Nota del professor Salvatore Chibbaro, direttore della Neurochirurgia dell’Aous
SIENA. Di seguito pubblichiamo la precisazione a cura del professor Salvatore Chibbaro, direttore della Neurochirurgia dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese (AOUS), in merito all’articolo “Eccellenza sanitaria contestata da una paziente”.
A nostra volta, dobbiamo precisare che si tratta della lettera firmata integrale di una paziente e della sua personale visione della questione che la riguarda. La redazione non è affatto intervenuta nel testo della lettera ricevuta, che non può, quindi, essere in alcun modo definita “articolo”. Ringraziamo il professor Chibbaro per aver esposto la posizione dell’Unità operativa in merito alla vicenda, consentendo così ai lettori di avere gli strumenti utili e necessari per meglio comprendere l’accaduto.
Egregio Direttore,
abbiamo letto con attenzione l’articolo da Voi pubblicato riportante la testimonianza di una paziente riguardo al percorso assistenziale svolto presso la UOC di Neurochirurgia dell’AOUS.
Comprendiamo come una persona affetta da una patologia dolorosa e potenzialmente invalidante possa vivere il proprio percorso di cura con ansia, sofferenza e forte coinvolgimento emotivo. Il disagio del paziente merita sempre rispetto, ascolto e comprensione, ed è con questo spirito che tutto il personale della nostra Unità Operativa si è rapportato alla paziente sin dal primo contatto.
Proprio per questo motivo rattrista constatare che sia stata pubblicata una ricostruzione dei fatti senza che fosse preventivamente richiesto alcun chiarimento all’Azienda o ai professionisti direttamente coinvolti.
Il percorso della paziente è stato seguito con continuità e particolare attenzione. Dopo la visita specialistica, la signora è stata sottoposta agli accertamenti preoperatori necessari ed è stata successivamente convocata per l’intervento chirurgico in una data compatibile con la priorità clinica assegnata. Tale proposta non è stata accettata dalla paziente per motivazioni personali, circostanza che ha inevitabilmente comportato una riprogrammazione dell’intervento nel rispetto delle priorità cliniche di tutti gli altri pazienti in lista d’attesa.
Nel corso dell’intero iter assistenziale il personale medico e infermieristico ha risposto con puntualità alle numerose richieste della paziente, attraverso colloqui, telefonate, messaggi di posta elettronica e comunicazioni telefoniche, spesso anche al di fuori dell’orario ordinario di servizio. Su richiesta della stessa sono stati inoltre contattati specialisti di altre Aziende sanitarie, al fine di acquisire ogni elemento utile alla migliore pianificazione del trattamento chirurgico.
Durante il ricovero, il personale della UOC ha continuato a garantire assistenza clinica e umana, affrontando anche situazioni organizzative particolarmente complesse. Gli eventi verificatisi durante la degenza, così come i colloqui intercorsi, le richieste formulate dalla paziente e gli interventi effettuati dai professionisti coinvolti, risultano regolarmente documentati nella cartella clinica informatizzata e nella documentazione assistenziale. Per ragioni di riservatezza e di tutela della paziente stessa, non riteniamo opportuno entrare nel merito dei singoli episodi descritti pubblicamente.
È tuttavia doveroso precisare che numerose affermazioni riportate nell’articolo non trovano riscontro nella documentazione clinica disponibile e non rappresentano fedelmente quanto accaduto. Ogni decisione terapeutica è stata assunta esclusivamente sulla base di valutazioni cliniche, nel pieno rispetto delle buone pratiche assistenziali, delle procedure aziendali e della sicurezza della paziente.
Il personale sanitario è quotidianamente chiamato ad operare in contesti di elevata complessità, conciliando le esigenze del singolo paziente con quelle di molti altri cittadini che attendono cure, nel rispetto dei criteri di appropriatezza, urgenza ed equità che regolano il Servizio Sanitario Nazionale. Nonostante tali difficoltà, medici, infermieri, operatori socio-sanitari e personale tecnico continuano a svolgere il proprio lavoro con professionalità e umanità.
Per questo motivo desta particolare amarezza che un’intera équipe venga pubblicamente rappresentata come priva di competenza, sensibilità o attenzione, senza che sia stato previamente acquisito il punto di vista della struttura sanitaria. Tali rappresentazioni rischiano di compromettere il rapporto di fiducia tra cittadini e Servizio Sanitario e di mortificare il lavoro di professionisti che dedicano quotidianamente il proprio impegno alla cura delle persone.
L’AOUS continuerà, come sempre, a porre il paziente al centro della propria attività, garantendo ascolto, rispetto e disponibilità, ma ritiene altrettanto doveroso tutelare la dignità professionale dei propri operatori e il valore del lavoro svolto ogni giorno nell’interesse della salute pubblica.
Salvatore Chibbaro, Direttore UOC Neurochirurgia Azienda Ospedaliero-Universitaria Senese




