SIENA. Il Consiglio comunale di Siena, in seduta straordinaria monotematica, oggi, 24 giugno, ha approvato all’unanimità una mozione sulle iniziative istituzionali a salvaguardia della Banca Monte dei Paschi e del suo legame e radicamento con Siena e il territorio. Il documento, illustrato dal presidente del Consiglio comunale, Davide Ciacci, ha ricevuto l’unanimità da parte dei ventisette consiglieri comunali presenti.
In particolare, tramite la mozione, il Consiglio comunale impegna il sindaco e la giunta “a promuovere e sostenere, d’intesa con la Provincia e la Regione Toscana, la costituzione di un tavolo interistituzionale territoriale permanente che coinvolga il Comune, la Provincia, la Regione Toscana, i consiglieri regionali eletti nel territorio senese, i parlamentari espressione del territorio e il Governo anche con un’audizione in Consiglio comunale, al fine di monitorare anche mensilmente l’evoluzione delle vicende che interessano Banca Monte dei Paschi di Siena e di rappresentare unitariamente le istanze del territorio nelle sedi istituzionali competenti, incluse la presidenza del Consiglio dei Ministri, il ministero dell’Economia e delle Finanze e le autorità di vigilanza e regolazione nazionali ed europee”.
Inoltre, “a rappresentare al Ministero competente la necessità che sia valutata, dagli organismi tecnici competenti, l’eventuale ricorrenza dei presupposti per l’esercizio dei poteri speciali di cui al decreto legge 15 marzo 2012, numero 21 in particolare riguardo alle ricadute strategiche per la gestione e la detenzione del debito pubblico; a presentare, quali osservazioni nell’interesse del territorio, formale istanza all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato perché valuti gli effetti delle offerte in atto sui mercati creditizi provinciali e regionali, e alla Consob a tutela dei numerosi azionisti destinatari delle offerte”.
Il Consiglio comunale impegna poi “a promuovere, d’intesa con la Provincia di Siena e la Regione Toscana, un coordinamento con le altre amministrazioni comunali e regionali interessate dagli effetti delle operazioni, affinché la rappresentazione delle ragioni dei territori alle Autorità e al Parlamento assuma dimensione regionale e nazionale e non resti circoscritta al solo ambito senese, al fine di assicurare: la salvaguardia dei diritti e delle professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori del Monte dei Paschi di Siena e delle ricadute economiche e sociali connesse alla presenza della banca sul territorio senese; a sostenere con determinazione il mantenimento a Siena delle funzioni direzionali, strategiche e operative che storicamente caratterizzano il ruolo della città quale sede del Monte dei Paschi di Siena; a sostenere la continuità del marchio del Monte dei Paschi di Siena, che è il più antico marchio bancario del mondo, universalmente riconosciuto nel settore bancario internazionale, che è un unicum, inscindibile dalle funzioni direzionali, affinché la continuità dell’insegna non si risolva nella sua separazione dal contenuto industriale che ne costituisce il valore; a salvaguardare un’autonomia utile, un’integrità durevole e il radicamento territoriale della Banca, che ha sempre svolto un ruolo di servizio all’economia reale del Paese, ai privati e famiglie e alle piccole e medie imprese, insieme alla difesa del complesso indotto di attività; a richiedere che venga tutelato il patrimonio storico, artistico, archivistico e culturale legato alla plurisecolare storia dell’istituto, assicurandone la permanenza e la valorizzazione nel territorio senese; a favorire un costante raccordo istituzionale tra Comune, Provincia, Regione Toscana e Governo Nazionale, affinché venga garantita la trasparenza di ogni scelta futura, tenendo nella dovuta considerazione gli interessi della comunità senese”. Infine il Consiglio comunale impegna a trasmettere il documento “al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Economia e delle Finanze, ai Presidenti delle Commissioni Finanze di Camera e Senato, alla Banca d’ltalia, alla Banca Centrale Europea, alla Consob, all’lvass, all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, al Presidente della Regione Toscana e al Presidente della Provincia di Siena”.
