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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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I risultati della ricerca epidemiologica in Amiata rincuora Agnorelli

PIANCASTAGNAIO. Una ricerca approfondita e articolata, che ha prodotto risultati positivi per il nostro territorio, escludendo rischi diversi per la salute delle popolazioni amiatine, vista la vicinanza di attività geotermiche, rispetto a chi vive in altre zone della Toscana”. Con queste parole Fabrizio Agnorelli, sindaco di Piancastagnaio commenta la ricerca epidemiologica condotta sulle popolazioni dell’intero bacino geotermico toscano dall’Ars, Agenzia regionale della sanità, Toscana con il supporto scientifico del gruppo di epidemiologi del Cnr, la Fondazione Monasterio di Pisa, e presentata ieri (22 settembre) a Firenze, alla presenza delle istituzioni coinvolte, dei direttori generali delle Asl e dell’assessore regionale all’ambiente, Anna Rita Bramerini.
“Lo studio – continua Agnorelli – era un impegno che la Regione Toscana si era assunta nel protocollo d’intesa firmato nel 2007 sullo sfruttamento della risorsa geotermica per escludere pericoli di inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo legati allo svolgimento dell’attività geotermica e garantire, in primo luogo, la salute dei cittadini che abitano in queste zone. La ricerca condotta dall’Agenzia regionale della sanità è stata condotta con un metodo condiviso insieme agli enti locali interessati, attraverso un confronto fra dati ambientali e sanitari riferiti agli abitanti dei Comuni geotermici toscani e a un campione di cittadini che vivono in altre zone della regione. I risultati non hanno messo in evidenza particolari differenze, tranne alcuni legami con le attività minerarie svolte per tanti anni in Amiata”.

“La ricerca dell’Agenzia regionale della sanità – aggiunge ancora Agnorelli – amplia gli studi condotti negli anni scorsi dall’Asl di Siena con il Centro per lo studio e la prevenzione oncologica e con l’Istituto superiore di sanità e segue, a distanza di circa due anni, la ricerca effettuata dall’Università di Siena che ha registrato la non interferenza tra i fluidi geotermici e la falda acquifera dell’Amiata. Questi studi commissionati dalla Regione, insieme a quelli già presentati e a quelli in corso, devono essere visti come ulteriori garanzie e vantaggi per i cittadini e per i nostri territori, in termini di verifiche ambientali e sanitarie, accanto al sostegno a opere e investimenti attesi da tempo, come il nuovo termodotto, che sarà costruito da Enel e poi ceduto al Comune e che sostituirà la vecchia centrale Pc2, ormai obsoleta e di alto impatto ambientale. Enel si è impegnato a completare l’opera entro il 2010 e fra il 2010 e il 2011 avremo l’infrastruttura a regime. Inoltre, Enel doterà le altre centrali di nuove tecnologie in termini di impatto ambientale e di riduzione delle emissioni”.

“Per quanto riguarda il recente decreto legislativo 22/10 sulla ricerca e la coltivazione di risorse geotermiche – conclude Agnorelli – ribadiamo la necessità di riconoscere agli enti locali la piena podestà decisionale sulla concessione dei permessi e la garanzia del rispetto delle legittime aspettative delle comunità locali, senza alcuna strumentalizzazione sulla vita e sul futuro dei cittadini che vivono in aree geotermiche”.

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