposto all’interrogazione presentata dal consigliere Marco Ballini del gruppo Fratelli d’Italia in merito ai gravi disagi e alle criticità strutturali presso il day hospital oncologico del policlinico Santa Maria alle Scotte.
“Il day hospital dell’Unità operativa complessa Oncologia medica è una struttura ad alti volumi di attività – ha spiegato Giordano – che segue quasi mille pazienti all’anno con numeri in aumento, come registrato nei primi mesi del 2026. Il day hospital oncologico è ubicato al piano zero del terzo lotto ed è organizzato su più ambienti dotati di poltrone per la somministrazione delle chemioterapie, di ambienti per la somministrazione di chemioterapie al letto del paziente, oltre a tutti gli ambienti a supporto sia del personale che dei degenti. Proprio per meglio gestire l’elevato numero di pazienti in carico all’oncologia medica, l’Azienda ospedaliero-universitaria Senese ha inserito nella propria programmazione un intervento di manutenzione straordinaria del day hospital oncologico, per il quale, però, devono essere ancora reperite le risorse per la relativa copertura economica. L’intervento sarà finalizzato sia all’allargamento degli ambienti che a una ristrutturazione di minima, volta al miglioramento degli stessi in attesa della ristrutturazione a lungo termine prevista dal masterplan aziendale”.
“Anche se la ristrutturazione non è stata ancora avviata – ha proseguito l’assessore – l’Oncologia medica ha già acquisito da qualche anno i locali aggiuntivi che hanno consentito di ridistribuire le attività assistenziali, aumentare il numero di ambulatori e rimodulare le postazioni di lavoro del personale. Questo ha reso inoltre possibile, come riferito dal direttore dell’Unità operativa complessa, l’attivazione di una nuova sala di attesa interna al day hospital e di poter ottimizzare i flussi di accettazione per meglio accogliere e gestire l’elevato flusso giornaliero di pazienti con tempi di attesa valutati normali dalla direzione aziendale. In riferimento all’articolo pubblicato sugli organi di stampa a cui si fa riferimento nell’interrogazione, il direttore dell’Oncologia medica ha riferito che la situazione rappresentata si è verificata nella giornata del Venerdì Santo, quando per evitare ai pazienti di saltare la somministrazione della terapia per la festività del Lunedì dell’Angelo, sono stati accorpati gli appuntamenti di più giorni. Certamente in quell’occasione si sono verificati dei fisiologici momenti di iperafflusso dovuti ai tempi di accettazione, ma per la direzione aziendale l’attesa si è svolta senza problemi e, inoltre, ridistribuendo i pazienti sulle due sale di attesa che sono in grado di accoglierli tutti. Un temporaneo disagio che si fosse eventualmente venuto a creare in quella circostanza particolare, e che ha potuto comportare qualche ritardo nelle visite e nelle dimissioni, non è, a giudizio della direzione aziendale, rappresentativo di quello che è il funzionamento ordinario dell’attività. I pazienti non hanno segnalato ai medici particolari disagi e nell’ultimo anno non risultano segnalazioni all’Urp relative a problematiche di questo tipo, né altre tipologie di reclami”.
“L’Unità operativa complessa di Oncologia medica – ha concluso l’assessore Giuseppe Giordano – è parte del Dipartimento oncologico di alto livello diretto da Michele Maio, rinomato per trattamenti innovativi sui tumori, con partecipazione a gruppi oncologici multidisciplinari e ricerca su protocolli nazionali ed internazionali; ciò ha consentito al Dipartimento di ricevere riconoscimenti importanti come il ‘Clinical Needs e Transnation Research in Oncology’ nel 2024. E’ evidente, anche per questi motivi, che l’amministrazione comunale ha e continuerà ad avere una particolare attenzione nei confronti dei servizi prestati dal Dipartimento e sulle risorse e gli investimenti che l’Aous metterà a disposizione della struttura per mantenerne alti il prestigio e, quello che più ci interessa, l’efficacia e l’efficienza delle cure”.
Il consigliere Marco Ballini del gruppo Fratelli d’Italia ha replicato che “permangono alcuni dubbi sulla realizzazione degli interventi da parte dell’azienda. Sono stati spesi 4,35 milioni di euro per l’ingresso dell’ospedale, ma nel frattempo per riavviare il ripristino del day hospital ci sono da reperire risorse economiche. Questo mi lascia alcuni dubbi: evidentemente l’ingresso dell’ospedale non era una priorità”.
