SIENA. Si è riunito oggi (18 giugno) il consiglio comunale di Siena, di seguito i comunicati emessi dall’ufficio stampa.
In Consiglio comunale una riflessione sugli 80 anni della Repubblica
La seduta di oggi, giovedì 18 giugno, si è aperta con un intervento relativo all’ottantesimo anniversario della proclamazione della Repubblica, sul tema “Il voto, la Repubblica, il valore”, da parte del Consigliere della Federazione dell’Istituto del Nastro Azzurro fra Decorati al Valor Militare, Caterina Testi.
Nel suo discorso Testi ha ripercorso il cammino che, dalla Resistenza, condusse alla rinascita democratica del Paese, ricordando il sacrificio di uomini e donne che resero possibile la libertà e la partecipazione politica. Attraverso il richiamo alle vicende del territorio senese, al ruolo delle donne nel percorso di emancipazione civile e al significato del voto del 1946, è stata proposta una riflessione sul valore della memoria e sul valore militare, inteso come servizio e sacrificio per la collettività, nonché sull’impegno civico e la responsabilità democratica come fondamenti della Repubblica.
Approvato il nuovo Regolamento rifiuti e per l’igiene ambientale
Il Consiglio comunale di Siena ha approvato il nuovo “Regolamento comunale per la gestione dei rifiuti e per l’igiene ambientale”, uno strumento che aggiorna la disciplina vigente dal 2014 alla luce delle evoluzioni normative e delle modifiche intervenute negli anni nell’organizzazione dei servizi di igiene urbana. L’atto, illustrato dall’assessore all’ambiente, Barbara Magi, è stato approvato all’unanimità da parte dei ventitré consiglieri presenti.
“A distanza di quasi dodici anni dall’ultima versione del Regolamento comunale per la gestione dei rifiuti e per l’igiene ambientale, approvato nel 2014, si è ritenuto necessario provvedere a una sua revisione che aggiorni e attualizzi le disposizioni su questa tematica così importante” ha spiegato l’assessore Magi, che ha poi proseguito: “La corretta regolamentazione delle varie fasi e dei processi coinvolti nel ciclo dei rifiuti urbani, dalla produzione alla raccolta fino al successivo recupero e smaltimento, rappresenta condizione necessaria e imprescindibile per garantire l’igiene e il decoro di un comune e del suo territorio. Inoltre, gli aggiornamenti normativi che si sono susseguiti in questi anni hanno reso necessaria questa revisione, a partire dalla tematica dell’assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani, non più di competenza dei Comuni, ma ora definita dalla normativa nazionale all’interno del Testo Unico Ambientale, fino alla recente revisione del quadro sanzionatorio per il contrasto alle attività illecite in materia di rifiuti, avvenuto con il Decreto Legge 116 dell’8 agosto 2025 e relativa legge di conversione 147 del 3 ottobre 2025. A questo riguardo, il nuovo regolamento vuole definire in maniera chiara i perimetri di competenza comunale sul contrasto agli errati conferimenti da parte degli utenti, diversamente dall’abbandono e deposito incontrollato dei rifiuti disciplinato e sanzionato ai sensi della normativa nazionale, che permettano da un lato di agire con azioni di sensibilizzazione, dall’altro l’attuazione di controlli da parte degli ispettori ambientali, sanzionando i comportamenti contrari alle disposizioni del Regolamento stesso. Questo importante aggiornamento della regolamentazione comunale potrà, inoltre, rappresentare un ulteriore nuovo punto di partenza per mettere in campo azioni comunicative nei confronti della cittadinanza che possano contribuire a elevare la sensibilità degli utenti sulla tematica dei rifiuti, per il pieno rispetto delle regole a beneficio della collettività”.
Il Titolo I “Disposizioni generali” (articoli 1-6) del nuovo Regolamento definisce finalità, principi e ambito di applicazione del regolamento. L’articolo 1 stabilisce che il testo “disciplina lo svolgimento dei servizi relativi alla gestione dei rifiuti urbani e speciali destinati a trattamento, recupero o smaltimento” e detta le disposizioni necessarie ad assicurare “la tutela igienico-sanitaria in tutte le fasi della gestione dei rifiuti”, promuovendo inoltre la partecipazione attiva dei cittadini e la collaborazione delle associazioni di volontariato. Gli articoli successivi richiamano i principi della prevenzione della produzione dei rifiuti, del recupero dei materiali e della tutela dell’ambiente e del paesaggio.
