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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Mps: un auspicabile cambio della guardia

di Red

SIENA. La lettera della Bce indica che “la posizione di liquidità della banca ha subito un rapido deterioramento tra il 30 novembre 2016 e il 21 dicembre 2016, come evidenziato dal calo significativo della counterbalancing capacity (da 14,6 miliardi di euro a 8,1 miliardi di euro) e della liquidità netta a 1 mese (da 12,1 miliardi di euro, pari al 7,6% del totale delle attività, a 7,7 miliardi di euro, pari al 4,78% del totale delle attivita’)”. Perciò la Banca centrale europea ha avuto buon gioco a volere sul tavolo i miliardi aggiuntivi per il completamento dell’operazione di intervento su MPS e, come testimoniano le date del periodo di riferimento, sarebbero occorsi tali e quali anche nel caso in cui l’aumento di capitale ai privati fosse andato a buon fine. Per loro sono 8,8 per noi (riferimento all’articolo del 24 dicembre, il Natale glielo abbiamo guastato noi) sono 9,5, vedremo se dovremo chiedere venia per qualche centinaio di milioni in eccesso: ma l’insucceso delle scelte fatte e della tempistica è tutto dell’amministratore delegato Marco Morelli e del suo CdA.

Poi c’è l’ex presidente del Consiglio Renzi, che ci ha aggiunto il carico da novanta del referendum, ma è evidente che stiamo scrivendo di persone non adeguate al compito di traghettare la banca verso un futuro possibile: sembra abbiano lavorato bene ma per far scappare clienti (miliardi di depositi evaporati) e investitori (fondi sovrani del Qatar e simili, Soros) per ridurre l’impatto di un eventuale fallimento di MPS e non sono riusciti nemmeno in questo. Infatti il governo è stato costretto a fare il decreto di salvataggio!

E’ bene che i dipendenti di Renzi (e non la città di Siena) lascino il campo a qualcuno capace. Dopo l’avvocato catanzarese senza ad, il presidente milanese del tandem con l’ad romano/bocconiano, e questa nuova coppia con presidente livornese e ad romano, ci sembra difficile affermare che i “vani” senesi abbiano messo alla testa della “loro banca” la loro gente sbagliata. E’ dal 1995 (legge amato sulle Fondazioni bancarie) che la senesità è solo un valore aggiunto da propinare al popolino e alla retorica di un regime che, nonostante i colpi, riesce a raccogliere più del 50% dei consensi al referendum, grazie alla contiguità nei rapporti e alla complicità dei favori distribuiti in passato.
Anche se non sappiamo ancora come si svolgerà il processo di nazionalizzazione e, in futuro, di ricollocazione sul mercato (perché se ne discute a livello di indiscrezioni che di solito non sono poi le scelte reali del governo), ci sembra corretto ripetere come l’indipendenza di nuovi amministratori dalla congrega attuale sia fondamentale per avviare un vero processo di risanamento, visto che la garanzia del socio pubblico è già sufficiente per poter far operare Rocca Salimbeni sui mercati mondiali.
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