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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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"Jobs act: guardare bene prima di fare certe affermazioni"

La CGIL nterviene sulle dichiarazioni del PD di Chiusi

CHIUSI. Leggiamo oggi sui mezzi di informazione che secondo la Segretaria del PD di Chiusi il jobs act è la risoluzione al precariato, in quanto prevederebbe la sparizione di tutte le attuali forme contrattuali, lasciando solo quelle a tempo determinato e indeterminato.

Magari fosse così! Non saremmo in campo a contrastarlo! Peccato che il contenuto della legge delega sul jobs act contenga solo il riordino delle forme contrattuali e non la loro diminuzione né tanto meno sparizione… le parole hanno sempre un significato e bisognerebbe guardare bene prima di fare certe affermazioni. Maggiormente quando la recente legge 78/2014, che ha eliminato la causale nei contratti a termine e aumentato le possibili proroghe, ha reso ancor più inutilizzato il contratto a tempo indeterminato. Tanto che la maggior parte dei contratti a termine stipulati negli ultimi mesi non superano la durata di 30 giorni e addirittura sono solo di un giorno. Un grosso limite per dare speranze!

Inoltre si plaude all’estensione della maternità e alla conciliazione vita-lavoro, peccato che non siano previste risorse a sostegno!

Infine quando si parla di art. 18 bisognerebbe evidenziare che le ragioni di un licenziamento discriminatorio non si possono circoscrivere solo alle questioni religiose o politiche, giusto per citarne due molto di moda in questo periodo, ma ve ne sono anche di carattere sindacale e sessuale. In ogni caso non riusciamo a comprendere il perché non possa essere prevista la reintegra quando una sentenza affermi l’illegittimità di un licenziamento, di qualunque natura esso sia: economico, disciplinare, etc.

Una cosa però è stata azzeccata, quella degli sgravi alle imprese, infatti a quest’ultime vanno veramente molti soldi! In particolare la cosa che fa più rabbrividire è che vengano consegnati senza prevedere oneri della prova; in sintesi viene detto che si danno quando si assume, ma non si dice nulla di cosa succede se quel lavoratore viene licenziato.

Invitiamo pertanto la politica a prestare attenzione quando fa delle affermazioni, non c’è cosa peggiore che dare una cattiva informazione per avere consensi.

I lavoratori e le lavoratrici meritano rispetto, perché fare cambiamenti che hanno come unico obiettivo quello di togliere i diritti e di estendere a tutti solo minori tutele non servirà di certo a superare la crisi e a recuperare occupazione.

C’è urgenza sì di fare, ma di fare quello che non si sta facendo: creare lavoro di qualità!

 

CGIL Siena e CGIL Valdichiana

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