SIENA. Domenica 2 agosto alle 21:30 nella chiesa di Sant’Agostino, divenuta uno dei luoghi cardine dell’estate musicale senese, va in scena il tradizionale appuntamento con Chigiana Meets Siena Jazz, giunto alla decima edizione. Ricorrendo ogni anno a metà del calendario del Chigiana International Festival e degli International Summer Workshop di Siena Jazz, il concerto è l’occasione per celebrare attraverso l’arte l’unità di intenti di due istituzioni di eccellenza che portano nel mondo il nome di Siena come capitale della creatività musicale.
Secondo un modello consolidatosi nel tempo, per quest’anno il tema del festival chigiano “Isole” è stato assegnato a David Linx, straordinario artista belga, che unisce l’esperienza del canto jazz – materia che insegna nei corsi di Siena Jazz University – con la pratica di diversi stili musicali, dalla
polifonia alla sperimentazione contemporanea. Così Linx ha disegnato un percorso musicale che va dai corali di Johann Sebastian Bach al Brasile di Hermeto Pascoal. Ha declinato il suo ampio repertorio di musica originale nelle forme adatte ad esprimersi attraverso una formazione composita e affascinante: otto voci miste del Coro della Cattedrale di Siena “Guido Chigi Saracini”
salgono sul palco come Chigiana Vocal Ensemble insieme al batterista Giovanni Nardiello, ex allievo SJU ora docente ai corsi preaccademici, già in forze nell’ensemble Tabula Rasa diretto da Stefano Battaglia e coprodotto da Chigiana e Siena Jazz, e a Francesco Conforti, percussionista della classe chigiana del M° Antonio Caggiano, membro del Chigiana Percussion Ensemble. In
questo vero e proprio viaggio fatto di incontri sonori, Linx ha voluto accanto a sé la voce solista di Noemi Fiorucci, anche lei presente in diverse produzioni dell’ensemble Tabula Rasa, formatasi ai corsi accademici di Siena Jazz come il pianista Matteo Maranzana, fondamentale collaboratore per gli arrangiamenti e compositore di due brani in programma.
Oltre alla musica di Linx e Maranzana, il programma omaggia anche John Taylor, gigante del jazz europeo e indimenticato maestro di Siena Jazz scomparso nel 2015. Non mancano rimandi anche alla letteratura afroamericana con la poesia di James Baldwin, scrittore con cui Linx ha collaborato
nel 1986 per A Lover’s Question, un album realizzato con Pierre Van Dormael, Steve Coleman, Slide Hampton, Deborah Brown che lo ha definitivamente proiettato nel firmamento musicale internazionale.
«Nella sua poesia – dichiara Linx – Baldwin parla della posizione che da artisti siamo chiamati a prendere. L’arte non è soltanto un’espressione del talento ma è una condizione e una missione.
Così ho pensato al programma: ho cercato di costruire delle mappe attraverso la musica, tirando delle linee su un panorama fatto di tempo, ritmo, tonalità. Ho immaginato come se una canzone potesse cominciare in un posto e via via la sequenza ci conducesse in un altro luogo geografico, come fanno gli aborigeni australiani che si spostano anche su lunghe distanze seguendo una linea».
Il progetto No voice is an island ha rappresentato per me una naturale evoluzione sul mio percorso personale: James Baldwin, Kenny Clarke, persone che in qualche modo hanno fatto parte della mia vita, non erano delle isole ma voci che parlavano dalle radici della storia al futuro. |
| Ciascuna voce porta con sé molte informazioni, è connessa più che mai all’anima, a ciò che pensiamo e che vogliamo trasmettere. Sono stato molto felice di creare e scegliere la musica sulla base dell’energia che mi proveniva dal titolo».
Chigiana meets Siena Jazz è una sfida, mette insieme modi di fare musica diversi, competenze che si misurano su un territorio artistico dove le abitudini di ciascuno devono essere messe in discussione. Ma è anche un’occasione per far sedere due pubblici abituali uno accanto all’altro.
«In ogni luogo dove ho cantato non ho mai avuto problemi con l’attenzione degli ascoltatori. Come Miles Davis, penso che tu debba portare il pubblico a te, devi meritartelo: ciò che dai è ciò che ricevi, e la nostra intensità guiderà la giusta risposta degli ascoltatori e la restituzione dell’energia da parte loro. Allo stesso tempo la gente oggi va di fretta, vuole essere soddisfatta. E nel jazz ad esempio si assiste sempre di più ad artisti che decidono di compiacere la platea piuttosto che piacere a se stessi. Devo dire che Siena è davvero un luogo unico nel mondo: che sia
Chigiana o Siena Jazz, la gente si trova di fronte ad un’offerta stilistica talmente ampia per cui nessuno è mai preoccupato di trovarsi in difficoltà. Penso che per il pubblico niente sia difficile in sé, dipende dall’energia con cui glielo offri. La prima cosa da fare è rispettarlo, sapere che loro possono ascoltare qualsiasi cosa a patto che sia proposta con onestà ed energia».
Attività che rientra nei programmi del Polo Musicale Senese, Chigiana Meets Siena Jazz conferma concretamente l’intenzione delle istituzioni coinvolte di affermare l’importanza dell’alta formazione musicale a Siena e la rilevanza del fare musica come base per costruire una comunità aperta e inclusiva, disponibile all’ascolto e ad aprirsi all’inconsueto, l’unica forza necessaria per
poter affrontare le sfide del futuro.
Info: www.chigiana.org; biglietteria@chigiana.org. |
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