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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Italia Nostra contro il finanziamento Mps a Sienambiente

SIENA.  Da Italia Nostra Siena riceviamo e pubblichiamo.

“Italia Nostra Siena, riferendosi alla notizia, osserva quanto segue.

Il progetto per le Cortine e riciclo è stato presentato come “revamping”, parola che in termini tecnici equivale ad aggiornamento del precedente impianto di compostaggio per prolungarne la vita utile. Affermazione inesatta e fuorviante, perché in realtà si tratta di un biodigestore del tutto nuovo, anche se non è chiaro che sia di ultima generazione. E in tale presunto contesto sono state eluse le verifiche di assoggettabilità a VIA; così come risulta non eseguita alcuna consultazione pubblica, prima dell’approvazione.

Ora, anche l’importo del finanziamento, prescindendo dalle sovvenzioni statali, conferma senza dubbio che i lavori approvati non corrispondono ad un mero adeguamento dell’impianto esistente. Anzi, con un’operazione di quella portata, le Cortine diventeranno uno dei siti di trattamento rifiuti più importanti a livello nazionale, con esponenziale incremento dei trasporti e dell’inquinamento ambientale. Che fine farà quell’area, peraltro direttamente confinante con il sito protetto RN2000? Non sarà certamente possibile sostenere che i lavori programmati miglioreranno il livello qualitativo del territorio interessato.

E banca MPS, ormai di proprietà pubblica per i reiterati salvataggi di Stato, invece di recuperare i soldi della collettività, ne impegna altri in un progetto che nella sostanza è diverso da quello dichiarato, per di più approvato dagli stessi Enti che lo propongono. Viene da domandarsi allora come una banca di Stato possa finanziare un progetto di una SpA a maggioranza pubblica (60% del capitale in mano a Provincia e Comuni), con garanzia sul prestito rilasciata dallo Stato stesso (SACE). Il tutto a danno dell’ambiente, anch’esso bene pubblico di primaria importanza tutelato dallo Stato, e in mancanza di un piano energetico concreto e sostenibile, come se la transizione verso le fonti rinnovabili fosse a buon mercato. E nell’inconsapevole silenzio della cittadinanza, ignara perché non informata”. 

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