Leaderboards
Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
Skyscraper 1
Skyscraper 1
Skyscraper 2
Skyscraper 2

L’atelier di Roberta Betti apre le porte a “Petka” di Andrea Baffoni

La presentazione, che darà vita a una nuova occasione di sinergia tra forme d’arte, si svolgerà giovedì 16 luglio, alle 21.15 presso l’atelier della pittrice chiusina

CHIUSI.  Proseguono le contaminazioni tra forme d’arte presso Il punto di fuga di Roberta Betti grazie al ricco programma di incontri promosso dalla pittrice che anche quest’anno ha scelto di aprire le porte del proprio atelier a poeti, scrittori, studiosi ed attori, consentendo la nascita di sinergie artistiche affascinanti e dando luogo ad eventi coinvolgenti.

Ad intrecciarsi con l’intensità emotiva ed introspettiva della pittura di Betti, creando spunti di riflessione nuovi e profondi, saranno questa volta le parole e la storia di “Petka” (edizione Luoghi interiori), ultimo libro di Andrea Baffoni, storico e critico d’arte, giornalista e scrittore.  

Il romanzo, – che verrà presentato giovedì 16 luglio alle 21.15, dall’autore insieme a Paola Margheriti, docente e redattrice – vede come protagonista Petka una donna in fuga, da una vita che ha cercato di dimenticare, da un dolore sepolto sotto strati di silenzi, da una terra che l’ha vista crescere ma che non le ha mai dato un vero spazio per esistere. Nata e cresciuta nella Romania del regime di Ceausescu, Petka in Italia ha cercato un nuovo inizio, ma le radici del passato affondano ovunque. Nel cuore di un cimitero, che lei definisce ‘giardino delle anime’, tra tombe dimenticate e lapidi che raccontano storie di amori spezzati e destini crudeli, dove lei raccoglie la terra come se fosse una reliquia, un ponte tra le vite perdute e la sua. Tra sogni che sembrano messaggi dall’aldilà e memorie che riaffiorano con la forza di un uragano, la protagonista inizia un viaggio dentro se stessa, alla ricerca di risposte, di pace, di una verità troppo a lungo rimossa. Un romanzo, definito da alcuni critici ‘gotico’, struggente e visionario, in cui la memoria si intreccia con il sogno, la perdita si trasforma in rivelazione e la libertà si conquista solo dopo aver guardato in faccia il proprio passato.

Una storia intensa e delicata che nell’incontro del 16 luglio si intreccerà con la sensibilità artistica e la forza emotiva e introspettiva delle opere di Roberta Betti, una pittrice che Andrea Baffoni conosce molto bene in quanto come critico d’arte ha più volte recensito le sue opere e curato sue esposizioni oltre a realizzare il catalogo dell’ultima personale “Splendenti Rivelazioni” svoltasi nel 2023 a Deruta (Perugia).

“Con Roberta Betti si viene proiettati nel segreto delle introspezioni” spiega Baffoni in un suo testo critico sulla pittrice chiusina: “… Il contrasto tra superficie nera e fenditure aperte su tonalità rosso-arancio sembra comunicare l’energia segreta della Terra come metafora esistenziale capace di esaltare il culto delle passioni… Dalle passioni dell’anima la sua pittura ci conduce verso la riflessione filosofica sul rapporto tra presenza e assenza in un costante rimando fra dentro e fuori spirito e materia luce e oscurità.”

Roberta Betti nata a Chiusi dove tuttora vive, inizia a dedicarsi alla pittura negli anni ’90 ma è dal 2010 che abbraccia l’arte come impegno costante. Con le sue opere ha partecipato a esposizioni collettive in tutta Italia ma anche all’estero, a Parigi, Bruxelles, San Pietroburgo, New York e Abu Dhabi. Ha realizzato anche diverse personali, tra cui l’ultima nel 2023 “Splendenti Rivelazioni” con oltre cinquanta opere.

[banner_mobile]