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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Libera farà sentire la sua voce all’Eroica

L'associazione contro le mafie sarà presente con eventi collaterali e con stand di prodotti di Libera Terra

CHIANTI. L’Eroica, la cicloturistica d’epoca sulle strade bianche del Chianti, ispirata ai valori sportivi e sociali sani. Quest’anno ci sarà anche Libera. Associazioni, Nomi e Numeri Contro Le Mafie.
Lunedì (7 ottobre) ore 21.00 presso l’Auditorium delle Cantine presenteremo il libro “Lo Sport del doping” con Giancarlo Brocci, “ideatore de L’Eroica” saranno presenti l’autore Sandro Donati consulente dell’agenzia mondiale di antidoping WADA, l’arbitro internazionale Gigi Agnolin, Gabriella Stramaccioni co-fondatrice di LIBERA e Eugenio Capodacqua giornalista sportivo.
LIBERA sarà presente nei giorni 4, 5 e 6 con lo stand dei prodotti di Libera Terra e dei gadget originali.
Sul libro:
“Innanzitutto c’è da dire che è un libro decisamente ben scritto e, direi, appassionante; che va anche al di la di quanto il titolo e la notorietà dell’autore promettono. Un libro che permette molte chiavi di lettura e che può benissimo esser letto sia da chi non è particolarmente ferrato rispetto alle diverse discipline sportive che da chi non ha cognizioni mediche relative all’uso e abuso di farmaci e droghe.

Potremmo descriverlo come un giallo, come un pamphlet politico, come un saggio, come un’autobiografia  e forse altro ancora.

Un giallo: del tipo del giallo americano dove si sa fin dall’inizio chi è l’assassino (dello sport) [il Coni e le federazioni sportive nazionali], i suoi complici [i medici alla Conconi, il CNR, i laboratori antidoping ecc.) e le coperture politiche e statali. Riuscirà il nostro eroe solitario ed emarginato a smascherare e sconfiggere un potere criminale così potente? I colpi di scena non mancano, alleati fidati cambiano casacca, combattenti puliti (atleti e allenatori) vengono emarginati ed epurati … e fino all’ultima pagina non si sa quale sarà l’esito.

Un pamphlet politico: Se, come si dimostra ampiamente, è il Coni in combutta con le federazioni nazionali, a svolgere il ruolo preminente di pusher, la politica (di tutti gli orientamenti) ha sempre lasciato in mano al Coni stesso la gestione dei controlli antidoping privilegiando le amicizie e i favoritismi anche per farsi belli come ministri e governanti per le medaglie frutto di pratiche dopanti volutamente ignorate. E tra i protettori del sistema del doping troviamo i nomi di Giulio Andreotti, parlamentari e responsabili del PCI,come in seguito del PDL (la parlamentare ex atleta notoriamente abusante Manuela di Centa)o della ministre del PD Giovanna Melandri e Livia Turco. Larghe intese sullo sport del doping! Per non parlare di certe inchieste finite nel porto delle nebbie della magistratura romana o delle indagini che avrebbero dovuto svolgere i corpi militari (fiamme gialle, carabinieri, polizia di stato) contro le loro stesse squadre sportive nazionali. E quando una legge (la n. 376 del 14.12.2000) verrà varata, sarà aggirata e, contro il disposto della legge stessa, il Coni continuerà a gestire i controlli degli atleti di livello nazionale.

Un saggio. Il percorso del doping a partire dall’atletica e dalle ricerche e pratiche dei dottori Conconi e dei suoi emuli (Farraggiana, Ferrari ecc.) per ampliare lo sguardo ad altre discipline e al quadro internazionale sino alle ultime vicende più note (Schwazer, Armstrong, Pistorius) e parallelamente le battaglie e i risultati sul piano legale soprattutto internazionale. Dando per scontato che la scienza e la ricerca pro-doping è sempre più avanti di quella antidoping, Donati conclude che prioritaria è una battaglia culturale, battaglia da iniziare nelle scuole proponendo un concetto di sport come gioco ed autorealizzazione e diffidando dalla precoce specializzazione in una specifica disciplina sportiva”.

http://fractaliaspei.wordpress.com/2013/07/02/lo-sport-del-doping-incontro-con-sandro-donati/

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