Il Titolo II “Disposizioni relative al conferimento e alla raccolta dei rifiuti urbani” (articoli 7-20) disciplina l’organizzazione del servizio di raccolta e le modalità di conferimento delle diverse tipologie di rifiuto. In particolare, l’articolo 8 introduce l’obbligo di conferire separatamente le diverse frazioni merceologiche e vieta, tra l’altro, l’abbandono dei rifiuti all’esterno dei contenitori, il conferimento di rifiuti non ammessi e l’utilizzo improprio dei sistemi di raccolta. Il Titolo regola inoltre il conferimento dei rifiuti urbani pericolosi, degli ingombranti e dei Raee, dei rifiuti vegetali, degli inerti e dei rifiuti derivanti da esumazioni ed estumulazioni, oltre a promuovere il compostaggio domestico.
Il Titolo III “Disposizioni relative al servizio di pulizia del territorio” (articoli 21-30) disciplina lo spazzamento e il lavaggio delle strade, la gestione dei rifiuti prodotti durante mercati, fiere e manifestazioni, la pulizia delle aree private e dei cantieri e gli altri servizi di igiene ambientale di competenza comunale.
Il Titolo IV “Divieti, controlli e sanzioni” (articoli 31-33) individua i principali comportamenti vietati, tra cui l’abbandono dei rifiuti, l’utilizzo improprio dei contenitori e il mancato rispetto delle modalità di conferimento. L’articolo 32 disciplina le attività di controllo, prevedendo il coinvolgimento del personale del gestore del servizio e degli Ispettori ambientali, mentre l’articolo 33 rinvia a un allegato che stabilisce le sanzioni amministrative per le principali violazioni. Tra queste, figurano il mancato rispetto delle modalità di conferimento, il deposito dei rifiuti all’esterno dei contenitori e il conferimento di rifiuti non ammessi, con sanzioni che, a seconda delle fattispecie, possono arrivare fino a 500 euro.
Infine, il Titolo V “Disposizioni transitorie e finali” (articoli 34-39) disciplina le ordinanze contingibili e urgenti, le campagne di sensibilizzazione e informazione ambientale, le forme di premialità per incentivare la raccolta differenziata, le disposizioni in materia di risarcimento dei danni e l’entrata in vigore del nuovo regolamento.
Fondazione Santa Maria della Scala: approvate le modifiche allo statuto
Il Consiglio comunale ha approvato le modifiche allo statuto della Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala. L’atto, illustrato dal Sindaco Nicoletta Fabio, ha ricevuto ventisei voti favorevoli e un astenuto da parte dei ventisette consiglieri presenti.
La revisione, nata con l’obiettivo di superare alcune incongruenze, rafforzare la governance, favorire il coinvolgimento e la partecipazione di soggetti ed enti pubblici e privati e consolidare il ruolo di polo culturale di riferimento a livello nazionale e internazionale del Santa Maria della Scala, è frutto di un percorso di approfondimento e confronto nelle commissioni consiliari competenti. La nuova versione dello statuto conferma come la Fondazione, a partecipazione pubblica, sia costituita secondo il modello delle Fondazioni di partecipazione, ma ne definisce la natura come “ente di diritto privato in controllo pubblico, dotato di autonomia statutaria e gestionale” e ne stabilisce in maniera più puntuale missione, strumenti e assetto organizzativo.
Tra le principali novità, lo statuto stabilisce che la Fondazione “promuove, produce e ospita attività culturali, artistiche e di ricerca, sviluppando relazioni e collaborazioni a livello nazionale e internazionale”, “valorizza il Complesso del Santa Maria della Scala come luogo di relazione tra patrimonio storico e produzione culturale contemporanea, sostenendo anche la ricerca artistica e i linguaggi della creazione attuale”, “rafforza la capacità di attivare risorse attraverso partnership pubbliche e private, in una logica di sostenibilità e sviluppo”. Viene inoltre introdotta, tra le attività strumentali dell’ente, la “predisposizione e attuazione del piano strategico di sviluppo culturale” e si prevede espressamente la possibilità di “svolgere attività di fundraising anche al fine di ulteriormente allargare la platea dei soggetti, pubblici e privati, coinvolti nel perseguimento delle finalità di servizio pubblico e di utilità sociale legate alla valorizzazione del Complesso”.
