SIENA. Di seguito riportiamo i comunicati delle interrogazioni presentate dai consiglieri.
Nomine Comune, Fabio: “Rispetto delle regole e trasparenza”
“L’amministrazione ha operato nel rispetto delle regole, della trasparenza e delle prerogative istituzionali”. Così il sindaco Nicoletta Fabi ha risposto all’interrogazione presentata oggi, giovedì 30 aprile, durante la seduta del Consiglio comunale, dalla consigliera del gruppo Partito Democratico, Giulia Mazzarelli, in merito ai criteri adottati dall’amministrazione nelle nomine e designazioni di competenza del Comune di Siena relative agli incarichi istituzionali e alle società partecipate.
“L’elemento centrale – ha detto il sindaco – è che non siamo di fronte a situazioni omogenee, ma a incarichi che hanno natura, funzioni e finalità completamente differenti e non vi è un unico ‘criterio di incompatibilità e opportunità politica’ valido indistintamente per tutte le categorie: il diritto, e anche le valutazioni di opportunità politica, distinguono ciascuna fattispecie proprio perché diverso è lo scopo istituzionale. Ufficio di staff del Sindaco, nomine nelle società partecipate e figure di garanzia previste da leggi o specifici regolamenti comunali rispondono a natura, funzioni e presupposti giuridici profondamente differenti, che giustificano anche la diversità dei criteri applicati”.
“L’ufficio di staff del sindaco – ha detto Nicoletta Fabio – è, per definizione, una struttura fiduciaria. Chi lo guida svolge un ruolo di raccordo tra indirizzo politico e macchina amministrativa, senza alcuna autonomia e operatività gestionale. La qualificazione giuridica dell’ufficio di staff e del suo coordinatore ruota su due punti ai sensi dell’articolo 90 del Tuel: funzione di supporto all’organo politico, assenza di poteri gestionali come inserito nel 2014 dal comma 3 bis. È quindi del tutto fisiologico che si tratti di figure che operano in una dimensione anche politica e fiduciaria, perché sono chiamate a supportare l’azione del Sindaco. Confondere questo piano con quello della neutralità amministrativa significa non cogliere la natura stessa di questi incarichi per i quali infatti non risultano previste, né a livello normativo né regolamentare, incompatibilità analoghe a quelle richiamate nell’interrogazione”.
“Le nomine nelle società partecipate – ha spiegato il sindaco – rappresentano un ulteriore ambito, ancora diverso. Qui valgono criteri di competenza, e rispetto delle norme di settore. Non esiste, né potrebbe esistere in via generale, un automatismo per cui l’impegno politico costituisca motivo di esclusione: sarebbe una visione non solo non prevista dall’ordinamento, ma anche restrittiva e non coerente con la realtà delle amministrazioni locali. Per le società partecipate, la catena di nomina è ibrida: l’ente locale tramite il Sindaco ‘nomina/designa rappresentanti’ secondo gli indirizzi del Consiglio comunale, ma l’atto societario tipico di nomina degli amministratori è dell’assemblea dei soci (in base al codice civile). L’assetto è inoltre governato dal Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica”.
“Ancora diverso – ha aggiunto Nicoletta Fabio – è il caso delle figure di garanzia, per le quali, correttamente, i regolamenti comunali prevedono requisiti molto più stringenti. In questi casi, infatti, non è sufficiente essere imparziali: è necessario apparire tali agli occhi dei cittadini, che devono poter riconoscere in queste figure un punto di riferimento pienamente terzo e indipendente. È questa la ragione delle incompatibilità più rigorose. Per i ‘garanti’, in pratica la ratio è molto diversa rispetto allo staff: la funzione nasce per essere terza e apparire anche credibile come terza. Nel caso del Garante per la tutela dei diritti degli animali del Comune di Siena, la scelta avviene tramite elezione in Consiglio comunale, su avviso pubblico, con requisiti di integrità/competenza, e con un pacchetto di incompatibilità che include espressamente anche ruoli esecutivi nei partiti (oltre a cariche elettive e rapporti con enti/società coinvolti). Qui la logica non è la ‘fiducia da parte della politica’, ma la ‘fiducia della cittadinanza’ nella neutralità della funzione”.
“Più che una presunta incoerenza – ha concluso il sindaco -, nell’analizzare queste ben distinte funzioni, ciò che emerge è una scelta consapevole e corretta di differenziare i criteri in base alla natura degli incarichi. Sul piano politico, respingiamo anche l’idea che vi sia una sovrapposizione impropria tra ruoli: l’amministrazione ha operato nel rispetto delle regole, della trasparenza e delle prerogative istituzionali”.