Nelle premesse del documento si legge “che la Banca Mps spa è la più antica banca del mondo ancora in attività e rappresenta da oltre cinque secoli un elemento centrale della storia, dell’identità e dello sviluppo economico, sociale e culturale della città e del territorio senese e che la Banca Mps spa costituisce ad oggi la principale azienda del senese, con oltre duemila dipendenti, e della Regione Toscana, con oltre 4mila occupati; Mps è anche riferimento di un complesso indotto di attività, e per il ruolo creditizio che svolge verso le famiglie e le piccole e medie imprese del territorio e dell’Italia centrale, costituisce un asset importante del sistema economico italiano e internazionale a sostegno dell’economia reale”. “Particolare attenzione – prosegue il documento – deve essere riservata alla tutela dei livelli occupazionali, delle professionalità presenti sul territorio e delle funzioni direzionali storicamente insediate a Siena” e “anche il patrimonio storico, artistico, archivistico e culturale costruito in oltre cinque secoli di attività rappresenta un bene di straordinario valore per la citta e per il Paese e deve continuare a mantenere il proprio legame con Siena, dati anche gli accordi con la Fondazione Mps sulla valorizzazione del patrimonio artistico della Banca”.
“Il Consiglio comunale di Siena – si legge -, con le mozioni approvate all’unanimità il 21 novembre 2019 e il 28 settembre 2021, ha individuato e ribadito le condizioni essenziali di salvaguardia nelle successive evoluzioni dell’assetto proprietario della Banca: tutela dell’occupazione e delle professionalità, tutela del marchio, unità operativa e strategica, mantenimento a Siena della sede legale e della direzione” e inoltre “la Banca, dopo gli anni del risanamento (reso possibile anche dai sacrifici dei suoi dipendenti, ai quali va il riconoscimento e ringraziamento di questo Consiglio) è tornata a svolgere un ruolo centrale nel sistema finanziario nazionale, divenendo uno snodo strategico del sistema finanziario nazionale”.
“Il 7 giugno 2026 Banco Bpm – ricostruisce il documento – ha proposto a Banca Mps spa un’aggregazione paritetica, e che il giorno successivo Intesa Sanpaolo ha annunciato un’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria da 30,6 miliardi di euro sul gruppo Mps, accompagnata da un accordo vincolante con Unipol che prevede la cessione a quest’ultima del marchio Monte dei Paschi di Siena, di circa 635 filiali e di parte delle strutture centrali, destinati all’integrazione con Bper, mentre a Intesa Sanpaolo resterebbero le restanti filiali, il controllo di Mediobanca e la partecipazione in Assicurazioni Generali”. “Almeno una delle operazioni annunciate – scrivono i consiglieri – prevede dunque, espressamente, la separazione del marchio Monte dei Paschi di Siena dalle funzioni direzionali e dagli asset strategici che ne costituiscono il contenuto industriale, e che il Consiglio comunale ritiene tale separazione lesiva dell’interesse del territorio: la continuità dell’insegna, disgiunta dalle funzioni che le danno sostanza, non costituisce tutela utile e valore industriale; che la pluralità e la non chiarezza dei disegni industriali e finanziari in campo non consentono allo stato di valutarne gli effetti sull’occupazione, sul radicamento territoriale, sulla capacità creditizia verso l’economia reale e sul mantenimento a Siena delle funzioni di direzione. La concentrazione proposta presenta inoltre profili di rilevanza concorrenziale sui mercati creditizi provinciali e regionali (dove la sovrapposizione degli sportelli è effettiva e misurabile) che non possono essere elusi spostando lo sguardo sulla sola dimensione europea dell’operazione”. “Nelle precedenti fasi di evoluzione della Banca – prosegue il documento – il fronte istituzionale tra Comune di Siena, Provincia e Regione Toscana ha rappresentato con efficacia le ragioni del territorio e che tale fronte richiede oggi, come anche invocato dal Sindaco di Siena, di essere riattivato e rafforzato attraverso l’istituzione di un tavolo interistituzionale permanente, con il coinvolgimento del Comune di Siena, della Provincia di Siena, della Regione Toscana, dei consiglieri regionali eletti nel territorio senese, dei parlamentari espressione del territorio e del Governo della Repubblica, al fine di assicurare un confronto costante, coordinato e autorevole sulle vicende che interessano Banca Monte dei Paschi di Siena”.




