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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Autostazione Firenze: Capitani risponde all’interrogazione di Bondi e Falorni

"Le procedure di alienazione non sono state attivate. Proposto un periodo sperimentale di almeno tre mesi”

SIENA. “Le procedure di alienazione non sono state ancora attivate, in quanto è tuttora in corso l’istruttoria di competenza regionale. Il Comune di Siena propone che, prima di qualunque decisione irreversibile sulla vendita del bene, venga attivato un periodo sperimentale di almeno tre o sei mesi”. Con queste parole il vicesindaco e assessore alla mobilità e ai trasporti del Comune di Siena, Michele Capitani, ha risposto durante la seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 21 maggio, all’interrogazione dei consiglieri Lorenza Bondi e Marco Falorni del gruppo Forza Italia – Udc – Nuovo Psi in merito al possibile spostamento dell’autostazione sita a Firenze e alla procedura di alienazione dell’immobile da parte della Regione Toscana.

“Le procedure di alienazione – ha spiegato Capitani – non sono state ancora attivate, in quanto è tuttora in corso l’istruttoria di competenza regionale prevista dall’articolo 11 del contratto di concessione, finalizzata alla verifica dell’essenzialità e della funzionalità dell’immobile rispetto all’erogazione del servizio di trasporto pubblico locale. In particolare, a seguito dell’istanza presentata da Autolinee Toscane alla Regione Toscana per ottenere l’autorizzazione all’alienazione dell’autostazione di proprietà sita a Firenze in via Santa Caterina da Siena, la Regione ha richiesto agli enti territorialmente interessati (Comune e Città Metropolitana di Firenze, Comune e Provincia di Grosseto, Comune e Provincia di Siena) di fornire un contributo istruttorio nell’ambito del procedimento in corso. A seguito di un’approfondita analisi della documentazione trasmessa, il Comune di Siena ha ritenuto l’istruttoria predisposta da Autolinee Toscane non sufficientemente completa sotto il profilo della valutazione degli impatti sul sistema della mobilità e sull’organizzazione del servizio di trasporto pubblico locale nei territori interessati. Per tale ragione, l’amministrazione comunale ha espresso formale contrarietà al rilascio di un’autorizzazione immediata all’alienazione dell’immobile, chiedendo contestualmente l’attivazione di un confronto diretto tra la Regione Toscana, gli enti coinvolti e il concessionario”.

“L’obiettivo del Comune – ha proseguito il Vicesindaco – è accertare se l’operazione proposta risponda esclusivamente a esigenze di natura economico-finanziaria del concessionario, quali la generazione di liquidità e la riduzione degli oneri connessi agli interventi manutentivi straordinari, ovvero se essa sia effettivamente compatibile con le esigenze di tutela del diritto alla mobilità e con il mantenimento di adeguati livelli di servizio per i territori della Toscana meridionale. In tale contesto, il Comune di Siena ha formulato alcune osservazioni e proposte. La prima è una valutazione sull’essenzialità e funzionalità del bene. L’amministrazione ritiene che l’autostazione di via Santa Caterina rappresenti un asset strategico ed essenziale per il servizio di trasporto pubblico locale extraurbano. Essa costituisce il principale punto di arrivo per i bus provenienti dalla Toscana del sud, garantendo un accesso diretto e immediato al nodo vitale della stazione di Santa Maria Novella e al centro di Firenze. I dati di censimento forniti dallo stesso concessionario confermano l’importanza del sito: il 68 per cento dei passeggeri sceglie la fermata di Santa Caterina per la discesa. Lo spostamento a Vittorio Veneto obbliga i passeggeri a un cambio mezzo (tramvia T1), che, pur essendo frequente e senza costo aggiuntivo, rappresenta un disagio per anziani, turisti con bagagli e lavoratori. In secondo luogo, abbiamo fatto richiesta di analisi supplementari e indagini sull’utenza. Contestiamo la tesi di Autolinee Toscane secondo cui lo spostamento avrebbe un impatto ‘contenuto’ sulla domanda e sui tempi di viaggio. La riduzione stimata per i passeggeri del 5 per cento per la tratta Siena-Firenze è una valutazione puramente teorica, che non considera la saturazione dei mezzi della linea della tramvia T1 nelle ore di punta, il reale margine temporale a disposizione dell’utenza e il disagio qualitativo del cambio mezzo, compresa l’assenza di pensiline per il riparo nella zona di attesa dei bus al ritorno. Pertanto, il Comune di Siena richiede formalmente alla Regione di imporre al concessionario: un’indagine diretta tramite interviste ai passeggeri delle linee 131/131R e 50G, al fine di raccogliere dati sul reale disagio arrecato e sulla reale efficacia del nuovo hub, perché non è possibile definire ‘non essenziale’ un bene senza aver consultato coloro che ne fruiscono quotidianamente e che subiranno l’impatto della dismissione; un’analisi più approfondita sugli effetti della rottura di carico, verificando se la maggiorazione dei tempi nelle ore di punta possa risultare ben superiore ai tre-cinque minuti stimati in una direttrice già penalizzata da ‘cantieri infiniti’ e difficoltà ferroviarie, compromettendo irrimediabilmente la fruibilità del servizio”.

“Il Comune di Siena – ha concluso il Vicesindaco, Michele Capitani – propone infine che, prima di qualunque decisione irreversibile sulla vendita del bene, venga attivato un periodo sperimentale di almeno tre-sei mesi. Durante tale periodo, le linee verrebbero attestate a Vittorio Veneto mantenendo la proprietà del bene in capo a Autolinee Toscane, per verificare sul campo se l’hub sia realmente in grado di assorbire il traffico in termini sia di mezzi che passeggeri e se i tempi di percorrenza non subiscano derive ben superiori al 5 per cento teorico stimato. Questa simulazione è l’unico modo per validare i modelli di ‘saturazione’ del terminal di Vittorio Veneto ed ‘elasticità’ dei passeggeri che ad oggi rimangono puramente teorici e basati su benchmark generali”.

Il consigliere Lorenza Bondi (Forza Italia – Udc – Nuovo Psi), che ha illustrato l’interrogazione, ha replicato: “Mi ritengo molto soddisfatta della risposta del Vicesindaco per diverse ragioni: vorrei sottolineare l’immediata attivazione del Comune di Siena per bloccare una valutazione troppo frettolosa da parte di Autolinee Toscane, condivido poi le richieste di approfondimento da parte della stessa amministrazione e la tutela attuata nei confronti dei cittadini senesi, per evitare una fuga in avanti da parte di At, fuga che avrebbe creato un impatto negativo su chi si sposta tutti i giorni. Autolinee Toscane non può fare solo una mera valutazione dettata da un vantaggio economico, perché il trasporto pubblico è un servizio essenziale per i cittadini. Ci tengo a segnalare quanto illustrato dal Vicesindaco, ossia che laddove dovessero esserci impatti di disagio sui cittadini, la Regione Toscana può fermare l’operazione in qualsiasi momento. Pertanto, ci tengo a sottolineare che laddove ciò non avvenisse la Regione stessa si assumerà la responsabilità politica dei disagi. Così come è giusto sottolineare ai cittadini chi si sta prodigando per scongiurare un tale eventuale disagio, ovvero il Comune di Siena”.

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