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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Consiglio comunale di Siena del 18 giugno

SIENA. Si è riunito oggi (18 giugno) il consiglio comunale di Siena, di seguito i comunicati emessi dall’ufficio stampa.

In Consiglio comunale una riflessione sugli 80 anni della Repubblica

La seduta di oggi, giovedì 18 giugno, si è aperta con un intervento relativo all’ottantesimo anniversario della proclamazione della Repubblica, sul tema “Il voto, la Repubblica, il valore”, da parte del Consigliere della Federazione dell’Istituto del Nastro Azzurro fra Decorati al Valor Militare, Caterina Testi.

Nel suo discorso Testi ha ripercorso il cammino che, dalla Resistenza, condusse alla rinascita democratica del Paese, ricordando il sacrificio di uomini e donne che resero possibile la libertà e la partecipazione politica. Attraverso il richiamo alle vicende del territorio senese, al ruolo delle donne nel percorso di emancipazione civile e al significato del voto del 1946, è stata proposta una riflessione sul valore della memoria e sul valore militare, inteso come servizio e sacrificio per la collettività, nonché sull’impegno civico e la responsabilità democratica come fondamenti della Repubblica.

Approvato il nuovo Regolamento rifiuti e per l’igiene ambientale

Il Consiglio comunale di Siena ha approvato, durante la seduta di oggi, giovedì 18 giugno, il nuovo “Regolamento comunale per la gestione dei rifiuti e per l’igiene ambientale”, uno strumento che aggiorna la disciplina vigente dal 2014 alla luce delle evoluzioni normative e delle modifiche intervenute negli anni nell’organizzazione dei servizi di igiene urbana. L’atto, illustrato dall’assessore all’ambiente, Barbara Magi, è stato approvato all’unanimità da parte dei ventitré consiglieri presenti.

“A distanza di quasi dodici anni dall’ultima versione del Regolamento comunale per la gestione dei rifiuti e per l’igiene ambientale, approvato nel 2014, si è ritenuto necessario provvedere a una sua revisione che aggiorni e attualizzi le disposizioni su questa tematica così importante” ha spiegato l’assessore Magi, che ha poi proseguito: “La corretta regolamentazione delle varie fasi e dei processi coinvolti nel ciclo dei rifiuti urbani, dalla produzione alla raccolta fino al successivo recupero e smaltimento, rappresenta condizione necessaria e imprescindibile per garantire l’igiene e il decoro di un comune e del suo territorio. Inoltre, gli aggiornamenti normativi che si sono susseguiti in questi anni hanno reso necessaria questa revisione, a partire dalla tematica dell’assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani, non più di competenza dei Comuni, ma ora definita dalla normativa nazionale all’interno del Testo Unico Ambientale, fino alla recente revisione del quadro sanzionatorio per il contrasto alle attività illecite in materia di rifiuti, avvenuto con il Decreto Legge 116 dell’8 agosto 2025 e relativa legge di conversione 147 del 3 ottobre 2025. A questo riguardo, il nuovo regolamento vuole definire in maniera chiara i perimetri di competenza comunale sul contrasto agli errati conferimenti da parte degli utenti, diversamente dall’abbandono e deposito incontrollato dei rifiuti disciplinato e sanzionato ai sensi della normativa nazionale, che permettano da un lato di agire con azioni di sensibilizzazione, dall’altro l’attuazione di controlli da parte degli ispettori ambientali, sanzionando i comportamenti contrari alle disposizioni del Regolamento stesso. Questo importante aggiornamento della regolamentazione comunale potrà, inoltre, rappresentare un ulteriore nuovo punto di partenza per mettere in campo azioni comunicative nei confronti della cittadinanza che possano contribuire a elevare la sensibilità degli utenti sulla tematica dei rifiuti, per il pieno rispetto delle regole a beneficio della collettività”.

Il Titolo I “Disposizioni generali” (articoli 1-6) del nuovo Regolamento definisce finalità, principi e ambito di applicazione del regolamento. L’articolo 1 stabilisce che il testo “disciplina lo svolgimento dei servizi relativi alla gestione dei rifiuti urbani e speciali destinati a trattamento, recupero o smaltimento” e detta le disposizioni necessarie ad assicurare “la tutela igienico-sanitaria in tutte le fasi della gestione dei rifiuti”, promuovendo inoltre la partecipazione attiva dei cittadini e la collaborazione delle associazioni di volontariato. Gli articoli successivi richiamano i principi della prevenzione della produzione dei rifiuti, del recupero dei materiali e della tutela dell’ambiente e del paesaggio.

Il Titolo II “Disposizioni relative al conferimento e alla raccolta dei rifiuti urbani” (articoli 7-20) disciplina l’organizzazione del servizio di raccolta e le modalità di conferimento delle diverse tipologie di rifiuto. In particolare, l’articolo 8 introduce l’obbligo di conferire separatamente le diverse frazioni merceologiche e vieta, tra l’altro, l’abbandono dei rifiuti all’esterno dei contenitori, il conferimento di rifiuti non ammessi e l’utilizzo improprio dei sistemi di raccolta. Il Titolo regola inoltre il conferimento dei rifiuti urbani pericolosi, degli ingombranti e dei Raee, dei rifiuti vegetali, degli inerti e dei rifiuti derivanti da esumazioni ed estumulazioni, oltre a promuovere il compostaggio domestico.

Il Titolo III “Disposizioni relative al servizio di pulizia del territorio” (articoli 21-30) disciplina lo spazzamento e il lavaggio delle strade, la gestione dei rifiuti prodotti durante mercati, fiere e manifestazioni, la pulizia delle aree private e dei cantieri e gli altri servizi di igiene ambientale di competenza comunale.

