Leaderboards
Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
Skyscraper 1
Skyscraper 1
Skyscraper 2
Skyscraper 2

L’antibiotico-resistenza impone strategie condivise e investimenti costanti

Il Biotecnopolo rilancia il messaggio all'ESCMID Global 2026 di Monaco

SIENA. L’antibiotico-resistenza impone una risposta sempre più rapida e strutturata, fondata su ricerca avanzata, innovazione tecnologica e capacità di trasformare i risultati scientifici in strumenti concreti per la salute pubblica. È il messaggio che la Fondazione Biotecnopolo di Siena rilancia nel confronto internazionale su una delle emergenze più rilevanti del nostro tempo, come risulta in modo netto anche dai lavori del ESCMID Global 2026, il principale appuntamento mondiale dedicato alle malattie infettive e alla microbiologia clinica, in svolgimento a Monaco di Baviera.

Dai lavori del congresso emerge con forza la necessità di promuovere ed accelerare lo sviluppo di nuove contromisure e di renderle accessibili su scala globale. Presente a Monaco, in rappresentanza della Fondazione, Samuele Stazzoni, responsabile del Laboratorio di Biochimica, impegnato nei momenti di confronto scientifico dedicati alle nuove prospettive di contrasto all’AMR.

“Il confronto con la comunità scientifica internazionale è essenziale perché consente di condividere dati, metodi e nuove ipotesi di lavoro – afferma Samuele Stazzoni -. Nel campo dell’antibiotico-resistenza la rapidità del trasferimento tecnologico e la qualità della collaborazione tra competenze diverse rappresentano elementi decisivi per trasformare la ricerca in applicazioni utili. É urgente l’esigenza del mondo della ricerca di poter contare su un ecosistema capace di accompagnare l’innovazione dal laboratorio alla clinica. In questo percorso l’Italia può dare un contributo importante e la Fondazione Biotecnopolo di Siena nasce per essere parte attiva di questa responsabilità”.

In questo scenario la Fondazione consolida il proprio ruolo come hub italiano di alto profilo, con una crescente proiezione europea e internazionale nei campi della preparedness sanitaria, della ricerca traslazionale e delle strategie contro le minacce infettive emergenti.

“In questi anni abbiamo compreso che l’antibiotico-resistenza non può essere affrontata con un solo strumento – dichiara Rino Rappuoli, direttore scientifico della Fondazione -. La scoperta di nuovi antibiotici resta importante, ma oggi è necessario affiancare a questo obiettivo vaccini, anticorpi monoclonali, diagnostica avanzata e nuove tecnologie capaci di intervenire in modo più mirato. La vera sfida consiste nel rendere queste innovazioni disponibili in tempi rapidi per i pazienti e per i sistemi sanitari di tutto il mondo. Il tema è ormai centrale nelle agende scientifiche e istituzionali internazionali. Le infezioni resistenti riducono l’efficacia delle terapie disponibili, aumentano la complessità clinica e incidono in modo crescente sulla sostenibilità dell’assistenza sanitaria. La risposta a questa emergenza richiede una visione ampia e investimenti costanti”.

[banner_mobile]