La consigliera Giulia Mazzarelli (Pd) ha replicato: “La sua risposta mi trova insoddisfatta. Credo che si delineino due modi di concepire sia il ruolo istituzionale che quello politico, ma anche due visioni diverse in merito all’opportunità o inopportunità: non si stava parlando di questione legate a ciò che prevede la legge, ma di inopportunità politica. Io vedo una totale inopportunità nel ricoprire contemporaneamente cariche che hanno un ruolo di guida di una comunità politica di un partito, che nelle loro funzioni hanno anche quella di orientare l’opinione pubblica, nella commistione fra questo ruolo e un ruolo istituzionale che dovrebbe, di norma, avere la massima neutralità e la massima imparzialità, proprio in quanto ruolo amministrativo e istituzionale. Nello specifico dei casi sollevati nell’interrogazione, per quanto riguarda le funzioni di Siena Casa, partecipata del Comune e società di capitale pubblico al 100 per cento, quello che mi domando è se sia positiva e funzionale una riconoscibilità politica così marcata; allo stesso modo, trovo inopportuno che il Capo Gabinetto, che ha la funzione di relazionarsi, di comunicare con tutta la cittadinanza e di essere rappresentante con tutta la città nelle relazioni e nel rapporto fra cittadini e Sindaca, abbia anche un ruolo apicale al vertice di un partito politico, in questo caso di maggioranza. La preoccupazione che vorrei far emergere è questa: è evidente che le cariche istituzionali e amministrative dovrebbero avere un profilo di massima imparzialità e neutralità; il rischio è che questo intreccio di nomine porti ad inficiare l’autonomia non solo delle funzioni amministrative e istituzionali, ma anche in termini più generali l’autonomia stessa della Sindaca, del suo ruolo di prima cittadina. E’ un rischio che vedo, che potrebbe emergere, e di cui in parte ci sono stati dei segnali. Io credo che sarebbe opportuno evitare queste commistioni e confusioni in questi ruoli, che hanno funzioni diverse e che a mio avviso dovrebbero restare nettamente separate”.
Bianchini: “Illuminazione giardini Oriana Fallaci: pronti alla riqualificazione dell’impianto”
L’insufficiente illuminazione dei giardini Oriana Fallaci di Taverne d’Arbia a Siena è stata oggetto dell’interrogazione presentata dal consigliere del gruppo Lega, Orazio Peluso. Ha risposto l’assessore ai lavori pubblici Massimo Bianchini.
“Gli impianti di illuminazione pubblica – ha spiegato – in parola rientrano nel perimetro di gestione degli impianti di competenza del Comune di Siena. Nel corso degli anni gli impianti sono stati totalmente efficientati con l’inserimento di sorgenti led e mantenuti in un accettabile livello di efficienza, ma manifestano allo stato attuale problematiche importanti legate alla datazione dei supporti e degli apparecchi a suo tempo installati. La tecnologia ha subito negli ultimi anni forti evoluzioni e questo ha portato alla disponibilità sul mercato di una ampia gamma di elementi cosiddetti di retrofit, tali cioè, al netto del mantenimento della ossatura degli impianti e della tipologia degli apparecchi di consentire la trasformazione degli stessi in apparecchi con tecnologia led completa”.
“Tutto questo – ha aggiunto Bianchini – ha portato alla possibilità di valutare positivamente la fattibilità di sostituire le lampare su palo (impossibile lavorare in questo caso su retrofit, mancando completamente la ottica conforme alla vigente normativa in materia di contenimento dell’inquinamento luminoso) e contestualmente provvedere al completo retrofit dei punti luce per incasso. L’intervento portato avanti dal gestore in ambito di manutenzione ordinaria consentirà nei prossimi mesi di riqualificare interamente l’impianto a suo tempo realizzato, garantendo al contempo una ulteriore migliore performance anche in termini di riduzione dei consumi. In realtà quindi l’utilizzo della migliore tecnologia potrà permettere di migliorare la resa degli apparecchi senza gravare su maggiori potenze”.
Il consigliere Orazio Peluso (Lega) ha replicato: “Sono pienamente soddisfatto della risposta fornita”.