Sanità territoriale, Giordano: “Rifuggire il rischio che l’attività medica scada in una mera attività imprenditoriale”
Le iniziative vaccinali dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese, in collaborazione con l’Asl Toscana sud-est, l’integrazione con la medicina generale, le liste di attesa e il rispetto degli obblighi normativi in materia di certificazione di malattia sono stati l’oggetto dell’interrogazione presentata dai consiglieri Enzo De Risi, Marco Ballini, Sarah Campani e Monica Crociani del gruppo Fratelli d’Italia. A rispondere è stato l’assessore alla sanità e al diritto alla salute, Giuseppe Giordano.
“Il Piano nazionale di prevenzione vaccinale (Pnpv) 2023/2025 – ha spiegato Giordano – considera strategico favorire e promuovere le vaccinazioni raccomandate per le condizioni di rischio per patologia/stato immunitario e indica come l’offerta vaccinale per queste persone deve sempre più considerare il percorso clinico assistenziale nelle diverse fasi di presa in carico del soggetto fragile da parte dei numerosi operatori sanitari coinvolti. Il Pnpv, in considerazione della necessità di garantire un servizio equo e di facile accesso per la popolazione, parallelamente all’implementazione dell’erogazione dei servizi vaccinali territoriali, indica come la rete specialistica che segue i soggetti a rischio possa promuovere attivamente le vaccinazioni tanto a livello ospedaliero che territoriale. I soggetti in follow-up ambulatoriale per patologia o che accedono all’ospedale in regime di ricovero dovrebbero, secondo il citato Piano, essere invitati alla vaccinazione direttamente in tali occasioni. Questo tipo di attività si dice garantisca di ottimizzare i tempi di erogazione dei servizi, consentendo al cittadino di effettuare più prestazioni in un unico momento e di aumentare la compliance alla vaccinazione. Secondo il Pnpv sarebbero notevoli anche i benefici per il cittadino, che ridurrebbe il numero di spostamenti per necessità sanitarie, le assenze dal luogo di lavoro, nonché la necessità di riorganizzare le attività di vita quotidiana.
I percorsi di vaccinazione in ospedale, sempre secondo il Piano, prevedono il coinvolgimento degli specialisti clinici attribuendogli un ruolo fondamentale nel counseling specifico nelle condizioni diagnostico-terapeutiche complesse”.
“Lo stesso Piano – ha proseguito l’assessore – indica che, laddove non fosse realizzabile l’erogazione delle vaccinazioni necessarie direttamente presso il servizio che ha in carico il paziente per la patologia specialistica, è fondamentale facilitare le attività di prenotazione e indirizzo del paziente stesso presso i centri vaccinali territoriali che se ne faranno carico per l’offerta del calendario specifico. Le indicazioni ministeriali, pur riconoscendo il ruolo del dipartimento di prevenzione, dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, nonché delle farmacie, in considerazione delle strutture coinvolte nel percorso clinico assistenziale del soggetto fragile, ritengono opportuno il coinvolgimento nell’attività di vaccinazione della rete specialistica sia a livello ospedaliero che territoriale. Per facilitare l’adesione alle vaccinazioni e venire incontro alle esigenze dell’utenza più fragile, l’Azienda Usl Tse e l’Aous stanno predisponendo una procedura interaziendale per la presa in carico dei pazienti a rischio per patologia afferenti all’ospedale Santa Maria delle Scotte di Siena direttamente all’interno del policlinico. La procedura vede gli specialisti ospedalieri impegnati nel reclutamento dei pazienti da sottoporre a vaccinazione sulla base delle specifiche condizioni cliniche e nel loro indirizzo verso l’ambulatorio vaccinale dove il personale dell’Asl Tse prenderà in carico il paziente, provvederà a stilare un piano di vaccinazione individuale e somministrerà le vaccinazioni specificamente raccomandate per il soggetto. Questo percorso è già in essere negli ospedali di Arezzo, Grosseto e Campostaggia, dove è stato attivato dal 2024. In conclusione, la creazione di percorsi di vaccinazione intraospedalieri in affiancamento e a complemento di quelli territoriali, è una scelta fortemente raccomandata dal Ministero al fine di favorire la protezione vaccinale dei pazienti fragili per patologia nell’interesse esclusivo del cittadino e della sua salute. Stando, poi, ad un concetto più esteso, generale, di integrazione tra livello ospedaliero e assistenza territoriale, già da diversi anni è operativa una programmazione di area vasta. Nella programmazione relativa al triennio 2026-28 sono contenute tutte le progettualità in corso”.
