Si discute di indennità Pronto soccorso, carenza di personale, mancanza di strategie adeguate
FIRENZE. I sindacati firmatari del Contratto Sanità 2022-2024 chiedono alla Regione Toscana di fornire risposte serie, puntuali e concrete a tutti i professionisti del Pronto Soccorso in merito agli arretrati relativi agli anni 2023–2024, riguardanti l’indennità di Pronto Soccorso.
“In qualità di Segreterie Regionali firmatarie del CCNL Sanità 2022–2024, chiediamo con urgenza la convocazione di un tavolo istituzionale con la Regione Toscana, finalizzato ad un confronto reale e costruttivo, volto a garantire: l’erogazione in tempi rapidi degli arretrati indennità Pronto soccorso relativi all’anno 2025 e la stabilizzazione delle indennità di Pronto soccorso per l’anno 2026.
Riteniamo inoltre indispensabile l’apertura di un tavolo di confronto su temi fondamentali per i professionisti del sistema sanitario regionale, tra cui: Fondo incarichi; progressioni economiche e indennità professionali; Fondo premialità e condizioni di lavoro; prestazioni aggiuntive; incremento delle risorse aggiuntive entro il tetto massimo dell’1% del monte salari; risorse aggiuntive previste dal Decreto Calabria; mobilità delle lavoratrici e dei lavoratori del SSR; progetti di riorganizzazione collegati ai fondi del PNRR.
Si tratta di questioni centrali e non più rinviabili, che ad oggi non sembrano ricevere la necessaria attenzione da parte della Regione e dell’assessorato alla Sanità e al Diritto alla Salute della Toscana.
Per questo motivo abbiamo chiesto e rivendichiamo l’attivazione di tavoli congiunti con tutte le organizzazioni firmatarie del CCNL Sanità 2022–2024, al fine di affrontare in maniera condivisa e strutturata le criticità esistenti e fornire risposte concrete alle lavoratrici e lavoratori della sanità pubblica toscana.
Assistiamo infatti ad una crescente e preoccupante emorragia di personale sanitario, che abbandona le aziende pubbliche del Servizio sanitario regionale per orientarsi verso il settore privato o la libera professione, con un conseguente impoverimento della sanità pubblica in Toscana.
Inoltre notiamo una diffusa carenza di operatori sanitari, che si acuirà con l’avvicinarsi del periodo delle ferie estive e che porterà un aggravio nei carichi di lavoro, da affrontare con indennità e fondi economici esigui e non aggiornati.
Non basta l’annunciata apertura delle Case di comunità, che dovrebbero ridurre gli accessi inappropriati ai Pronto soccorso, a risolvere il problema, poiché le stesse Case di comunità al momento sono sprovviste di personale e non raggiungono assolutamente i parametri adeguati (indicati dal D.M 77/2022).
Si tratta di un fenomeno che non può essere sottovalutato e che deve essere affrontato urgentemente, con serietà, responsabilità e visione strategica, attraverso un confronto strutturato e continuo con le parti sociali. Solo così potremo dare risposte concrete ai professionisti della sanità in Toscana e garantire l’assistenza sanitaria necessaria a tutti i cittadini toscani”.