Incendio in un locale tecnico di piazza della Costituzione, Papi: “Amministrazione che sa dare risposte concrete ai cittadini”
L’incendio avvenuto all’interno di un locale tecnico nel fabbricato di proprietà comunale sito in piazza della Costituzione è stato l’oggetto dell’interrogazione presentata dai consiglieri Silvia Armini, Francesca Cesareo e Leonardo Pucci del gruppo Siena in tutti i sensi Nicoletta Fabio Sindaco. A rispondere è stato l’assessore ai servizi sociali, alla famiglia e alle politiche della casa, Micaela Papi.
“L’incendio del 10 aprile scorso – ha spiegato l’assessore – ha causato danni molto significativi, determinando l’interruzione della fornitura di energia elettrica e, conseguentemente, anche dei servizi di riscaldamento e acqua calda, con rilevanti disagi per le famiglie residenti. Desidero però sottolineare fin da subito un elemento fondamentale: la risposta è stata immediata, coordinata ed efficace, grazie alla piena collaborazione tra amministrazione comunale, Siena Casa, Società della salute Senese, Asp Città di Siena, Polizia Locale ed enti tecnici coinvolti. Il ruolo di Siena Casa è stato determinante: la società è intervenuta con tempestività già nelle prime ore successive all’evento, attivando immediatamente i sopralluoghi tecnici, coordinando i soggetti coinvolti e assumendo decisioni operative anche in un contesto particolarmente complesso quale il fine settimana. In tempi rapidissimi, Siena Casa ha attivato il confronto con Enel e con le ditte specializzate, affidato con urgenza i lavori di bonifica del locale tecnico e delle aree interessate, completati già entro il giorno successivo, e coordinato le operazioni necessarie al ripristino degli impianti elettrici, garantendo priorità alle abitazioni occupate. Questa capacità di intervento immediato ha consentito di ridurre significativamente i tempi di disagio per le famiglie”.
“Sul piano sociale – ha proseguito Papi – l’amministrazione ha attivato fin da subito la Società della Salute Senese e il Pronto intervento sociale, servizio regionale operativo 24 ore su 24 per la gestione di emergenze sociali. La Polizia Locale, presente sul posto, ha supportato direttamente la valutazione dei bisogni delle famiglie e il coordinamento degli interventi. L’intervento è stato puntuale e mirato: solo un nucleo ha avuto necessità di una sistemazione temporanea, prontamente individuata, mentre gli altri residenti hanno trovato autonomamente soluzioni, comunque supportati dal sistema dei servizi. Inoltre, tramite Asp Città di Siena, il Comune ha garantito la distribuzione di pasti a tutte le persone coinvolte, contribuendo concretamente ad alleviare i disagi causati dall’interruzione dei servizi. Per quanto riguarda i tempi di ripristino, anche in questo caso i risultati sono stati particolarmente significativi: già il giorno successivo erano completate le operazioni di bonifica; il 12 aprile Enel ha installato nuovi quadri e contatori; dal 13 aprile sono partiti i lavori di riallaccio; entro il 15 aprile tutte le abitazioni erano nuovamente servite da energia elettrica; il Centro anziani ha ripreso la piena funzionalità nei giorni immediatamente successivi. Si tratta di tempi estremamente contenuti, resi possibili proprio dall’efficienza organizzativa e dal forte coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti. Restano in corso alcuni interventi di completamento, tra cui la realizzazione dei nuovi quadri elettrici e la sostituzione delle porte tagliafuoco, finalizzati a garantire ulteriori livelli di sicurezza”.
“Sul tema della prevenzione – ha sottolineato Papi – è bene evidenziare che, trattandosi del terzo episodio nello stesso locale tecnico, l’amministrazione non si limita alla gestione dell’emergenza ma sta già lavorando su soluzioni strutturali. È stato, infatti, avviato un confronto con gli uffici competenti e con Siena Casa per valutare interventi definitivi, tra cui il rafforzamento delle misure di sicurezza, il controllo e chiusura degli accessi e l’eventuale installazione di sistemi di videosorveglianza”.
“Quanto accaduto – ha concluso l’assessore Micaela Papi – è stato un evento serio, ma la risposta del sistema pubblico è stata all’altezza della situazione: rapida, concreta ed efficace. Desidero quindi evidenziare e riconoscere il lavoro svolto da tutti i soggetti coinvolti, che ha garantito una risposta tempestiva e coordinata sia sul piano tecnico che sociale, riuscendo a contenere i disagi e a ripristinare in tempi rapidi le condizioni di normalità. Non abbiamo solo gestito un problema: abbiamo dimostrato che questa amministrazione è presente, che interviene subito e che sa dare risposte concrete ai cittadini”.