Sul piano della partecipazione, il nuovo Statuto ribadisce la centralità del Socio unico fondatore Comune di Siena (cui spetta la nomina del Presidente e della maggioranza del CdA e del Comitato scientifico), dispone che i Soci sostenitori “partecipano alla vita della Fondazione attraverso forme di consultazione e coinvolgimento nelle attività culturali e progettuali”, mentre viene precisato che l’Assemblea generale “esercita le proprie attribuzioni nel rispetto dell’autonomia gestionale degli altri organi della Fondazione e non interviene nella gestione operativa, che è demandata agli organi esecutivi secondo le rispettive competenze”. Particolare attenzione è dedicata anche ai criteri di gestione e trasparenza. Lo Statuto sottolinea infatti che “la Fondazione nello svolgimento delle proprie attività si ispira ai principi di programmazione e sostenibilità degli interventi, di pubblicità degli atti e delle procedure, e adotta forme di controllo di gestione”.
Le modifiche approvate consentiranno alla Fondazione di operare attraverso un assetto più funzionale e adeguato alle sfide future, rafforzando il ruolo del Santa Maria della Scala come luogo di produzione culturale, ricerca, innovazione, conservazione e valorizzazione del patrimonio storico e artistico della città di Siena.
Il Sindaco di Siena Nicoletta Fabio ha sottolineato come la revisione dell’articolo 1 dello Statuto rappresenti uno degli aspetti più significativi dell’intervento approvato dal Consiglio comunale. “Con questa modifica – ha dichiarato il primo cittadino – viene definita con chiarezza la natura giuridica della Fondazione Santa Maria della Scala quale ente di diritto privato in controllo pubblico, superando elementi di ambiguità interpretativa e dotando la Fondazione di un quadro normativo più coerente con le sue funzioni e con gli obiettivi che è chiamata a perseguire. L’approvazione del nuovo Statuto rappresenta un passaggio importante perché, anche attraverso una più chiara definizione delle funzioni e competenze dei diversi organi e del Direttore, consente di rafforzare gli strumenti di governance, garantire una gestione più efficace e favorire una maggiore capacità di programmazione e di attrazione di risorse, nel pieno rispetto delle finalità pubbliche affidate a una delle istituzioni culturali più rilevanti della nostra città”.
INTERROGAZIONI
Rinvio delle visite cardiologiche presso l’Aous, Giordano: “Necessario porre attenzione all’appropriatezza prescrittiva”
Il rinvio delle visite cardiologiche presso il policlinico Santa Maria alle Scotte dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Senese (Aous) è stato l’argomento al centro dell’interrogazione presentata dal consigliere Franco Bossini del gruppo Movimento Civico Senese. Ha risposto l’assessore alla sanità e al diritto alla salute del Comune di Siena, Giuseppe Giordano.
“L’interrogazione – ha spiegato l’assessore – si inserisce all’interno della criticità dei tempi di attesa delle visite cardiologiche. L’Aous è ambito di garanzia per la prima visita cardiologica per tutti i cittadini residenti nella zona senese, garantendo volumi importanti di offerta di prime visite cardiologiche. Dal 2019 a oggi c’è stato un crescente e significativo aumento di domanda di prescrizione di prima visita cardiologica, con un 60,8 per cento al 31 dicembre 2025 a cui l’Aous ha cercato di rispondere con un aumento continuo dell’offerta. I volumi di offerta dal 2019 al 2025 sono aumentati del 34,3 per cento, volumi che continuano ad essere sostenuti con grande sforzo di tutti i medici cardiologi, di cui ben conosciamo professionalità, competenza e impegno che apprezziamo molto, che garantiscono questo numero elevato di prime visite prevalentemente in regime istituzionale. L’offerta di prime visite cardiologiche nella zona senese dell’Asl Tse ha invece subito una variazione del meno 16 per cento nel 2026 rispetto al 2025. Il numero di richieste di prime visite cardiologiche si mantiene stabile con circa trecento prescrizioni a settimana (dato di aprile 2026) a fronte di volumi di circa centocinquanta visite a settimana. La percentuale di visite cardiologiche prenotate entro i tempi regionali è del 63,8 per cento, mentre il 68,3 per cento è prenotato entro i tempi nazionali, con un tempo medio di attesa della prima disponibilità di 22 giorni (dati di aprile 2026)”.
