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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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80 anni della Croce dell’Amiata: Fabrizio Rossi non invitato all’inaugurazione

Il deputato: "Un grave sgarbo istituzionale la mia esclusione dalla cerimonia"

ABBADIA SAN SALVATORE. “L’assenza di un invito rivolto al sottoscritto alla cerimonia per gli Ottant’anni dalla ricostruzione della Croce del Monte Amiata rappresenta uno sgarbo istituzionale che non posso non rilevare”. È quanto dichiara Fabrizio Rossi, parlamentare eletto nel collegio uninominale Siena-Grosseto della Camera dei Deputati, intervenendo sulla celebrazione in programma oggi, 26 agosto, sulla vetta del Monte Amiata.

“Stiamo parlando – commenta Rossi – di una ricorrenza di straordinaria importanza per l’intero territorio dell’Amiata e, più in generale, per la Toscana del sud. La Croce non è patrimonio di una singola amministrazione comunale: è un simbolo della storia, della memoria e dell’identità di tutte le comunità amiatine. Proprio per questo considero quantomeno singolare che, in un appuntamento di carattere istituzionale, nel quale risultano coinvolti e invitati il presidente della Regione Toscana, il cardinale Augusto Paolo Lojudice, i sindaci dei Comuni dell’Amiata e altri rappresentanti istituzionali del territorio, non sia stato previsto un invito all’unico deputato eletto nel collegio uninominale che comprende le province di Siena e Grosseto”.

“Non sto rivendicando una passerella personale – precisa Rossi -. Sto parlando del rispetto dovuto alle istituzioni e alla rappresentanza democratica. Un parlamentare eletto direttamente dai cittadini di questo territorio rappresenta tutti nelle istituzioni nazionali, anche le comunità senesi e grossetane dell’Amiata che non lo hanno votato. In una cerimonia che richiama proprio il valore della comunità, della ricostruzione e della capacità di lavorare insieme, sarebbe stato naturale e doveroso coinvolgere anche chi rappresenta le istituzioni nel parlamento italiano. Immagino, che lo stesso trattamento non sia stato riservato ai membri del Pd e altri partiti che rivestono ruoli istituzionali”.

La celebrazione del 26 agosto richiama gli ottant’anni dalla ricostruzione della monumentale Croce del Monte Amiata, abbattuta durante la ritirata dell’esercito tedesco nel giugno 1944 e successivamente ricostruita grazie all’impegno di cittadini, lavoratori e istituzioni. Nel 1946, attraverso un collegamento radio, Papa Pio XII accese le luci della Croce, in un evento seguito da una grande partecipazione popolare.

“È proprio la storia della Croce a rendere ancora più incomprensibile quanto accaduto — prosegue Rossi —. La sua ricostruzione fu il risultato di uno straordinario sforzo collettivo, che coinvolse persone e comunità diverse. Il messaggio di quella vicenda è quello dell’unità, della concordia e della capacità di ricostruire insieme. Oggi, a ottant’anni di distanza, quel patrimonio dovrebbe essere valorizzato anche attraverso la massima condivisione istituzionale, non attraverso esclusioni che sarebbero gravi se fossero di natura politica, ma sarebbero ugualmente gravi se fossero dovute ad inadeguatezza istituzionale”.

“La mia critica è rivolta esclusivamente a una scelta, quella del sindaco di Abbadia San Salvatore, organizzatore dell’evento, che ritengo politicamente e istituzionalmente sbagliata. La celebrazione della Croce deve rimanere al centro dell’attenzione. Infatti, oggi si ricorda una pagina importante della storia dell’Amiata e mi auguro che la giornata sia all’altezza del significato che questo monumento riveste per le nostre comunità”.

“Mi aspetto che lo stesso principio di correttezza e rispetto venga applicato nei rapporti tra tutte le istituzioni, soprattutto quando si celebrano ricorrenze che appartengono all’intera comunità”, conclude Fabrizio Rossi, unico deputato eletto nel collegio uninominale Siena-Grosseto.

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