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Sum e Università di Siena: una tempistica d’indagine differente

Giovanni Grasso analizza il caso fiorentino e quello senese

di Giovanni Grasso

SIENA. Scarsa l’attenzione riservata dai media al rinvio a giudizio di Aldo Schiavone e di altri quattro indagati, compreso un ex direttore amministrativo dell’università di Siena, per la <gestione “allegra” del Sum (Istituto Italiano di Scienze Umane) di Firenze, nonostante un lungo e dettagliato <comunicato dell’Ansa. Analizzando la tempistica delle due vicende, la fiorentina e quella senese, colpisce l’iter normale seguito per il Sum, che si contrappone a quello, lentissimo, per il dissesto universitario senese. Senza considerare, nel caso fiorentino, un danno erariale di qualche milione di euro; spiccioli, confrontati con la voragine nell’ateneo senese. Ecco la tempistica nella vicenda Sum:
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    23 settembre 2011: <si chiude l’inchiesta della Procura di Firenze.

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    22 febbraio 2012: la Procura della Corte dei Conti <presenta il primo dei tre conti per danno erariale.

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    13 e 14 giugno 2012: udienza preliminare del Gup di Firenze con rinvio a giudizio degli imputati.

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    08 marzo 2013: inizio del processo presso il Tribunale di Firenze.

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