“Il problema dell’aumento della domanda – ha proseguito Giordano – non può essere affrontato soltanto con un aumento dell’offerta, che distoglie risorse da altre attività importanti attività come, ad esempio, quelle di alta specializzazione: percorso dello scompenso cardiaco e dello shock cardiogeno e della sua gestione in attesa di trapianto di cuore, procedure interventistiche coronariche e sulle valvole cardiache, esami diagnostici come eco cuore, ecocolorppler e ecotrasesofageo. Un tema a cui porre attenzione è, quindi, quello dell’appropriatezza prescrittiva, su cui stanno convergendo le direttive sia nazionali che regionali. L’Aous ha già approfondito il tema della non appropriatezza prescrittiva della visita cardiologica con uno studio epidemiologico che ha utilizzato come riferimento prescrittivo i criteri Agenas dei manuali Rao. L’analisi, effettuata congiuntamente con la Asl Tse ha evidenziato una appropriatezza prescrittiva intorno al 36,2 per cento per la visita cardiologica. Per agire sull’inappropriatezza prescrittiva bisogna agire sia a livello clinico, sia a livello organizzativo e formativo. Proprio per governare una domanda in costante crescita, la Regione Toscana ha recentemente approvato la delibera 230 del marzo 2026 ‘Criteri clinici per l’attribuzione delle classi di priorità per le prestazioni di primo accesso’ che certamente è uno strumento che verrà incontro alle aziende e soprattutto ai cittadini per prendere in carico il problema, in quanto una prestazione inappropriata è una prestazione non erogata a un cittadino che invece ne ha maggiore necessità”.
“Ho cercato – ha concluso l’assessore Giuseppe Giordano – di dare un quadro generale sulla base di informazioni chieste all’Aous e di conoscenze personali, ma non ho potuto rispondere ad alcune domande specifiche dell’interrogazione che partivano da un allarmante articolo apparso sulla stampa, perché, nonostante un mio sollecito inviato per pec lo scorso 13 maggio, non ho ricevuto risposta dalla direzione aziendale Aous sui singoli quesiti che riguardano dati relativi all’organizzazione e alla gestione. Ho ritenuto comunque doveroso rispondere in termini generali sul problema per le importanti, direi anche gravi, conseguenze cliniche, psicologiche e organizzative conseguenti alle lunghe liste di attesa. Queste ultime, infatti, possono ritardare diagnosi e trattamenti necessari, possono creare ulteriore pressione sul sistema perché chi può si rivolge al privato e chi non può resta fermo in lista così come, dato che spesso i management sanitari giustificano alcuni interventi e alcune mancanze con problemi di spesa, il ritardo può trasformare un problema programmabile in un’urgenza più complessa e costosa da gestire”.
