Leaderboards
Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
Skyscraper 1
Skyscraper 1
Skyscraper 2
Skyscraper 2

“Fare rete in politica”; operazione difficile sotto la torre del Mangia

di Enzo Martinelli

SIENA. Nella discussione di Palazzo pubblico, con contrapposte mozioni, sulle carenti infrastrutture di comunicazione che determinano l’isolamento del capoluogo e del suo territorio, è riemerso non certo per nostalgia o per inutile polemica, anche il tema relativo a come fu impiegato, a suo tempo, quel miliardo e mezzo di euro che la Fondazione MPS ha concesso nel passato alla comunità. Da qui  il richiamo alle pregresse responsabilità non di un paio nominativi, ai quali attribuire tutti i misfatti di Siena, ma a quell’intera classe dirigente di sinistra che  aveva nominato e difeso i vertici delle istituzioni e soprattutto gestito direttamente la grande massa degli utili di bilancio. Molti di coloro che facevano parte di quel gruppo dirigente del PD occupano tuttora significative posizioni nelle istituzioni e negli snodi di potere operanti nella comunità. E’ ovvio che, oltre alle generali divisioni  ideologiche tra i partiti (antifascismo e anticomunismo, populismo e sovranismo), la difficoltà di “fare squadra” a Siena, per tutelare i collettivi interessi della città, dipende anche dalla scarsa credibilità della classe politica che non riesce a rinnovarsi. 

Nel dibattito politico tuttavia sono sempre più coloro che invitano il corpo elettorale a smettere di parlare del passato (che non può ritornare) e a discutere delle vicende future impegnando le energie (posto che sussistano) in proposte e progetti da realizzare. Fare politica significa essenzialmente prestare servizio per consolidare la libertà delle persone e ricercare il benessere dell’intera comunità.  Il metodo è predicato dal Cardinale Lojudice da quando ha messo piede a Siena come arcivescovo e successivamente come vescovo delle altre cinque diocesi che un tempo presidiavano l’intero territorio provinciale. L’Arcivescovo, trasformato in parroco dell’intera Provincia, quotidianamente ed efficacemente presente in ogni circostanza, invita tutti (credenti e non credenti) ad anteporre “il noi all’io”, “a costruire reti “ di protezione per i fragili ed i deboli, “a fare squadra”, “a collaborare” senza indugio per il bene comune. Testimonia con il suo personale impegno l’essenza dell’umanesimo e della spiritualità cristiana. Un messaggio dal valore antico (“ama il prossimo tuo”) ma sempre attuale, genericamente apprezzato ma spesso scarsamente praticato. Il linguaggio della Curia viene riecheggiato talvolta, nei discorsi ufficiali, anche dal Sindaco Nicoletta Fabio e dalla Presidente della Provincia Agnese Carletti.          

  Per fare “squadra” occorrono  però reciproco rispetto e chiara credibilità delle parti politiche che convengono impegni e intese su uno o più specifici progetti. A differenza di altre parti, anche in Toscana detti requisiti sotto la Torre del Mangia purtroppo difettano in modo consistente per le specifiche ragioni sopra descritte. Le diverse mozioni consiliari relative alla mobilità territoriale da tutti denunciata e sofferta, ne sono una prova. Nessuno, per interessi di parte, vuol saldare il conto pregresso o attuale, per cui  non si trova l’unità neppure per recriminare l’indubbia arretratezza dell’ottocentesco sistema ferroviario locale.

Il regime fascista cadde nel luglio del 1943, quello comunista nell’ottobre 1989 ma le  ideologie di quei nefasti sistemi politici  producono ancora effetti devastanti nella gente di Siena ( e non solo) che vive nel  secondo quarto del secolo XXI.                                               

                                                                                                                

[banner_mobile]