“I tempi di attesa delle prestazioni ambulatoriali – ha poi evidenziato Giordano – rappresentano uno dei problemi più critici del nostro sistema sanitario. A fronte di una domanda che è esplosa dopo il Covid, con un aumento del 47 per cento di sole prescrizioni di prime visite specialistiche ambito di garanzia rispetto al 2019, l’Aous evidenzia come siano state messe in campo diverse azioni che hanno inciso sull’abbattimento dei tempi di attesa delle prime visite e delle prestazioni diagnostiche ambulatoriali sotto ambito di garanzia. Gli strumenti a disposizione sono stati l’aumento dell’offerta, sia in regime istituzionale sia attraverso le prestazioni aggiuntive, anche grazie all’efficientamento delle agende di prenotazione e del monitoraggio della gestione operativa, oltre alla possibilità di estendere ai cittadini della zona senese, nostro ambito di garanzia, la prenotazione di alcune prestazioni diagnostiche offerte dal privato accreditato e prima inaccessibili. La domanda, però, ha continuato a crescere in maniera molto più elevata rispetto all’adeguamento dell’offerta e questo viene considerato dai vertici aziendali riconducibile, in una considerevole percentuale di casi, all’inappropriatezza prescrittiva. Le due direzioni aziendali hanno condotto uno studio su un campione significativo di prime visite e di prestazioni diagnostiche, con un focus sulla prima visita cardiologica e sull’ecografia addome, valutando la rispondenza ai criteri Rao di Agenas di aderenza a criteri di priorità clinica oltre che alla presenza di un chiaro quesito diagnostico; lo studio ha evidenziato un’aderenza ai criteri solo nel 30 per cento di prestazioni. Lo studio è continuato su altre prime visite e prestazioni diagnostiche, ma i risultati che stanno emergendo sono sovrapponibili. Il fenomeno dell’aumento della domanda e dell’inappropriatezza prescrittiva sono ancora più importati nella gestione delle prestazioni diagnostiche, come ad esempio la colonscopia che è una delle prestazioni a più alto livello di inappropriatezza prescrittiva e di conseguenza con maggiori tempi di attesa. Mentre nel caso delle visite specialistiche c’è la possibilità di aumentare gli slot con maggiore facilità, nel caso di questo esame, come nella maggior parte degli esami diagnostici, c’è il vincolo della strumentazione, della sala, dell’expertise dell’operatore che non consente di estendere ulteriormente l’offerta per esterni. Al fine di governare una domanda in costante crescita, la Regione Toscana ha recentemente approvato una delibera di Giunta sui criteri clinici per l’attribuzione delle classi di priorità per le prestazioni di primo accesso, cosi da condividere quesiti clinici e tempistica di erogazione per garantire un corretto e migliore accesso alle prestazioni sanitarie. In sintesi, per la direzione Aous è molto difficile poter agire un ulteriore aumento dell’offerta, mentre lo strumento sicuramente in grado di incidere sull’abbattimento dei tempi di attesa è quello di regolamentare la domanda agendo sulla appropriatezza prescrittiva, tema su cui ci si sta indirizzando anche a livello nazionale”.
“Con la presidente della Commissione servizi sanitari e sociali, Francesca Cesareo – ha specificato l’assessore –, siamo già d’accordo nel chiedere a breve ai due direttori generali la disponibilità a un nuovo incontro di aggiornamento su liste e tempi di attesa, dando seguito a quanto già fatto dall’inizio di questo mandato. Sarà, questa, un’occasione per dare l’opportunità di conoscere lo stato delle cose a tutti i membri della Commissione e ai cittadini che vorranno essere presenti. Le soluzioni per la riduzione di liste e tempi di attesa non sono certo semplici e immediate, ma ritengo si possa sicuramente intervenire più efficacemente sotto il profilo organizzativo e sulla destinazione delle risorse, perché quando si parla di umanizzazione delle cure, termine di cui si sente parlare ricorrentemente di questi tempi, il significato da attribuire a questo sostantivo non dovrebbe essere legato tanto a motivi estetici o di ‘belletto’, quanto quello di intervenire per rendere più umane le cure valorizzando il loro aspetto pubblico fondamentale: mettere tutti in condizione di accedervi evitando disparità, corsie preferenziali, rinunce alle cure e rifuggendo il rischio che l’attività medica scada in una mera attività imprenditoriale”.
