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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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A Montepulciano celebrato l’82° anniversario della Liberazione

Nell'occasione, ricordata la strage mancata in località Pantano grazie all’intervento di una maestra

MONTEPULCIANO. Nel pomeriggio di ieri, lunedì 29 giugno 2026, si è svolta la celebrazione dell’82° Anniversario della Liberazione di Montepulciano. Il programma si è aperto con il tradizionale corteo istituzionale partito da Piazza Grande con il gonfalone del Comune, la sezione poliziana di ANPI, i labari delle associazioni, le Forze dell’Ordine presenti, sulle note della Banda Poliziana, con la commemorazione di Giuseppe Marino, il partigiano impiccato in Borgo Buio, e l’omaggio al monumento dedicato ai partigiani a Poggiofanti.
 
Durante la cerimonia il Sindaco Michele Angiolini ha sottolineato: “Il 29 giugno è una data che vogliamo continuare a celebrare, assieme all’ANPI, alla Banda Poliziana, alle associazioni degli ex combattenti per ricordarci il nostro passato e tenere viva la memoria della tragedia di quella guerra provocata dal regime nazifascista, e per contrastare la tragedia di tutti i conflitti armati”.
Il primo cittadino ha poi dedicato un’ampia parte del suo intervento al racconto della storia della strage di civili che si sarebbe compiuta il 30 giugno 1944, in località Pantano, se non fosse stato per l’intermediazione di una maestra di origine slovene, Francesca Zupancic. Fu lei, grazie alla conoscenza della lingua tedesca, a prendere tempo e far desistere gli ufficiali nazisti dall’ordinare una rappresaglia di oltre cento persone, accusate di nascondere partigiani. Senza questo intervento, Montepulciano sarebbe stata teatro di una strage analoga a quelle che, in quei giorni tumultuosi e drammatici, furono perpetrate in altri luoghi della Toscana su centinaia di civili. La ricostruzione di ciò che accadde in località Pantano, dove le SS avevano già impiccato Angelo Montiani e Aldo Pascucci, è stata realizzata grazie alle memorie raccolte nel testo “La Casa del Popolo e la Casa del Fascio ad Abbadia di Montepulciano” (i libri di Polis), dell’autore ed appassionato di storia locale Alessandro Angiolini.
 
Le celebrazioni sono quindi proseguite al cimitero di Abbadia dove, sulla tomba di Francesca Zupancic, restaurata in questa occasione dal Comune di Montepulciano, è stata deposta una corona di alloro.  
 
“Ricordare oggi quel gesto, a 82 anni di distanza – ha concluso il Sindaco Angiolini – non è un esercizio nostalgico. È un atto politico, nel senso più alto del termine. Perché la memoria non è un museo: è una bussola. E quella bussola ci indica ancora la direzione: dalla parte dei civili, dalla parte della pace, contro ogni forma di violenza e sopraffazione, allora come oggi”.
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