Il consigliere Silvia Armini del gruppo Siena in tutti i sensi Nicoletta Fabio Sindaco, che ha illustrato l’interrogazione, ha replicato: “ringrazio per la ricostruzione che mi è stata fornita e desidero aggiungere una breve riflessione. In un contesto complesso come quello attuale, segnato da numerose criticità sociali, è importante non limitarsi a considerare gli aspetti tecnici, ma valorizzare soprattutto il contributo umano. In una società sempre più digitalizzata, che spesso tende a mettere in secondo piano la dimensione umana, è fondamentale riportare al centro cittadini e lavoratori, insieme alle loro competenze e professionalità. Proprio in questo caso, il senso di responsabilità e l’attenzione verso le persone hanno permesso di trasformare un’emergenza in una risposta concreta. Le persone restano infatti il fulcro di ogni intervento, soprattutto quando si affrontano problemi complessi e si è chiamati a fornire risposte efficaci alla comunità. Per questo, desidero ringraziare l’assessore e Siena Casa per l’impegno dimostrato”.
Trasporto sociale, Papi: “Servizio essenziale garantito a tutti i cittadini”
“Un servizio essenziale garantito a tutti i cittadini”. Con queste parole l’assessore ai servizi sociali, alla famiglia e alle politiche della casa del Comune di Siena, Micaela Papi, ha risposto all’interrogazione del consigliere comunale Alessandro Masi (Pd) sul trasporto sociale dei disabili da parte del Comune di Siena.
“Il tema del trasporto sociale – ha detto Papi – va inserito dentro un quadro più ampio di scelte che questa amministrazione ha compiuto. Dal 1 gennaio 2026 il Comune di Siena ha ripreso un ruolo diretto nella gestione di servizi importanti, come il centro diurno ‘Villa Rubini’ e il centro di socializzazione ‘La Mimosa’, affidandone la titolarità all’Asp. Si tratta di una scelta precisa, che va nella direzione di rafforzare il governo pubblico dei servizi e migliorarne la qualità. I primi mesi di gestione ci restituiscono segnali positivi: maggiore coordinamento, più attenzione ai bisogni delle persone, una collaborazione più efficace tra Comune, Asp e soggetti del territorio, con una capacità di risposta più tempestiva rispetto alle criticità che emergono”.
“Sul tema specifico del trasporto sociale – ha aggiunto l’assessore -, che per questa amministrazione non è un servizio accessorio, ma parte integrante del percorso di cura e di inclusione. Anche se il trasporto non è previsto nei livelli essenziali di assistenza, per il Comune di Siena è un servizio essenziale. Per questo, con le nuove disposizioni attuative deliberate in sede di assemblea della Società della Salute senese, abbiamo voluto che continuasse ad essere garantito a tutti i cittadini, indipendentemente dal reddito, introducendo allo stesso tempo un sistema di compartecipazione modulato sull’Isee. Per quanto riguarda invece il centro diurno Villa Rubini e il centro di socializzazione La Mimosa, il cui trasporto continua ad essere svolto con mezzi comunali, abbiamo fatto una scelta altrettanto chiara: mantenere una quota fissa di 30 euro al mese per tutto il 2026, senza aumenti, proprio per non gravare sulle famiglie.
“Per quanto riguarda la domanda specifica posta nell’interrogazione – ha spiegato Papi –, è importante chiarire un punto in modo netto: non è corretto affermare che i mezzi consentano il trasporto di un solo disabile per volta. Il Comune dispone infatti di tre mezzi attrezzati, tutti idonei al trasporto contemporaneo di due persone in carrozzina, oltre agli altri utenti e agli operatori. Quindi il limite non è strutturale né legato alla dotazione dei mezzi. È vero però che nella gestione quotidiana del servizio spesso si sceglie di trasportare una sola carrozzina per viaggio. Questa scelta risponde a esigenze organizzative: garantire tempi più rapidi, operazioni più semplici di salita e discesa e una maggiore fluidità complessiva del servizio. Resta fermo che, laddove vi sia la necessità, è assolutamente possibile trasportare anche più utenti contemporaneamente, nel rispetto delle condizioni di sicurezza. C’è poi un ulteriore elemento concreto da considerare: le norme di sicurezza richiedono che le carrozzine siano dotate di poggiatesta, e non tutte quelle attualmente utilizzate ne sono provviste. Anche su questo l’amministrazione si sta muovendo: è previsto a breve l’acquisto di nuove carrozzine adeguate, proprio per superare queste criticità e ampliare ulteriormente le possibilità di trasporto.