Il consigliere Franco Bossini (Movimento Civico Senese) ha replicato: “Ringrazio l’assessore per la risposta e per il quadro complessivo fornito, che è senz’altro utile a inquadrare un problema importante e sentito dalla popolazione. Devo, però, constatare che l’assenza di una risposta puntuale da parte dei vertici aziendali ai miei quesiti lascia aperti tanti dubbi che potrebbero, proprio a seguito delle mancate risposte, diventare delle certezze. Non aver risposto da parte dei vertici aziendali a tre delle mie domande potrebbe far presumere che le visite rinviate di cui ci ha informato la stampa non siano state recuperate con slot aggiuntivi. Questo potrebbe aver comportato che alcuni pazienti siano stati messi in fondo alle liste come se avessero prenotato una visita solo adesso. Ma tutto questo a cosa è dovuto? Se ci fossero problemi di personale perché non si dice? Se ci fossero problemi organizzativi perché non si affrontano? Le responsabilità dirigenziali comportano l’obbligo di risolvere i problemi, così come quello di rispondere puntualmente a chi, eletto come me dai cittadini, pone domande per conto di costoro e pretende rispetto istituzionale. Nascondersi sempre più spesso da parte dei vertici ospedalieri dietro l’appropriatezza delle cure rischia di svilire anche questa problematica che comunque chiama in causa proprio le responsabilità organizzative e manageriali. E non si fa neppure un favore ai tanti e validi professionisti di cui dobbiamo continuare ad essere fieri, professionisti che spesso sono il terminale di inefficienze a loro non imputabili. Sappiamo di avere professionisti di valore, una cardiologia eccellente, ma c’è anche la necessita di scelte organizzative funzionali, che rendano merito a chi ha merito e che migliorino le prestazioni nei confronti dell’utenza, evitando, proprio per i lunghi tempi di attesa e per inaccettabili rinvii, che chi può permetterselo si rivolga al privato e chi non ha analoghe possibilità non venga curato”.
Lavori al palasport, Loré: “Scelta consapevole per conciliare lavori e attività sportiva. Ulteriori verifiche per definire il quadro economico”
Il fabbisogno strutturale ed economico del palasport Mens Sana è stato l’oggetto dell’interrogazione presentata dal consigliere Luca Micheli del gruppo Partito Democratico. Ha risposto l’assessore allo sport e all’edilizia sportiva del Comune di Siena, Lorenzo Loré.
“Desidero innanzitutto evidenziare – ha spiegato l’assessore – che, dall’accettazione della donazione del diritto di superficie dell’impianto, gli uffici comunali hanno lavorato costantemente e continuano a lavorare con l’obiettivo di garantire il miglior risultato possibile sotto il profilo tecnico, ponendo al tempo stesso particolare attenzione alla sostenibilità economica degli interventi”.
“Venendo ai quesiti posti – ha proseguito Loré – proprio sulla base delle criticità emerse dal progetto consegnato a suo tempo dall’ingegner Pazzaglia, sono state aggiornate e realizzate le lavorazioni nel sottotetto finalizzate al miglioramento statico dell’edificio. Tali opere sono ormai in fase conclusiva e da domani, venerdì 19 giugno, sarà nuovamente necessario occupare il campo centrale per consentire l’esecuzione dell’ultima fase dei lavori. Ricordo inoltre che questa amministrazione ha compiuto una scelta precisa: garantire, per quanto possibile, la continuità di utilizzo dell’impianto durante lo svolgimento dei campionati da parte delle società sportive. Una scelta che ha comportato la suddivisione delle opere in lotti funzionali e che ha determinato un incremento dei costi, già noto, pari a circa 500 mila euro rispetto alle previsioni formulate al momento della donazione. Si è trattato di una decisione assunta consapevolmente per conciliare l’esigenza di eseguire gli interventi con quella di non interrompere l’attività sportiva cittadina”.
“Per quanto riguarda gli ulteriori aspetti richiamati nell’interrogazione – ha aggiunto l’assessore- l’attuale amministrazione ha ritenuto doveroso procedere all’aggiornamento della valutazione di vulnerabilità sismica dell’edificio. Tale scelta si è resa necessaria sia alla luce delle intervenute modifiche normative sia per la necessità di arrivare alla redazione di un progetto di fattibilità tecnico-economica, mai approvato in precedenza, che consenta di valutare in modo puntuale il rapporto tra costi e benefici delle diverse soluzioni progettuali e la loro effettiva sostenibilità economica. A questo scopo è stato affidato uno specifico incarico professionale per l’aggiornamento delle verifiche e la predisposizione del progetto preliminare. Le attività sono tuttora in corso e proprio nella scorsa settimana è emersa la necessità di effettuare ulteriori approfondimenti attraverso indagini e perizie di carattere geologico e geotecnico. Si sta quindi procedendo all’affidamento dei relativi incarichi specialistici, così da disporre di tutti gli elementi tecnici necessari per assumere decisioni fondate e responsabili”.
