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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Il coraggio di lasciare spazio alla natura: Siena immagina la città del futuro

A BRIGHT-NIGHT, Comune di Siena e Accademia dei Fisiocritici hanno messo in dialogo il Piano Urbano della Natura e le scoperte di Siena BiodiverCity

SIENA. Ci vuole coraggio per immaginare una città nella quale il verde non sia più considerato un elemento marginale o un semplice riempimento degli spazi vuoti, ma una componente fondamentale e strutturante dell’ambiente urbano. È questa la prospettiva emersa dall’incontro “Il coraggio di immaginare la città: verde urbano, biodiversità e partecipazione”, organizzato dal Comune di Siena e dall’Accademia dei Fisiocritici venerdì 25 settembre a Palazzo Patrizi, nell’ambito di BRIGHT-NIGHT, la Notte europea delle ricercatrici e dei ricercatori organizzata a Siena dall’Università di Siena.

L’incontro ha messo in relazione due percorsi che guardano al futuro della città: la redazione del Piano Urbano della Natura – PUN del Comune di Siena e l’esperienza di ricerca e citizen science sviluppata con il progetto Siena BiodiverCity dal Museo di Storia Naturale dell’Accademia dei Fisiocritici.

Riprendendo il tema del coraggio scelto per questa edizione di BRIGHT-NIGHT, l’assessore all’Ambiente del Comune di Siena Barbara Magi ha evidenziato la necessità di superare una concezione del verde legata alla marginalità per riconoscerne il ruolo essenziale nella costruzione della città e nella risposta alle conseguenze del cambiamento climatico, rese sempre più evidenti anche dalle ondate di calore registrate durante l’estate. Da questa consapevolezza nasce la volontà del Comune di dotarsi di uno strumento capace di costruire una visione integrata e di lungo periodo. Il Piano Urbano della Natura raccoglie e mette a sistema il patrimonio di progetti ambientali e di rigenerazione sociale sviluppati negli ultimi anni insieme alla comunità, alle associazioni e alle istituzioni cittadine. Tra questi, il progetto europeo URBACT BiodiverCity ha portato alla nascita di EcoSistema Urbano, la rete territoriale impegnata nella tutela e nella valorizzazione della biodiversità urbana. A questo percorso si affianca la certificazione European Green Leaf ottenuta da Siena, che riconosce l’impegno della città sui temi della sostenibilità ambientale. Esperienze che hanno contribuito anche a rafforzare le competenze del Comune nel coordinamento delle diverse realtà e nel dialogo con i cittadini.

Alla presenza del dirigente della Direzione Territorio Paolo Giuliani, il coordinatore scientifico del progetto Andrea Iacomoni, docente della Sapienza Università di Roma, ha illustrato il percorso verso il PUN. Il lavoro si trova in una prima fase di ascolto, dedicata alla raccolta delle esigenze della città, alla quale seguirà la definizione delle idee e delle strategie progettuali. Il Piano non riguarderà soltanto la gestione del verde esistente, ma potrà produrre trasformazioni, creare connessioni tra aree differenti e riconoscere come parte del sistema ecologico cittadino anche gli ambienti spontanei. Si tratta infatti di uno strumento urbanistico che supera la tradizionale valutazione quantitativa degli spazi verdi per considerarne funzioni, relazioni e valore ambientale.

A mostrare quanto questa nuova prospettiva possa partire dalla natura già presente in città è stato Andrea Benocci, conservatore del Museo di Storia Naturale dell’Accademia dei Fisiocritici. Attraverso Siena BiodiverCity, cittadini e ricercatori hanno raccolto oltre 13.000 osservazioni naturalistiche, facendo emergere una biodiversità sorprendente anche in luoghi quotidianamente frequentati e profondamente segnati dalla presenza umana.

Negli Orti di San Miniato è stata individuata una popolazione di granchio di fiume che trova rifugio nei piccoli canali di scolo; nel Boschetto di San Miniato è stata osservata una rara specie di fungo mai segnalata prima nell’area; nel Bosco di Busseto è stato ritrovato un muschio che mancava dalle segnalazioni toscane da circa centocinquant’anni e che non era mai stato documentato nella provincia di Siena. Scoperte che dimostrano come la città non sia uno spazio estraneo alla natura, ma un insieme di ambienti capaci di offrire rifugio e opportunità a piante, animali e funghi.

I numerosi interventi del pubblico hanno richiamato l’importanza della formazione ambientale, in particolare delle nuove generazioni, e della costruzione di una maggiore consapevolezza collettiva. Anche lasciare alcuni spazi più spontanei, accompagnandoli con strumenti capaci di spiegarne la funzione ecologica, può diventare parte di una diversa cultura urbana.

L’incontro ha così mostrato come ricerca scientifica, pianificazione e partecipazione possano concorrere alla costruzione di una Siena capace di integrare natura e ambiente urbano. Una trasformazione i cui risultati si misureranno nel lungo periodo e che richiede oggi il coraggio di progettare la città pensando anche alle generazioni che la abiteranno domani.

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