“Allo stesso tempo – ha proseguito l’assessore –, non ci limitiamo a gestire l’esistente, ma stiamo lavorando per migliorarlo. Abbiamo già avviato il rinnovo del parco mezzi: è in arrivo un nuovo autobus per il trasporto sociale, che sarà disponibile entro giugno e contribuirà a rafforzare il servizio. E soprattutto abbiamo avviato una verifica complessiva dell’organizzazione del trasporto, perché siamo consapevoli che oggi esistono margini di miglioramento, in particolare sugli orari, che non sempre risultano pienamente coerenti con le esigenze degli utenti e con quelli di apertura delle strutture, determinando in alcuni casi una fruizione solo parziale del servizio. L’obiettivo è semplice e concreto: rendere il servizio più aderente ai bisogni reali delle persone, più flessibile e più efficace”.
“Questa amministrazione – ha concluso l’assessore Micaela Papi – non solo conferma l’impegno sul trasporto sociale, ma lo rafforza: lo considera parte integrante del diritto alla cura e all’inclusione, lavora per migliorarne l’organizzazione e investe per renderlo più efficiente. Non neghiamo che esistano criticità, sarebbe poco serio, ma stiamo intervenendo in modo concreto, con scelte precise, nella direzione di garantire risposte sempre più adeguate ai bisogni di tutti”.
Il consigliere Alessandro Masi (Pd) si è dichiarato soddisfatto della risposta dell’assessore: “E’ stata un’interrogazione utile, perché chiarisce a tutta l’utenza e a tutto il pubblico questa materia che è molto complessa. L’acquisto di un ulteriore mezzo è senza dubbio da accogliere con favore; auspico, comunque, che l’assessorato abbia ancora più risorse, come ho ribadito anche questa mattina durante il mio intervento nella discussione sul bilancio”.
Fabio: “Cinema estivo allo stadio Franchi anche per il 2026”
L’organizzazione e la programmazione della stagione cinematografica estiva sono state l’oggetto dell’interrogazione presentata oggi, giovedì 30 aprile, durante la seduta del Consiglio comunale, dalla consigliera Monica Casciaro del gruppo Siena Sostenibile. A rispondere è stato il sindaco Fabio.
“Anche per la stagione estiva 2026 – ha spiegato il primo cittadino – il cinema avrà il suo collocamento presso lo stadio comunale ‘Artemio Franchi’. In virtù dell’esperienza maturata nella scorsa edizione, quest’anno sono previste alcune migliorie per il pubblico che fruirà dello spettacolo, destinate a perfezionarne la visione”.
“In considerazione – ha evidenziato Fabio – delle finalità culturali, e quindi della volontà da parte dell’amministrazione di proseguire il servizio, vista la comprovata esperienza maturata nella gestione dell’attività da parte della Cooperativa Nuova Immagine, si è ritenuto opportuno procedere all’affidamento diretto del servizio di gestione delle attività cinematografiche all’aperto alla suddetta Cooperativa, che si era resa disponibile anche per il 2026 alla realizzazione del cinema estivo. Tanto risulta dalla delibera di Giunta di martedì scorso, 28 aprile, preceduta, a mio avviso inopportunamente, da dichiarazioni sulla stampa da parte del nuovo presidente. La Cooperativa è in costante contatto con i nostri uffici competenti per concordare e provvedere a quanto può essere utile per una migliore fruizione da parte degli spettatori, e in quanto concessionaria del servizio, come di consueto, organizzerà e definirà la programmazione”.
“La direzione Cultura e turismo – ha concluso il sindaco Fabio – sta proseguendo con la predisposizione degli atti per avviare l’iter della procedura a evidenza pubblica per l’affidamento in concessione quinquennale, dal 2026 al 2031, del servizio di gestione delle attività cinematografiche presso il cinema Nuovo Pendola e delle attività cinematografiche estive. Si conferma, di conseguenza, che il bando è in corso di definizione per la sua ultimazione e successiva pubblicazione”.
La consigliera Monica Casciaro (Siena Sostenibile) ha replicato: “Non sono soddisfatta, avevo recepito dalla stampa della delibera di Giunta sul cinema estivo che sarà rifatto allo stadio ‘Artemio Franchi’ con alcune migliorie per sedute e acustica. Non è il luogo più consono per una manifestazione del genere, a Siena, città d’arte, ci sono altri luoghi per il cinema estivo, a esclusione della Fortezza Medicea, nella quale sappiamo ci sono in programma molti eventi per la prossima stagione. Lo stadio però presenta molte carenze e non è certo in ottimo stato”.
