Leaderboards
Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
Skyscraper 1
Skyscraper 1
Skyscraper 2
Skyscraper 2

Lovaglio (Mps) risponde al Financial Times: “Non è una fusione a quattro”

E contesta il diverso trattamento di confronto con l'operazione di Intesa

SIENA. Dopo la stroncatura del Financial Times e la risposta piccata di Banco Bpm, l’ad del Monte dei Paschi, Luigi Lovaglio, ha preso carta e penna per replicare. La lettera di risposta al quotidiano è pubblicata nella rubrica Lex del foglio finanziario inglese.

Lovaglio respinge la lettura secondo cui il progetto del Monte sarebbe una sorta di “fusione a quattro”, la descrizione del piano, sostiene il banchiere, “travisa” la strategia di Mps e spiega che l’operazione con Mediobanca è già in corso e che considerarla come una nuova transazione porterebbe a sovrastimare sia le attività ancora da completare sia il rischio complessivo di esecuzione.

Anche Banco Bpm e Banca Generali, secondo l’ad, non possono essere considerate come un’unica operazione. Si tratta di due interventi diversi: il Banco rappresenterebbe una “fusione tradizionale tra due banche commerciali con reti complementari e una chiara logica industriale”, mentre Banca Generali sarebbe un’acquisizione strategica nel wealth management, con un modello operativo e una clientela distinti. L’obiettivo, spiega, è costruire un gruppo bancario italiano diversificato e competitivo, con attività nel commercial banking, corporate e investment banking, private banking e wealth management. Nella sua visione, l’operazione è “ben più di una manovra difensiva” e punta alla crescita e a un modello paragonabile a quello dei principali gruppi bancari europei.

Lovaglio contesta anche il diverso trattamento riservato, nel dibattito, all’offerta di Intesa Sanpaolo. A suo giudizio, non sarebbe stata condotta un’analisi critica altrettanto approfondita della strategia del gruppo guidato da Carlo Messina, perché anche l’operazione di Intesa, “presenta complessità e rischi, compresi quelli di integrazione, regolamentari e antitrust”. “Entrambe le strategie” comportano complessità, è il ragionamento del banchiere, e un confronto equo dovrebbe quindi valutarle entrambe.

La posizione di Banco Bpm apre ora una fase delicata per Lovaglio. A pesare sarà soprattutto la posizione di Credit Agricole, primo azionista del Banco con il 29,3%, che già ha affermato che senza il suo consenso non si fa alcuna operazione. I rappresentanti della banca francese hanno sostenuto all’unanimità la valutazione espressa dal cda milanese. Per Mps sarà necessario confrontarsi con un azionista determinante, mentre l’offerta dovrà essere valutata anche alla luce del fatto che non prevede un premio per gli azionisti di Banco Bpm.

Il consiglio di amministrazione di Generali è atteso nei prossimi giorni per una prima valutazione dell’offerta, e la sua posizione sarà decisiva perché il Leone detiene il 50,2% della società del wealth management.

La doppia operazione su Banco Bpm e Banca Generali rappresenta la risposta di Lovaglio all’offerta di Intesa Sanpaolo su Mps. Il progetto punta a mantenere autonoma Siena e a costruire un gruppo di dimensioni maggiori, mentre il fronte opposto sostiene una soluzione che porterebbe invece all’integrazione di Mps in Intesa.

[banner_mobile]