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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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"Andamento lento" nelle relazioni sindacali di MPS

Diffusione di documenti ufficiali che non aggiungono niente a quanto si sapeva

di Red – foto di Corrado De Serio 

SIENA. C’è solo la novità nel balletto dei numeri delle esternalizzazioni di banca MPS. Dal cilindro del Tandem e di Value Partners era uscito il 2360, mentre nella settimana passata si era ipoteticamente scesi a 1600 risorse. Per il resto, le organizzazioni sindacali hanno fatto circolare tra i colleghi il documento ufficiale sulla composizione per aree dei gruppi soggetti alla costituzione del ramo d’Azienda di attività che poi dovrebbero essere venduti. Niente che non poteva essere messo nero su bianco all’inizio della trattativa dei cinquanta giorni piuttosto che alla fine, e l’attesa si è dimostrata una gravosa perdita di tempo. C’è tutto il Cog, più pezzi di area territoriale compreso il gruppo BAV. Non è spiegato tuttavia il meccanismo contabile dei costi e ricavi per cui il trasferimento di personale così selezionato dall’azienda MPS a un nuovo compratore (attraverso la cessione del ramo d’azienda) possa generare risparmi nei costi del personale. Il nuovo proprietario accetterà di lavorare in perdita? Oppure è già in grado di ottimizzare le lavorazioni, avendo altri clienti da amministrare insieme con il gruppo Montepaschi? Non è spiegato come potrebbe creare “valore utilizzando leve economiche e di eventuale co-sourcing” (il co-sourcing sarebbe una politica aziendale mediante la quale si decide di fare all’interno una o più fasi della produzione, che erano in mano a terze imprese) . Oneste dichiarazioni di intenti, e nulla più. Occorrerebbe conoscere meglio, ad esempio, il Consorzio Triveneto, una società di 130 dipendenti il cui socio di maggioranza è Bassilichi, una realtà che fin dalla acquisizione di Antonveneta ha curato per il gruppo e non solo (tra i suoi soci ci sono la Popolare di Vicenza, la Popolare dell’Alto Adige, ICBPI, BancApulia, la Popolare di Marostica), la gestione dei servizi POS e del Commercio Elettronico. Sembra che l’intonazione della Direzione Generale vada verso questa eventualità. La sede a Padova ha indubbiamente pagato la capacità di lobby della politica veneta, capace di difendere i posti di lavoro in Veneto dal “padrone” toscano.
La borsa, nel frattempo, prende atto dell’immobilismo dei vertici di Rocca Salimbeni e realizza vendendo dopo i massimi registrati il 12 settembre dai minimi storici dello scorso luglio. Colpa delle continue incertezze della macrofinanza: l’Ifo ha confermato il rallentamento economico della Germania, le incertezze sul buco della Grecia, che viene continuamente riveduto e allargato, e quelle sulla Spagna, dove gli sprechi generati dal processo di regionalizzazione e autonomia non hanno convinto ancora i politici a stringere per davvero la cinghia (propria, prima di quella del popolo, ma tutto il mondo è paese, ormai). Gli analisti di Credit Suisse hanno stimato che il valore dell’azione MPS si deve stabilizzare intorno a 0,16/0,17 euro, mentre ancora ieri viaggiava a 0,23: è sempre strano essere giudicati da uno che ti ha prestato soldi e prezzo carissimo ed è ancora interessato ai tuoi affari perché deve rientrare di una parte del finanziamento alla Fondazione; ma questo è il mondo: non importano i conflitti di interessi.

Per rispondere alle voci che volevano vedere una scollatura tra Fabrizio Viola e il gruppo dirigente di banca e PD, Alessandro Profumo ha fatto dichiarazioni importanti a Affari & Finanza di Repubblica. “MPS performerà” (stendiamo un pietoso velo sull’italiano…). Il presidente ha elogiato l’operato dell’amministratore delegato Fabrizio Viola, “bravo a costruire in tempi brevi una squadra di prima qualità”. Chiara difesa, confermata aggiungendo che “Il nostro vantaggio è che la situazione di difficoltà in cui ci troviamo ci costringe ad essere i primi a muoverci in un sistema che ha una struttura dei costi non sostenibile”. Ma si stanno muovendo? è il dubbio proprio dei mercati, non solo dei dipendenti che osservano lo scorrere del tempo, stretti tra la richiesta di elezioni comunali anticipate e la reale consistenza del numero dei cosiddetti esternalizzati.

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