Giunti: “Residenza universitaria di viale XXIV Maggio: necessari lavori corposi”
Lo stato e le prospettive di riapertura della residenza universitaria di viale XXIV maggio a San Prospero sono stati al centro dell’interrogazione presentata durante la seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 30 aprile, dalla consigliera Monica Casciaro del gruppo Siena Sostenibile. A rispondere è stato l’assessore ai rapporti con l’università, Vanna Giunti.
“Prima di riportare le informazioni che mi sono state trasmesse dal Dsu, che si sta adoperando affinché quella struttura possa nuovamente tornare a vivere per la destinazione a cui è sempre stata adibita – ha dichiarato l’assessore –, voglio precisare che la scelta, che ancora una volta si è dimostrata totalmente corretta, di aver indirizzato altrove la collocazione di una seconda mensa ha creato le condizioni affinché oggi vediamo la possibilità di restituire alla città e agli studenti un immobile rinnovato e risanato dai problemi strutturali che hanno determinato l’interruzione dell’attività della residenza universitaria. E poi sottolineo l’innovativa progettualità e la conseguente offerta per gli studenti e per i giovani che è scaturita dalla suddetta scelta, e di cui ampia spiegazione è stata data dopo la conferenza stampa presso il Dsu, alla presenza anche del presidente della Regione e dell’assessore di riferimento”.
“Il cambio di destinazione d’uso della ex mensa di via Bandini – ha spiegato Giunti – è una possibilità contemplata negli strumenti urbanistici del Comune; l’acquirente, in funzione dell’uso cui vorrà destinare il bene, potrà avviare le pratiche per la modifica. La tempistica è quella delle pratiche edilizie, l’immobile ricade in zona a vincolo paesaggistico, per cui se verranno apportate modifiche esterne all’immobile sarà necessaria la pratica paesaggistica. La struttura verrà venduta così com’è, sarà l’acquirente, se vorrà, a cambiare la destinazione d’uso”.
“Per quanto riguarda la residenza di viale XXIV Maggio – ha poi evidenziato l’assessore –, come tutti noi abbiamo potuto leggere nelle dichiarazioni del presidente del Dsu, Marco Del Medico, i tempi non sono brevi. La previsione è di circa quattro anni a causa dei corposi lavori di risistemazione necessari, a partire dai problemi strutturali da risolvere, quali le opere di adeguamento sismico. Tutto ciò non permette al Dsu di definire in modo significativamente preciso la tempistica per la riqualificazione. In ogni caso, il primo passo che permette di acquisire un’importante fetta di risorse è stato fatto, con la pubblicazione del bando per la vendita dell’immobile di via Bandini che scade il 30 giugno prossimo. Le fonti di finanziamento per la ristrutturazione sono quelle citate in riunione, per la progettazione i soldi sono già presenti nel piano degli investimenti, per i lavori si dovrà fare ricorso alla vendita dell’ex mensa Bandini o ad altri finanziamenti da individuare. Tutto dipendente dalle tempistiche di ogni azione. Sull’effettiva destinazione dei proventi della vendita dell’ex mensa alla riqualificazione dello studentato, questa è stata più volte affermata e mai smentita. Peraltro, l’immobile di viale XXIV Maggio è struttura strategica ed economicamente più sostenibile di quelle periferiche. Il Comune ha un dialogo continuo con il Dsu. In un’operazione come questa, dove l’interesse per la città e i propri cittadini, soprattutto coloro che vivono nella zona di San Prospero, oltre agli studenti che sono ‘cittadini temporanei’ del nostro comune e che rappresentano una fetta importante del nostro tessuto sociale, svolgeremo la nostra funzione di facilitatore con la massima solerzia”.
“L’azienda Dsu – ha concluso l’assessore Vanna Giunti – è in grado di offrire un alloggio a tutti gli aventi diritto presenti nelle proprie graduatorie. Il patrimonio dell’azienda, a meno che non si modifichi la legge regionale, non può essere utilizzato per far fronte alla carenza di alloggi che riguardano persone con Isee superiore a quello stabilito per l’accesso ai servizi del Diritto allo studio. L’amministrazione in ogni caso ha ben chiara la situazione, rappresentata spesso dagli stessi Rettori, e si sta adoperando al fine di dare risposte concrete alle esigenze che in tal senso vengono rappresentate”.
