"Ricordare è Resistere: l’antifascismo è lavoro, sanità, scuola pubblica e pace"
SIENA. Domani 25 giugno si svolge la dodicesima edizione della tradizionale passeggiata della memoria verso Vicobello, l’iniziativa nata per ricordare il sacrificio di Pietro Cristofani, Giorgio Domenichini e Umberto Grassini, i tre giovanissimi caduti in un conflitto a fuoco il 3 luglio 1944, proprio mentre le truppe alleate entravano a Siena, decretando la fine dell’occupazione nazifascista.
Iniziativa promossa dal Comitato Siena 2 assieme all’ANPI e all’Istituto Storico della Resistenza con il sostegno, la collaborazione e la partecipazione di CGIL e SPI CGIL Siena, Auser comunale provinciale e regionale, ARCI provinciale, Libera a Siena, Game Storm a Siena, Centro Terza età di San MIniato, Sienaenergie, Archivio UDI provinciale, Coro di San Miniato, Aresteatro e con il patrocinio del Comune di Siena.
Una ricorrenza che quest’anno assume un significato ancora più profondo, legando il dovere della memoria storica alla necessità urgente di un antifascismo attivo e militante, capace di rispondere alle sfide del presente.
«Andiamo a Vicobello per compiere un gesto semplice ma rivoluzionario: camminare e ricordare», spiegano gli organizzatori. «Per troppi anni la storia dei tre ragazzi di Vicobello è stata confinata nel silenzio, quasi fosse un dettaglio minore. Ma nella Resistenza non esistono dettagli minori: il loro sacrificio incarna la voglia di riscatto di una Siena che non volle essere liberata passivamente, ma volle farsi protagonista del proprio destino».
Nel corso dell’evento, gli interventi tracciano un filo rosso tra il sangue versato dai partigiani e la nascita della Carta Costituzionale, definita come «un documento di sovranità popolare e antifascista, nato dal basso e scritto liberamente, non concesso da potenze straniere».
L’allarme democratico sul territorio Il cuore dell’iniziativa guarda con forte preoccupazione alla stretta attualità locale. Gli organizzatori lanciano un fermo allarme democratico, richiamando due episodi recenti che hanno scosso la comunità senese: l’inchiesta che ha coinvolto tredici giovanissimi accusati di aver tentato di costituire una banda neofascista a Siena, e il grave attentato incendiario contro la Casa del Popolo di Abbadia di Montepulciano.
«Nel 1944 i giovani morivano per sconfiggere il fascismo; oggi ci sono ragazzi che rischiano di caderne di nuovo vittime, affascinati da miti tossici di violenza. Questa è una sconfitta educativa e sociale che riguarda tutti. Di fronte all’attacco vile di Montepulciano, la solidarietà non basta più: serve la mobilitazione».
L’antifascismo oggi: attuare la Costituzione La risposta al neofascismo, per i promotori, non può essere solo giudiziaria, ma deve concretizzarsi nella quotidianità attraverso la piena attuazione del dettato costituzionale e la lotta per la giustizia sociale. Nel corso della manifestazione viene ribadito che l’antifascismo moderno si declina in battaglie precise: Lavoro: dignitoso, sicuro e giustamente retribuito, contro lo sfruttamento e la precarietà; Sanità: la difesa del sistema pubblico e universale, come diritto di tutti e non privilegio di pochi; Istruzione: investimenti nella scuola pubblica come unico vero antidoto all’ignoranza ed ai pregiudizi; Pace e disarmo: il ripudio della guerra come strumento di offesa, in linea con l’Articolo 11 della Costituzione, interrompere la folle corsa al riarmo.
«Non si contrasta il neofascismo solo nei tribunali», conclude la nota dei promotori. «Lo si contrasta riempiendo le piazze, tenendo aperte le sezioni, offrendo ai giovani alternative di partecipazione e solidarietà, facendo contare di più le assemblee elettive democratiche. Camminando verso Vicobello, guardiamo avanti: per dare gambe ai valori della Resistenza e ribadire che Siena è, e resterà sempre, una città libera, democratica, solidale e antifascista».