Sulla stima possibile dei costi, tra i quesiti dell’interrogazione, l’assessore Loré ha specificato: “Quella oggi disponibile è una valutazione di carattere parametrico e prudenziale. Solo una volta conclusi gli approfondimenti in corso e depositati i relativi elaborati tecnici sarà possibile definire con maggiore precisione il quadro economico dell’intervento e le risorse effettivamente necessarie. Sarà nostra cura aggiornare tempestivamente il Consiglio comunale non appena saranno disponibili tutti gli elementi utili per una valutazione completa e definitiva”.
Il consigliere Luca Micheli (Pd) ha replicato: “In altre parole noi ci troveremo nella condizione di spendere ingenti somme per sistemare la copertura senza sapere ancora se l’intera struttura può essere sistemata e quanto questo possa costare al fine di riavere l’autorizzazione al pubblico spettacolo e la sicurezza dal punto di vista sismico. Dio non voglia che il palasport non abbia le caratteristiche che occorrono oppure che, come paventato alcuni mesi fa dal Vicesindaco, sia più conveniente demolirlo che tenerlo in vita. Ci troveremmo nella spiacevole condizione di aver rischiato di sprecare diversi anni e molte risorse per una struttura che non ha futuro. Nel frattempo, a causa del notevole allungamento dei tempi, sono saltate tutte le previsioni di incasso e di spesa fatte a suo tempo affinché questo bene fosse messo a regime, e con loro tutti gli eventuali progetti che erano stati pensati e che avevano avallato questa scelta, a mio parere poco oculata”.
Sfruttamento dei medici in formazione specialistica, Giordano: “Università impegnata nella tutela della dignità professionale e lavorativa”
Le notizie diffuse dalla stampa sullo sfruttamento dei medici in formazione specialistica sono state l’oggetto dell’interrogazione presentata dal consigliere Franco Bossini del gruppo Movimento Civico Senese. Ha risposto l’assessore alla sanità e al diritto alla salute del Comune di Siena, Giuseppe Giordano.
“L’Università degli Studi di Siena – ha illustrato l’assessore – ha ricevuto un’email da parte del presidente di un’associazione di specializzandi che segnalava situazioni e comportamenti ritenuti impropri in coincidenza con altre situazioni segnalate per altre realtà all’interno della Toscana e in altre regioni italiane. L’ateneo, in risposta alla segnalazione pervenuta in data 5 maggio 2026, ha fornito ampie e dettagliate risposte ai soggetti competenti e al presidente della medesima associazione. Nel trasmettere questa risposta, l’Università di Siena ha ricordato come da novembre 2023 sia vigente un accordo con l’Aous in merito ai livelli di autonomia, di responsabilità e di supervisione delle attività svolte dai medici in formazione specialistica. Questi livelli e queste attività sono oggetto di monitoraggio locale attraverso riunioni programmatiche all’interno dell’ateneo nella ‘Scuola di Medicina e Scienze della Salute’ e riguardano l’attività condotta dall’‘Osservatorio regionale per la formazione medico-specialistica della Toscana’. L’ateneo è impegnato nella tutela della dignità professionale e lavorativa dei medici in formazione specialistica e della qualità del percorso formativo, nel rispetto delle normative vigenti, dei principi di sicurezza clinica, dell’appropriatezza organizzativa e del corretto svolgimento delle attività assistenziali e formative. Lo stesso Magnifico Rettore mi ha precisato che, laddove siano emerse condotte e situazioni ritenute incompatibili con gli standard istituzionali e formativi richiesti, ha adottato con tempestività i necessari provvedimenti, inclusi procedimenti di sospensione e censura nei confronti di personale docente delle scuole di specializzazione, come già avvenuto nel corso del 2025. In merito ai contratti del cosiddetto ‘Decreto Calabria’ in essere presso l’Aous, attualmente sono presenti due dirigenti medici a tempo determinato, uno di oncologia e uno di gastroenterologia, che termineranno la scuola di specializzazione nel corso del corrente anno 2026 e, dunque, passeranno a tempo indeterminato”.