“Per quanto riguarda la trasmissione telematica delle certificazioni di malattia da parte degli specialisti ospedalieri – ha sottolineato l’assessore Giuseppe Giordano –, la direzione dell’Asl Tse precisa che al momento non sono state riscontrate criticità e che comunque un intervento puntuale è garantito in caso di segnalazioni, in un quadro di collaborazione tra specialisti e medici di medicina generale. La medesima direzione aziendale sottolinea che periodicamente vengono svolti incontri con personale della direzione della sede Inps di riferimento, per l’analisi di dettagli operativi e/o delle criticità che possono manifestarsi in fase di trasmissione (software, linea, ecc). La direzione dell’Aaous, invece, ha precisato che oltre all’invio periodico a tutti i dirigenti medici dell’azienda di remind sulla modalità di compilazione del certificato di malattia, sono state attivate delle integrazioni tra alcuni applicativi, come ad esempio il gestionale di pronto soccorso e il portale Inps, in modo da facilitare tempi e modalità di compilazione del certificato. Esiste, inoltre, un’area dedicata sulla intranet aziendale dove oltre al collegamento diretto con il portale Inps ci sono anche dei documenti illustrativi dedicati. La direzione Aous riconosce che sicuramente è da migliorare il tasso di compilazione, tanto è vero che verrà inserita la compilazione del certificato di malattia come obiettivo aggiuntivo per il 2026”.
Il consigliere Enzo De Risi (Fratelli d’Italia), che ha illustrato l’interrogazione, ha replicato: “Ringrazio l’assessore per questa risposta, che contiene numerosi riferimenti normativi e programmatici, ma lascia ancora aperte alcune questioni concrete che riguardano i cittadini. Sul tema delle vaccinazioni per i pazienti fragili, prendiamo atto dell’importanza del percorso integrato tra ospedale e territorio e delle indicazioni del Piano nazionale. Tuttavia, emerge chiaramente un elemento: a Siena questo modello è ancora in fase di predisposizione, mentre in altri territori della stessa area vasta, come Arezzo, Grosseto e Campostaggia, sarebbe già operativo dal 2024. E allora la domanda è semplice: perché Siena arriva dopo? Perché proprio il policlinico universitario del capoluogo non è stato il primo luogo dove sperimentare e consolidare questo modello? Inoltre, alla domanda sui servizi domiciliari per i pazienti non trasportabili, la risposta è stata prevalentemente di carattere normativo. Ma i cittadini non chiedono solo richiami al decreto ministeriale 77 o ai principi di prossimità: chiedono di sapere quanti servizi domiciliari esistano realmente, con quali tempi, con quale copertura e con quali risorse. Anche sul tema dell’integrazione tra ospedale e territorio, la risposta richiama genericamente la programmazione di area vasta, ma senza indicare obiettivi misurabili, tempistiche precise o strumenti di verifica concreti. La parte più delicata resta, però, quella relativa alle liste di attesa. Comprendiamo perfettamente che il problema abbia dimensione nazionale e che ci sia stato un forte incremento della domanda dopo il Covid. Tuttavia, colpisce che nella risposta venga individuata come principale criticità l’inappropriatezza prescrittiva, con dati che attribuirebbero solo al 30 per cento delle prescrizioni la piena aderenza ai criteri Rao. Attenzione però: non si può dare l’impressione che il problema delle liste di attesa dipenda soprattutto dai medici prescrittori. Perché nella risposta manca invece una riflessione altrettanto chiara sulle carenze strutturali del sistema: personale insufficiente, difficoltà organizzative, saturazione delle agende, carenza di specialisti e crescente ricorso al privato accreditato. Infine, sui certificati di malattia emerge una contraddizione evidente: da una parte ci viene detto che non risultano particolari criticità; dall’altra, la stessa Azienda ammette che il tasso di compilazione deve essere migliorato al punto da diventare un obiettivo specifico per il 2026. Questo significa che un problema evidentemente esiste. In conclusione, prendiamo atto delle intenzioni illustrate, ma continuiamo a ritenere che i cittadini abbiano bisogno soprattutto di risultati verificabili: meno attese, più integrazione reale, servizi domiciliari effettivi e procedure semplici. Perché la qualità della sanità non si misura dal numero dei documenti programmatici, ma dalla capacità di dare risposte tempestive ed efficienti alle persone”.




