"La visione che noi sposiamo è un’altra ed è quella che abbiamo visto nel Piano Industriale di Lovaglio: vicinanza ai territori, attenzione alle persone, sostegno vero all’economia del Paese, conservazione del brand e dei suoi valori"
SIENA. Come noto, Sena Civitas ha costantemente seguito con attenzione e supportato il percorso di risanamento del Monte messo in atto dall’AD Lovaglio e anche oggi non ha nessuna remora nel ribadire il plauso nell’azione e nei risultati da lui ottenuti. Partiamo da un presupposto innegabile, anche in questo contesto ultimamente in evoluzione: Banca MPS è diventata grazie ai suoi dipendenti e alla guida visionaria e coraggiosa di Lovaglio, il centro nevralgico dell’assetto finanziario del Paese.
Ciò premesso, è altrettanto innegabile che l’offerta di Banca Intesa rappresenta il tentativo di interrompere bruscamente il percorso di crescita del Monte. Le modalità muscolari con cui si è proposta, voler individuare esclusivamente in termini finanziari e non industriali i razionali dell’offerta, prospettare fin da subito lo smembramento della Banca predestinandone metà della rete sull’asse Unipol-Bper, compromettendone irrimediabilmente la continuità storica financo nel brand (reso orfano della radice senese del Monte) con conseguente smantellamento delle strutture centrali senesi e fiorentine, tutto ciò rende inaccettabile l’offerta di Banca Intesa.
Nella nostra visione delle cose, non sono solo i soldi l’elemento su cui basare una decisione, specialmente quando in gioco ci sono tanti posti di lavoro, tante famiglie, un indotto storico e, fattore da non trascurare, una Direzione Generale che da sempre ha rappresentato un luogo vicino alle istanze del territorio toscano. Il progetto di Banca Intesa non tiene in alcuna considerazione tutto questo perché impostato esclusivamente sulle ragioni della finanza: efficienza, gestione del risparmio, economie di scala.
La visione che noi sposiamo è un’altra ed è quella che abbiamo visto nel Piano Industriale di Lovaglio: vicinanza ai territori, attenzione alle persone, sostegno vero all’economia del Paese, conservazione del brand e dei suoi valori.
In questo frangente così delicato e, osiamo dire, drammatico, non possiamo infine non notare che la proposta è di far terminare la plurisecolare storia del Monte nel ventre molle della finanza padana di Unipol.
Poniamo quindi la massima fiducia nelle capacità di Lovaglio e del suo management, auspicando che la città, almeno stavolta, faccia sentire la propria voce, compatta e unanime a tutela della sua storia, dei suoi cittadini e degli interessi del territorio.
Sena Civitas