La consigliera Monica Casciaro del gruppo Siena Sostenibile ha replicato: “E’ stata fatta luce e chiarezza sui punti dell’interrogazione, conforta il fatto che le risorse provenienti dalla vendita della ex mensa verranno utilizzate per la residenza di viale XXIV Maggio, ma ci preoccupano le tempistiche. Essendo necessarie pratiche a livello urbanistico, anche per quanto riguarda l’antisismica, quattro anni sono tanti e gli studenti hanno bisogno di risposte immediate. Il Dsu riesce a offrire un alloggio a coloro che rientrano nelle graduatorie a seconda della fascia Isee, ma rimane la così detta ‘fascia grigia’ di coloro che hanno magari un Isee di poco superiore e hanno difficoltà nel reperire un alloggio: questo porterebbe una perdita per Siena e per le Università. Chi non trova alloggio va a cercare altri atenei”.
Punti nascita, il sindaco Fabio: “La sicurezza clinica non può essere subordinata a logiche di campanile”
“La sicurezza clinica non può essere subordinata a logiche di campanile”. Con queste parole il Sindaco di Siena, Nicoletta Fabio, ha risposto all’interrogazione presentata durante la seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 30 aprile, dal gruppo Partito Democratico (Alessandro Masi, Anna ferretti, Luca Micheli, Giulia Mazzarelli, Gabriella Piccinni) sui punti nascita e sulla necessità di rivedere i loro parametri: cosa ha fatto e cosa ne pensa il Comune capoluogo di Siena.
“Quello dei punti nascita – ha detto il Sindaco – è un tema che va affrontato con serietà, il quadro descrittivo dell’interrogazione appare coerente alla realtà numerica che peraltro interessa l’intero nostro Paese ed anche altri Paesi europei. Diverso è, però, il quadro descrittivo dei punti nascita in esame: Siena, capoluogo e struttura sanitaria di riferimento, geografico e specialistico, vede anch’essa una riduzione delle nascite, ma trova, di contro, un livello assistenziale non a caso di secondo livello in ambito ostetrico e ginecologico. Occorre, quindi, partire da un ragionamento sulla sicurezza clinica nel momento più delicato: il parto e le possibili emergenze ostetriche/neonatali. In questo caso il bene primario da tutelare è la vita e la salute della madre e del bambino. La qualità dell’assistenza al parto si misura nella capacità del sistema ospedaliero e sanitario di garantire standard organizzativi, gestione delle urgenze, continuità assistenziale e presa in carico appropriata. Gli standard Oms per migliorare la qualità dell’assistenza materna e neonatale insistono su alcuni elementi fondamentali: personale competente, assistenza basata su evidenze, capacità di risposta alle complicanze, trasporto efficace, continuità e sicurezza del percorso. Questo determina il fatto che non basta ‘avere un punto nascita’ anche con ottimi specialisti e professionalità, perché occorre che ciascuna struttura dedicata sia messa nelle condizioni di lavorare in sicurezza ventiquattro ore su sette giorni e di gestire tempestivamente complicanze che possono diventare drammatiche in pochi minuti”.
“Nel corso degli anni – ha spiegato ancora – il Comitato Percorso Nascita Nazionale è intervenuto per rendere possibile l’abbassamento delle soglie di natalità richieste dall’accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010 (‘Linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento della qualità̀, della sicurezza e dell’appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione del taglio cesareo’), permettendo di mantenere in attività punti nascita al di sotto di cinquercento parti/anno, a condizione che venisse dimostrata e avallata dal Comitato percorso nascita nazionale, la situazione di disagio orogeografico e la presenza di tutti i requisiti e gli standard previsti dall’accordo. E stato, pertanto, predisposto un Protocollo metodologico per la richiesta di deroga con il quale le Regioni chiedono al Comitato di esprimere un parere sulla persistenza dei punti nascita. Alla base di una norma di buon senso partorita durante il governo Renzi, non si è, quindi, introdotto un automatismo, bensì un’istruttoria basata su requisiti clinico-organizzativi e condizioni territoriali, circostanza che deve, in primo luogo, impegnare ciascuna regione all’interno della sua organizzazione ospedaliera a rendere attuabili questi aspetti e impegnarsi per ottenere le deroghe ad hoc”.
