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Ugole d’oro al Teatro dei Rozzi

Una serata all'insegna delle eccellenze senesi

di Paola Dei

SIENA. Il giorno della Befana sul cielo di Siena non volano soltanto magiche nonne a cavallo di un manico di scopa che ricordano la ludica e ammiccante strega di Klimt che girando la testa all’indietro sembra sorridere all’anno nuovo, ma anche voci argentine che come fuochi d’artificio esplodono come ragni attraverso le stelle mentre la gente non può fare a meno di ritrovare la propria parte giocosa e fare: “Ohhhh!”. Questo è quanto è accaduto il 6 gennaio dalle ore 17,30 al Teatro dei Rozzi con il Patrocinio del Comune di Siena e con la sponsorizzazione del Monte dei Paschi.

Carmen, Tosca, Manon, la Vedova Allegra, animate di nuovo dalle voci dei soprani sono tornate a risplendere nella loro grandezza ed insieme a loro Don Pasquale, Attila, Il Barbiere di Siviglia e molti altri poemi raccontati dalle voci del basso, del baritono e del tenore accompagnati dei movimenti delicati delle allieve della Scuola di danza di Irene Stracciati e dalla umile grandezza del Mastro Botarelli, una istituzione senese a cui tutti i cantanti ed i musicisti dell’ultimo ventennio devono recensioni e consigli, come ha affermato la stessa Cristina Ferri, generosa voce soprano senese che con un abito rosso fuoco ci ha deliziato con una voce che ricorda i toni della Callas e sembra far fiorire dalle labbra una magica calla ad ogni nota.

Da mettere in luce anche le Filature della seconda soprano: Maya Dashuk, che si è esibita in “Oh mio babbino caro” del grande Schicchi, mettendo in luce una voce delicata e senza incrinature, capace di saltare sette note e restare intonata.

E che dire di Paolo Pecchioli, una voce da Basso, coerente ad ogni altezza e con un timbro caldo e gradevolissimo o di Brian Nickel, il baritono che pur dovendo leggere la trascrizione in italiano, è stato capace di non fare neppure un errore. Da non dimenticare poi il tenore, Giorgio Casciani che in: “Di quella pira” ha sfoderato un Do di petto degno dei migliori concerti. Al pianoforte Simone Marziali con il coro di Sovicille intonato delicato e mai invadente, diretto dal Maestro Botarelli.

Una serata all’insegna delle eccellenze senesi alle quali ha fatto ancora omaggio la generosità di Cristina Ferri. Sempre lei ha voluto ricordare che Siena è Palio ma è anche molto altro: canto, arte, talenti e che spesso tutto questo viene dimenticato, cosa che non accade in questo magico giorno mentre i re Magi portano ancora metaforicamente oro, incenso e mirra alla grotta del Redentore e la strega di Klimt inneggia all’anno nuovo birichina, piena di speranza e con l’arte nel cuore. Due modi di inneggiare allo spirito che fanno guardare in alto entrambi mentre le bocche continuano ad inneggiare: “Ohhh!”.

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