Il Titolo IV “Divieti, controlli e sanzioni” (articoli 31-33) individua i principali comportamenti vietati, tra cui l’abbandono dei rifiuti, l’utilizzo improprio dei contenitori e il mancato rispetto delle modalità di conferimento. L’articolo 32 disciplina le attività di controllo, prevedendo il coinvolgimento del personale del gestore del servizio e degli Ispettori ambientali, mentre l’articolo 33 rinvia a un allegato che stabilisce le sanzioni amministrative per le principali violazioni. Tra queste, figurano il mancato rispetto delle modalità di conferimento, il deposito dei rifiuti all’esterno dei contenitori e il conferimento di rifiuti non ammessi, con sanzioni che, a seconda delle fattispecie, possono arrivare fino a 500 euro.

Infine, il Titolo V “Disposizioni transitorie e finali” (articoli 34-39) disciplina le ordinanze contingibili e urgenti, le campagne di sensibilizzazione e informazione ambientale, le forme di premialità per incentivare la raccolta differenziata, le disposizioni in materia di risarcimento dei danni e l’entrata in vigore del nuovo regolamento.

Fondazione Santa Maria della Scala: approvate le modifiche allo statuto

Nella seduta di oggi, giovedì 18 giugno, il Consiglio comunale di Siena ha approvato le modifiche allo statuto della Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala. L’atto, illustrato dal Sindaco Nicoletta Fabio, ha ricevuto ventisei voti favorevoli e un astenuto da parte dei ventisette consiglieri presenti.

La revisione, nata con l’obiettivo di superare alcune incongruenze, rafforzare la governance, favorire il coinvolgimento e la partecipazione di soggetti ed enti pubblici e privati e consolidare il ruolo di polo culturale di riferimento a livello nazionale e internazionale del Santa Maria della Scala, è frutto di un percorso di approfondimento e confronto nelle commissioni consiliari competenti. La nuova versione dello statuto conferma come la Fondazione, a partecipazione pubblica, sia costituita secondo il modello delle Fondazioni di partecipazione, ma ne definisce la natura come “ente di diritto privato in controllo pubblico, dotato di autonomia statutaria e gestionale” e ne stabilisce in maniera più puntuale missione, strumenti e assetto organizzativo.

Tra le principali novità, lo statuto stabilisce che la Fondazione “promuove, produce e ospita attività culturali, artistiche e di ricerca, sviluppando relazioni e collaborazioni a livello nazionale e internazionale”, “valorizza il Complesso del Santa Maria della Scala come luogo di relazione tra patrimonio storico e produzione culturale contemporanea, sostenendo anche la ricerca artistica e i linguaggi della creazione attuale”, “rafforza la capacità di attivare risorse attraverso partnership pubbliche e private, in una logica di sostenibilità e sviluppo”. Viene inoltre introdotta, tra le attività strumentali dell’ente, la “predisposizione e attuazione del piano strategico di sviluppo culturale” e si prevede espressamente la possibilità di “svolgere attività di fundraising anche al fine di ulteriormente allargare la platea dei soggetti, pubblici e privati, coinvolti nel perseguimento delle finalità di servizio pubblico e di utilità sociale legate alla valorizzazione del Complesso”.

Sul piano della partecipazione, il nuovo Statuto ribadisce la centralità del Socio unico fondatore Comune di Siena (cui spetta la nomina del Presidente e della maggioranza del CdA e del Comitato scientifico), dispone che i Soci sostenitori “partecipano alla vita della Fondazione attraverso forme di consultazione e coinvolgimento nelle attività culturali e progettuali”, mentre viene precisato che l’Assemblea generale “esercita le proprie attribuzioni nel rispetto dell’autonomia gestionale degli altri organi della Fondazione e non interviene nella gestione operativa, che è demandata agli organi esecutivi secondo le rispettive competenze”. Particolare attenzione è dedicata anche ai criteri di gestione e trasparenza. Lo Statuto sottolinea infatti che “la Fondazione nello svolgimento delle proprie attività si ispira ai principi di programmazione e sostenibilità degli interventi, di pubblicità degli atti e delle procedure, e adotta forme di controllo di gestione”.

Le modifiche approvate consentiranno alla Fondazione di operare attraverso un assetto più funzionale e adeguato alle sfide future, rafforzando il ruolo del Santa Maria della Scala come luogo di produzione culturale, ricerca, innovazione, conservazione e valorizzazione del patrimonio storico e artistico della città di Siena.

Il Sindaco di Siena Nicoletta Fabio ha sottolineato come la revisione dell’articolo 1 dello Statuto rappresenti uno degli aspetti più significativi dell’intervento approvato dal Consiglio comunale. “Con questa modifica – ha dichiarato il primo cittadino – viene definita con chiarezza la natura giuridica della Fondazione Santa Maria della Scala quale ente di diritto privato in controllo pubblico, superando elementi di ambiguità interpretativa e dotando la Fondazione di un quadro normativo più coerente con le sue funzioni e con gli obiettivi che è chiamata a perseguire. L’approvazione del nuovo Statuto rappresenta un passaggio importante perché, anche attraverso una più chiara definizione delle funzioni e competenze dei diversi organi e del Direttore, consente di rafforzare gli strumenti di governance, garantire una gestione più efficace e favorire una maggiore capacità di programmazione e di attrazione di risorse, nel pieno rispetto delle finalità pubbliche affidate a una delle istituzioni culturali più rilevanti della nostra città”.

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