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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Trasporto Pubblico. AVS: “Molto preoccupati per gli aumenti di biglietti e abbonamenti”

"Scelta che aumenta difficoltà di famiglie e pendolari. Troviamo le risorse per sostenere ulteriormente abbonamenti e fasce ISEE più basse”

FIRENZE. “Il tema degli aumenti delle tariffe per il trasporto pubblico locale è stato al centro dell’incontro di oggi con il Presidente Giani. Pur comprendendo il quadro molto difficile nel quale ci muoviamo siamo tuttavia preoccupati per gli effetti che gli aumenti avranno sulla comunità toscana, in un contesto già segnato da una crescente crisi del costo della vita e a fronte di un servizio su gomma che continua a presentare criticità irrisolte.”

È quanto dichiarano i consiglieri regionali di Alleanza Verdi e Sinistra, Lorenzo Falchi, Diletta Fallani e Massimiliano Ghimenti, al termine del confronto odierno.

“Siamo consapevoli dell’impatto dell’inflazione e del rincaro dei costi energetici e dei carburanti – proseguono i consiglieri – ma non possiamo ignorare le radici strutturali di questa situazione: il contratto di servizio con Autolinee Toscane, bloccato ancora per i prossimi cinque anni, è il frutto di una scelta politica sbagliata presa in passato, che ha spinto verso la privatizzazione di un servizio pubblico essenziale dismettendo aziende provinciali che, in molti casi, erano in attivo e garantivano standard qualitativi superiori. L’attuale gestione del servizio rende oggi estremamente complesso esercitare un controllo pubblico reale sulla qualità del servizio stesso e sulla sostenibilità degli aumenti richiesti, con ricadute negative sia sull’utenza che sulle condizioni di lavoro del personale”.

 

Il gruppo di AVS ha inoltre avanzato una richiesta precisa alla Giunta regionale: “Apprezziamo che la Giunta abbia già stanziato risorse importanti per mitigare parzialmente gli aumenti degli abbonamenti, tuttavia insistiamo affinché sia compiuto ogni sforzo possibile per reperire ulteriori risorse nel bilancio. È necessario inoltre verificare con estremo rigore l’effettiva corrispondenza tra le richieste di aumento e i termini contrattuali. L’obiettivo deve essere quello di attenuare il più possibile i rincari, concentrandosi in particolare sugli abbonamenti e sulle fasce ISEE più basse”.

 

“Aumentare i costi in una fase di seria difficoltà economica per migliaia di famiglie – concludono Falchi, Fallani e Ghimenti – significa disincentivare l’uso del mezzo pubblico, rischiando di innescare un circolo vizioso che porti in direzione diversa rispetto ad una politica virtuosa di mobilità sostenibile. Il trasporto pubblico deve essere il pilastro del diritto alla mobilità per lavoratori e studenti, non un peso economico aggiuntivo che scoraggia la transizione ecologica incidendo fortemente sui bilanci familiari”.

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