Carenza di personale, arretrati non pagati e abbandono dei professionisti
SIENA. Il sindacato USB Pubblico Impiego – Sanità di Siena ha denunciato, numerose volte, le condizioni di lavoro presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Senese (le Scotte), segnalando criticità gravi e strutturali che riguardano la carenza di organico, il mancato rispetto degli istituti contrattuali e l’aumento delle dimissioni volontarie tra i professionisti sanitari.
Fondi destinati ad attività aggiuntive invece che ad assunzioni
Per l’anno 2026 sono stati destinati 250.000 euro ad attività aggiuntive, scelta che il sindacato giudica insufficiente, rispetto alla necessità di procedere ad assunzioni strutturali, all’ampliamento dei differenziali economici di professionalità e all’erogazione di una premialità adeguata al personale del comparto.
Indennità di Pronto Soccorso: importo effettivo inferiore al comunicato.
USB segnala che l’importo degli arretrati 2023/2024 per l’indennità di Pronto Soccorso, indicato in 3.840 euro lordi pro capite, si è tradotto in busta paga in circa 1.500 euro. Il sindacato contesta la comunicazione istituzionale e chiede chiarimenti sull’applicazione del CCNL Comparto Sanità 2022–2024.
Tre medici lasciano il Pronto Soccorso, in fuga anche gli specializzandi
Negli ultimi mesi tre medici del Pronto Soccorso delle Scotte hanno lasciato volontariamente il servizio, preferendo altre mete, insieme a numerosi specializzandi, per non parlare degli altri reparti, in cui le condizioni organizzative non mostrano certo un andamento più favorevole. USB riporta anche le difficoltà nella corretta applicazione delle ferie previste dal CCNL e descrive la condizione del reparto come di “emergenza perenne”, con codici rossi gestiti nei corridoi e sicurezza compromessa sia per gli operatori che per i pazienti.
Grazie alla pressione di USB e alle molteplici segnalazioni di disagio arrivate da tantissimi colleghi, si è riusciti a coinvolgere il direttore generale nella modifica del meccanismo di trasferimento interno degli operatori (meccanismo che giudicavamo rigido, poco flessibile e non corrispondente ai reali bisogni del personale del comparto) il risultato è stato parziale e isolato. Abbiamo ottenuto la disponibilità a introdurre un periodo di prova di 2/3 mesi nel nuovo setting, con valutazione della congruità tra reparto e caratteristiche dell’operatore e la possibilità di conservare il posto precedentemente ricoperto in caso di esito negativo. Una misura minima di buon senso per ridurre il disagio e le forzature organizzative. USB definisce il risultato fallimentare, sottolineando che gli altri sindacati non hanno partecipato attivamente alla trattativa, senza poter raggiungere così un traguardo positivo per gli operatori del comparto.
L’ allarme dell’ISTAT:
Nel 2024 sei milioni di cittadini italiani, il 9,9% delle persone rinunciano a prestazioni sanitarie (dato preoccupante e in netta crescita rispetto al 4,5% del 2023 e del 2,8% del 2019). La crisi socio-sanitaria non è un incidente: è il risultato di decenni di tagli, di organizzazioni allo sbando, di leadership deboli e incapaci, piegate alla governance e alle sue logiche aziendalistiche. I contenziosi aumentano, il patto di fiducia tra operatori e cittadini si sgretola, la medicina difensiva esplode. Le carriere sono bloccate da logiche che annientano l’identità e la motivazione professionale.
USB annuncia l’intenzione di continuare a denunciare la situazione nelle sedi sindacali e pubbliche.




