Si torna a Casa Giubileo con due giorni di cammini, concerti, convivialità e iniziative gratuite. Perché la memoria passa anche dai luoghi, dai passi e dallo stare insieme
MONTERIGGIONI – Ci sono luoghi che non si comprendono davvero da lontano. Luoghi che chiedono di essere attraversati, percorsi, abitati. Montemaggio è uno di questi.
Nel cuore della tredicesima edizione del Montemaggio Festival Resistente, promossa da ANPI Valdelsa, accanto a workshop, incontri e momenti di riflessione politica trova spazio anche una dimensione popolare e condivisa fatta di cammini, musica e convivialità. Non un semplice contorno, ma una parte essenziale dell’esperienza del festival.
Perché la memoria della Resistenza non vive soltanto nei libri o nelle commemorazioni ufficiali. Vive anche nel rapporto con i luoghi che l’hanno custodita e nelle relazioni che quei luoghi continuano a generare.
- lorenzo_ciccarelli
Tra gli appuntamenti più attesi tornano i trekking sui sentieri partigiani, percorsi ad anello con partenza da Casa Giubileo organizzati insieme a Girografando il Mondo e Amici della Montagnola, in collaborazione con Unicoop Firenze.
Camminare sul Montemaggio significa attraversare un paesaggio che porta ancora impressi i segni della storia. Significa riscoprire i sentieri percorsi dai partigiani, conoscere il territorio e lasciarsi guidare da un racconto che intreccia natura, memoria e comunità.
In questo senso la collaborazione con Unicoop Firenze assume un valore che va oltre il semplice sostegno all’iniziativa: contribuisce infatti a rafforzare un’idea di memoria vissuta e accessibile, capace di unire educazione, valorizzazione del territorio e partecipazione collettiva.
Casa Giubileo, per due giorni, si trasforma in uno spazio attraversato da incontri spontanei, pause condivise e occasioni di socialità che fanno parte da sempre dell’identità del festival. Non un semplice contenitore di eventi, ma un luogo in cui fermarsi, parlare, conoscersi e vivere collettivamente un’esperienza che intreccia memoria, territorio e partecipazione.
Anche la musica, da sempre, occupa un posto centrale nel Festival Resistente. Non come semplice intrattenimento, ma come linguaggio capace di custodire memoria e costruire incontro. Il programma musicale attraversa registri differenti, mantenendo però un filo comune: la dimensione collettiva e popolare.
Si parte con il concertino partigiano dei The Gutbuckets, per proseguire con L’Orchestrino e con la serata dance hall di RialeStudioOne + Joe Dischetto, in un dialogo tra tradizione, ricerca musicale e desiderio di stare insieme. Domenica sarà invece la volta del concertino partigiano di Lorenzo Ciccarelli, prima del concerto conclusivo dei Willos’, chiamati a chiudere il festival con il loro intreccio di folk, energia e musica dal vivo.
Il festival mantiene inoltre una forte attenzione all’accoglienza e alla partecipazione di tutte le età. Per entrambe le giornate saranno attivi punto ristoro, spazio bar e animazione per bambin* a cura di Radia APS e Bosco Fuoritempo, nella convinzione che la memoria possa essere anche uno spazio aperto, inclusivo e attraversabile da famiglie, giovani e generazioni differenti. Tutte le iniziative saranno a ingresso gratuito.
Il programma completo è disponibile qui: https://linktr.ee/






