Le borse europee si mantengono in ribasso e Wall Street apre negativa, in un clima appesantito dalle tensioni sempre più aspre fra Russia e Occidente.
Il Ftse Mib di Milano arretra del 2,7% in area 25.070 punti, in linea con il Cac 40 di Parigi (-2,5%). Variazioni più contenute per il Dax di Francoforte (-1,9%), il Ftse 100 di Londra (-1,5%) e l’Ibex 35 di Madrid (-1,3%). Oltreoceano, avvio in calo per Dow Jones (-1,3%), S&P500 (-1%) e Nasdaq (-0,6%) dopo la chiusura positiva di venerdì, quando gli operatori sembravano aver puntato su una rapida risoluzione delle ostilità.
In giornata sono stati avviati i colloqui tra Russia e Ucraina nel tentativo di porre fine alla guerra, ma l’offerta russa di un corridoio umanitario fuori da Kiev ha alimentato i timori di un attacco su larga scala della capitale.
Nel frattempo, i Paesi occidentali hanno aggravato i provvedimenti contro Mosca, isolando ulteriormente la Russia dalla finanza globale e mettendo sotto pressione le banche del Paese escluse dal sistema di pagamenti internazionale Swift. Crolla in particolare Sberbank (-66%) dopo che la Bce ha dichiarato in fallimento o a rischio default la sua divisione europea.
Gli Usa hanno vietato con effetto immediato tutte le transazioni con la Banca centrale russa, il Russian National Wealth Fund e il Ministero delle finanze. Dall’altra parte, Mosca ha risposto rapidamente per proteggere la propria economia, più che raddoppiando i tassi di interesse al 20% e imponendo alcuni controlli sul flusso di capitali, oltre a chiudere lo spazio aereo alle compagnie di 36 Paesi.
Il conflitto rischia di accentuare ulteriormente le pressioni inflazionistiche e aumenta gli interrogativi sulle prossime mosse delle banche centrali, in particolare della Federal Reserve. L’istituto avvierà a marzo un ciclo di rialzi dei tassi, ma sembra da escludere per quest’anno una strategia troppo aggressiva, che potrebbe compromettere la ripresa. Nel frattempo, Goldman Sachs ha alzato le previsioni di inflazione negli Stati Uniti e prevede più ritocchi ai tassi del previsto nel 2023.
Per quanto riguarda invece la Bce, il membro del Comitato esecutivo Fabio Panetta ha ribadito che l’Eurotower adotterà ogni misura necessaria per risollevare la fiducia e stabilizzare mercati, sottolineando che il panorama si è fatto più cupo ed è quindi necessaria una cautela ancora maggiore nelle decisioni.
Sul Forex, l’euro/dollaro arretra a 1,122 con la moneta unica frenata dalle possibili conseguenze delle tensioni e del taglio delle forniture energetiche russe sulla crescita dell’area euro. In ribasso il cambio fra biglietto verde e yen a 115,3.
Crolla il rublo in scia ai dubbi sulla capacità della banca centrale russa di sostenere il proprio sistema finanziario. Nel Paese è partita la corsa agli sportelli per prelevare valuta estera, mentre S&P ha tagliato venerdì il rating dei bond sotto il livello investment grade.
Riducono i guadagni le quotazioni del greggio, con il Brent (+3,5%) a 97,4 dollari e il Wti (+3,5%) a 94,8 dollari.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si attesta a 161 punti base, con il rendimento del decennale italiano in diminuzione all’1,77%.
Tornando a Piazza Affari, fra le aziende più capitalizzate spicca Leonardo (+13,7%), in scia all’aumento delle spese militari da parte della Germania. In rialzo Diasorin (+3,9%) e Saipem (+2,6%) mentre arretrano le banche Unicredit (-12,4%) e Intesa (-8%) oltre a Pirelli (-6,5%).
Fonte MarketInsight




