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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Buone notizie per il vaccino contro lo staphilococcus aureus

Le prove sulle cavie da laboratorio darebbero risultati positivi

Rino-RappuoliSIENA. Il test su cavie da laboratorio del primo vaccino contro lo Staphylococcus aureus, un batterio particolarmente temuto, starebbe producendo dei buoni risultati. Il siero, i cui effetti sono stati descritti sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas), è stato messo a punto dal gruppo di ricerca coordinato dall’italiano Rino Ruppoli, uno dei pionieri a livello internazionale sulle cure di nuova generazione. Lo studio è stato condotto nel centro studi della Novartis, a Siena, in collaborazione con l’università americana di Chicago. L’elevata capacità di questo germe di resistere agli antibiotici e le gravi conseguenze delle infezioni che provoca nell’uomo, rendono urgente lo sviluppo di un vaccino.

Tuttavia, la capacità unica dello Staphylococcus aereus di sfuggire a qualsiasi attacco del sistema immunitario ha ostacolato finora tutti i tentativi di realizzare un siero efficace. I ricercatori hanno superato l’ostacolo utilizzando un cocktail di elementi che le difese dell’organismo riconoscono come nemici, ossia degli antigeni: ne sono stati utilizzati cinque, indicati con le sigle FhuD2, Csa1A, Hla, EsxA, e EsxB. Nel vaccino così ottenuto è stata introdotta una sostanza che ne potenzia l’azione (adiuvante), come è accaduto finora per altri vaccini di nuova generazione. I topi che hanno ricevuto questo vaccino esposti a diversi ceppi del superbatterio hanno mostrato una buona resistenza, migliore rispetto a quella dei topi che avevano ricevuto il vaccino basato su un solo antigene.

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