“È essenziale – ha proseguito Giordano – dare ulteriore valore all’Osservatorio regionale per la formazione del medico-specialista per una serie di motivi: la definizione di attività fondamentali quale i criteri per la rotazione degli specializzandi tra le strutture della rete formativa; le verifiche che l’attività svolta sia coerente con l’ordinamento didattico, il piano formativo individuale e l’organizzazione delle strutture; il controllo degli standard attività assistenziali e la qualità del percorso formativo; valutazioni e segnalazioni all’Osservatorio nazionale. Questo al fine di garantire una formazione più omogenea e completa, evitando squilibri nella distribuzione nelle strutture assistenziali in cui si effettua la formazione e assicurando un monitoraggio reale della qualità delle sedi di formazione. Per Siena ha un grande valore tutelare la formazione specialistica, essenziale per garantire il ricambio professionale e mantenere attrattivo il nostro sistema sanitario territoriale. La nostra città vanta scuole di specializzazione che hanno reso prestigioso il nostro ospedale e il nostro ateneo e questa interrogazione è propizia per ricordarlo e riaffermarlo come comune impegno a proseguire nel tracciato delle nostre tradizioni senza retrocedere come in alcuni casi ed in determinati periodi è avvenuto. Colgo l’occasione di questa interrogazione per evidenziare come alcuni problemi delle scuole scuole di specializzazione nascano anche dal sistema nazionale di reclutamento degli specializzandi, modificato nel 2014 sotto i governi Letta e Renzi, che ha affievolito notevolmente il legame tra medico specialista in formazione e ateneo, costringendo tanti giovani medici a iscriversi in università diverse da quelle di conseguimento della laurea in medicina e chirurgia, rendendo il nostro ateneo tappa di passaggio, quando, invece, abbiamo bisogno di continuità assistenziale e di fidelizzazione”.
“E’ importante, quindi, fare sempre chiarezza – ha concluso l’assessore Giuseppe Giordano –, perché, a seguito delle notizie riportate dalla stampa e in assenza di chiarimenti pubblici delle istituzioni preposte, si rischiava di dare un’immagine distorta e penalizzante di un settore a cui anche questa amministrazione tiene molto e di cui vogliamo resti alta la reputazione”.
Il consigliere Franco Bossini (Movimento Civico Senese) ha replicato: “Ringrazio l’assessore Giordano sia per le informazioni fornite, sia per aver compreso lo spirito della mia interrogazione. Non c’è cosa peggiore, a mio modo di vedere, quando settori importanti della città vengono attaccati, messi a repentaglio nelle loro funzioni, colpiti nella reputazione senza che i soggetti e le istituzioni preposte forniscano pubblicamente chiarimenti che permettano a tutti i cittadini di avere una chiara rappresentazione dei fatti. Abbiamo la fortuna di vivere in una città non grande nelle sue dimensioni, ma grandissima per tradizioni, cultura e ancora con tante eccellenze. Colgo, quindi, l’occasione per ringraziare il Sindaco Nicoletta Fabio e tutta la Giunta comunale per avere, sin dall’inizio del mandato, prestato grande attenzione a questi valori, per ricordarli e porli alla base dell’azione amministrativa favorendo una crescita reputazionale della città a livello nazionale e internazionale che precedenti gestioni politiche avevano spesso offuscato. Le scuole di specializzazione senesi sono state spesso la fucina di nuovi talenti che tanti maestri storici della medicina senese hanno formato per dare continuità a una scuola, quella senese, conosciuta, apprezzata e di esempio per molti. Varie vicende legate a riforme universitarie che hanno riguardato anche il ‘reclutamento’ degli specializzandi, l’aziendalizzazione della sanità con scelte spesso poco oculate e poco attente alla tutela del territorio, la politicizzazione di molte carriere per i condizionamenti delle politiche regionali, hanno costituito e continuano a costituire una minaccia da contrastare. Occorre, quindi, dar valore a quello che ha valore e difendere la reputazione di una formazione che è basilare per il futuro della sanità del nostro territorio. E’ più importante informare correttamente, rassicurare e difendere ciò a cui teniamo che prestare l’altra guancia con un silenzio che alimenta sospetti e illazioni di cui non abbiamo bisogno. Dispiace che Azienda Ospedaliero Universitaria Senese e Università non lo abbiano fatto”.