“Ciò in quanto prima di chiedere a qualsivoglia governo in carica di abbassare le soglie perché c’è denatalità – ha aggiunto Fabio -, occorrerebbe considerare che in questo campo la denatalità non riduce la complessità clinica, anzi spesso è fattore che l’aumenta (età materna più alta, comorbidità, gravidanze più a rischio). La sicurezza clinica e sanitaria dipendono dalla capacità di mantenere competenze, team completi, prontezza operativa e continuità ed è altrettanto vero che il tema dei volumi esiste perché, in sanità, c’è evidenza scientifica che dimostra come strutture con volumi adeguati hanno più probabilità di garantire équipe complete e migliori esiti, specie nelle complicanze. E’ bene che la politica seria, pretenda che ogni punto nascita, se mantenuto, lo sia alle condizioni cliniche corrette; se queste condizioni non sono garantibili, la responsabilità è potenziare la rete e garantire percorsi sicuri verso i presidi più adeguati”.
“Fermo restando quanto sopra – ha proseguito Nicoletta Fabio -, è importante che passi il concetto che la sicurezza clinica non può essere subordinata a logiche di campanile perché un aspetto fondamentale è il miglioramento dell’organizzazione al fine di poter dimostrare anche da parte delle regioni che esistono le condizioni di sicurezza per chiedere le deroghe. Pertanto, quello che come amministrazione comunale chiediamo prioritariamente è che: venga garantita sicurezza clinica alla madre e al nascituro e quindi l’impegno per deroghe giustificate da condizioni territoriali e garantite da requisiti clinico organizzativi; siano rafforzati i servizi di prossimità attraverso l’attività dei consultori per la presa in carico, venga potenziato il trasporto assistito ed il collegamento con i centri. Poiché nel parto è a rischio la vita stessa, occorre perciò motivare molto bene le deroghe alla soglia nazionale con una efficientissima organizzazione sanitaria, un personale adeguato e strutture e strumenti in grado di garantire soluzioni efficienti e sicure per le diverse tipologie di complicanze”.
“Non si può, inoltre, sottacere – ha concluso il Sindaco di Siena – che le carenze di personale medico, infermieristico e ostetrico rendono il lavoro degli operatori assai impegnativo. Questo impegno è ancor maggiore per l’ospedale Santa Maria delle Scotte in tutti i casi di accoglienza, obbligatoria, delle donne in gravidanza provenienti per trasferimento dalle strutture di Campostaggia e Nottola che vanno ad affiancare tutte quelle geograficamente in carico alle Scotte, ciò senza dimenticare le attività universitarie di didattica e di ricerca che gravano sul nostro Policlinico. Di fatto, quindi, Le Scotte hanno già le caratteristiche ed i presupposti per mantenere il ruolo di Hub a cui fanno riferimento gli interroganti, ma proprio per rafforzare questo principio e comprendere se le politiche in atto di reclutamento e mantenimento del personale siano coerenti con tale obiettivo, attenzionerò senz’altro la problematica accogliendo l’invito dell’interrogante inserendo tale questione all’ordine del giorno di un prossimo incontro con i vertici delle due aziende”.
Il consigliere Alessandro Masi del gruppo Partito Democratico, che ha illustrato l’interrogazione, ha replicato: “ringrazio la Sindaco per la risposta, che mi lascia soddisfatto per il suo impegno a porre la questione della garanzia dei punti nascita nel prossimo incontro con i vertici di azienda ospedaliera ed Asl; meno soddisfatto rispetto all’impegno che noi chiedevamo, oltre che come Comune, anche come Capoluogo, con l’obiettivo di tutelare anche i punti nascita di Nottola e di Campostaggia. Si viene da un precedente Consiglio comunale dove si parlava del pericolo per Siena di perdere la Corte di Giustizia tributaria. La difesa delle funzioni strategiche del nostro Capoluogo è essenziale per il futuro di Siena e dell’intera Provincia. Così, va salvaguardato il ruolo di hub del nostro policlinico rispetto all’Area vasta, di Arezzo e di Grosseto, ed i punti nascita di Campostaggia e Nottola. Questo significa garantire salute, futuro demografico e competitività economica all’intera provincia senese e la sua centralità rispetto ad Arezzo e Grosseto e alla Toscana. Inoltre, è importante difendere e valorizzare le cliniche universitarie e tutte le professionalità e competenze ospedaliere che garantiscono ogni giorno il servizio dei punti nascita. Mi appello dunque al Comune di Siena perché si comporti da Capoluogo e faccia fronte comune con la Provincia, l’Università, l’Azienda Ospedaliera Universitaria, la Usl sud est e la Regione Toscana per difendere e promuovere i punti nascita sul nostro territorio”.