Comunità alloggio protetta della Zona Senese, Papi: “In corso le necessarie verifiche per valutarne la concreta realizzabilità”
“Posso confermare che il tema è già all’attenzione del Comune di Siena e che sono in corso le necessarie verifiche tecniche ed economiche per valutarne la concreta realizzabilità”. Con queste parole l’assessore ai servizi sociali, Micaela Papi, ha risposto all’interrogazione presentata dai consiglieri Lorenza Bondi e Marco Falorni (gruppo Forza Italia – Udc – Nuovo Psi) in merito alla Comunità alloggio protetta (Cap) della Zona Senese.
“La Comunità alloggio protetta – ha evidenziato l’assessore – rappresenta, secondo la normativa regionale, una risposta residenziale destinata a persone adulte con disabilità che necessitano di un supporto assistenziale non elevato, favorendo percorsi di autonomia e di integrazione sociale in un contesto comunitario. Nel territorio della Zona Senese sono già presenti servizi consolidati, come la Residenza sanitaria per disabili e il Centro diurno di Santa Petronilla, che rispondono a bisogni importanti e diversificati. Tuttavia, il lavoro svolto dai servizi sociali territoriali, insieme all’Unità di valutazione multidimensionale disabilità e alla rete del terzo settore, ha evidenziato la necessità di ampliare l’offerta dei servizi con soluzioni intermedie rivolte a persone con disabilità lieve o media e alle loro famiglie”.
“Per questo motivo – ha proseguito Papi –, il Comune di Siena, insieme alla Società della Salute Senese, ha avviato un percorso di approfondimento finalizzato a verificare la fattibilità, la sostenibilità economica e la compatibilità normativa dell’eventuale realizzazione di una Comunità alloggio protetta nel nostro territorio. Tale percorso non si limita alla sola valutazione tecnica ed economica del progetto, ma comprende anche la ricerca e l’individuazione di possibili sedi idonee a ospitare la struttura, al fine di verificare concretamente le condizioni necessarie per la sua realizzazione. Si tratta di una valutazione che nasce da esigenze concrete. Attualmente alcune persone della Zona Senese sono accolte in strutture analoghe fuori dal nostro territorio. La presenza di una Cap nell’area senese consentirebbe di mantenere più stretti i legami con le famiglie e con le reti relazionali di riferimento, oltre a favorire una migliore integrazione con i servizi e le risorse della comunità locale. Posso quindi confermare che il tema è già all’attenzione del Comune di Siena e che sono in corso le necessarie verifiche tecniche ed economiche per valutarne la concreta realizzabilità”.
“Una Comunità alloggio protetta – ha concluso l’assessore Micaela Papi – può rappresentare una risorsa importante per il territorio, in grado di ampliare il ventaglio delle opportunità e delle risposte personalizzate a favore delle persone con disabilità e delle loro famiglie. L’amministrazione comunale considera con grande attenzione ogni intervento che possa rafforzare i percorsi di autonomia, inclusione e qualità della vita delle persone con disabilità e continuerà a sostenere, nell’ambito delle proprie competenze e in collaborazione con la Società della Salute, tutte le iniziative che possano andare in questa direzione”.
Il consigliere Lorenza Bondi (Forza Italia – Udc – Nuovo Psi), che ha illustrato l’interrogazione, ha replicato: “Mi dichiaro soddisfatta della risposta dell’assessore, che ringrazio. Apprezzo molto il fatto di andare a studiare la possibilità di riportare nel territorio del comune capoluogo anche persone fragili che in questo momento sono state accolte al di fuori del nostro territorio per le motivazioni che riportava l’assessore. C’è un fattore di integrazione dei servizi, con tutto ciò che questo può comportare dal punto di vista economico, ma soprattutto l’aspetto importante e umano è quello di non disarticolare i legami sociali. Se una persona che ha una parziale indipendenza, anche se non una piena autosufficienza, ha la possibilità di restare sul proprio territorio e di mantenere i propri legami, viene potenziato quel percorso di autonomia e inclusione di cui parlava l’assessore. Mi ritengo quindi soddisfatta dello studio di fattibilità che Comune e Sds stanno approntando anche per la Zona Senese, perché il fatto di andare a occuparsi di inclusione e di potenziamento dell’autonomia di soggetti più fragili va a beneficio delle persone direttamente interessate in primis, ma dà un sollievo importante anche alle famiglie”.




